

JEAN GENIE
iscritto dal: 11/03/2008
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Baffi
"Giovanni le aveva rivolto un sorriso incoraggiante. 'A me puoi dirlo. Ti prometto che non farò la spia. Sei tu che fai sparire il latte dalla cucina?'
Teresina aveva esitato per un attimo, poi aveva sospirato un timido sì.
'E non è per te, vero?' aveva bisbigliato Giovanni. 'Ma è per il tuo amico che non è un fantasma, giusto?'"
Categoria: Originali
Genere: Sovrannaturale
Rating: Per tutti
Era una notte buia e tempestosa
Sulle sponde del lago di Ginevra c'è una villa. Lì, due secoli fa, una compagnia di scrittori ha dato una nuova forma all'orrore. Oggi, in quella stessa notte di giugno, qualcuno sta tornando a casa.
Categoria: Originali
Genere: Gotico
Rating: VM14
Sidonia
'Vorrebbe chiederle di parlargli di lei ma sa che non ce n'è bisogno. Sidonia è lì per raccontargli una storia. E sembra davvero antica fra quelle finte rovine.' Una governante e un bambino. Una fata o forse una strega. E un principe addormentato.
Categoria: Originali
Genere: Fantasy
Rating: Per tutti
A Mayme nel giorno del suo matrimonio
Mayme sta per sposarsi. E Armand scrive una lettera.
A Nisi, con tanti auguri di buon compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mayme Angel
Rating: Per tutti
Agenda
La vita di un supereroe, playboy e miliardario sarebbe all'insegna caos se non ci fosse la sua efficiente segretaria.
Dedicata ad Atlantis Lux.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Iron Man
Rating: Per tutti
AmOuR fOu
C'è chi pensa che l'unico posto adatto al Joker sia una cella imbottita in fondo all'Arkham Asylum. La dottoressa Harleen Quinzel non è della stessa opinione.
Rigorosamente ispirata al Nolan-verse.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: VM14
Bivio
Un brevissimo racconto ispirato all'episodio 3O. Seiya si trova di fronte alla sua nemica di sempre e una scelta decisiva.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Le briciole sul sentiero
"Percorriamo tutti la stessa orbita, principessa Maetel. Un'orbita senza fine sulla quale finiremo per incontrarci ancora. Prima di quel momento cerca di decidere quale sarà il tuo ruolo in questa storia."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Galaxy Express 999
Rating: Per tutti
Brina sulle stelle
"Quegli occhi cercano sempre qualcosa di distante e sconosciuto. E quando si perdono in chissà quale sogno, in chissà quale memoria, il loro proprietario sembra dimenticarsi di tutto il resto."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Ennui
"A volte sono così noiose, povere bambine. Non me ne importa poi molto dei loro compiti in classe, dei loro sbalzi d'umore e di che cosa mangeranno colazione. A me piace vederle struggersi. E nessuno sa farlo come loro."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mai HiME
Rating: Per tutti
Finché morte non ci separi
"Non è forse stato quello il motivo per cui ha cominciato a starle lontano? Sì, deve essere quello. Il giorno in cui Kozue ha iniziato ad usare i cosmetici lui ha cominciato a temere di ritrovarsi con dei segni di rossetto sull'uniforme. Davvero, non può esserci nessun altro motivo per cui abbia cominciato ad avere paura di sfiorare sua sorella. "
A DK per il suo compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14
Frozen Inside
Il viaggio di Jun in compagnia di Akira nella profondità degli inferi è terminato...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Devil Lady
Rating: VM14
Il giorno prima
Prima dell'olocausto nucleare, prima che Hokuto e Nanto si dessero battaglia, prima che il mondo impazzisse, quando il guerriero dell'Orsa Maggiore e l'ultima stella di Nanto credevano ancora che il loro futuro sarebbe stato sereno. Una breve storia imperfetta di vita quotidiana, mentre la minaccia si addensa. Da leggere ascoltando Chopin...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Ken il guerriero
Rating: VM14
Liber Mundi
L’Europa del ‘700, alchimia, intrighi di corte, spionaggio, rivoluzioni, omicidi e il Salmo del Re, un libro le cui pagine sono intrise di sangue, che tutto conosce e che può cambiare il destino del mondo secondo la volontà di chi lo possiede. Una raccolta di drabble dedicata alle figure simili a statuine di porcellana che si muovono nell’universo de ‘Le Chevalier d’Éon’.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Le Chevalier d'Éon
Rating: VM14
La maschera e il rubino
Mentre in Francia la Rivoluzione arriva al culmine, dall'altra parte della Manica qualcuno scopre che alcuni splendidi gioielli non sono proprio come appaiono. Un mistero si cela tra i nobili francesi rifugiati a Londra. Ed è abbastanza per convincere quella che una volta era la Stella della Senna a vestire di nuovo maschera e mantello.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il Tulipano Nero - La Stella della Senna
Rating: Per tutti
I migliori che se ne vanno
Nella vita di ognuno esistono dei punti fermi. E quando uno di questi viene a mancare un uomo si mette in viaggio alla ricerca di un nuovo significato da dare alla propria vita.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Un medico tra gli orsi
Rating: Per tutti
Ogni cosa ha il suo prezzo
Gli odori intensi della perenne fiera, il chiassoso vociare di mercanti e acquirenti, la musica che sale dalle bettole, non raggiungono il signore di Capo d'Ancora. Come un magnanimo benefattore Lord Hyousmar concede la propria proprietà, quel pianeta piccolo e pallido nella nebulosa conosciuta come Scrigno di Luce dai locali e più prosaicamente M 104 o Sombrero dai terrestri, a coloro che praticano il libero mercato in cambio di una tassa d'approdo e del venti per cento dei profitti. E ogni brigante, commerciante o pirata che percorra in lungo e in largo il cosmo sa che bottino o merce posso essere piazzati bene solo a Capo d'Ancora.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti
Pioggia d'estate
In un pomeriggio di nuvole, tè e dolci, due ragazze si trovano a dover decidere quale sarà il loro futuro
Categoria: Fanfiction
Fandom: Maria-sama ga miteru
Rating: Per tutti
La ragazza dagli occhi di giada
Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra, ma leggibile anche da chi di quell'universo non sa nulla. Un momento di pace, una corsa cavallo e molte riflessioni sul passato e la crescita di uno dei personaggi principali.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Salsedine
"Ho promesso a me stessa che un giorno l'avrei fatto sul serio. Ti avrei preso per mano, mio Sognatore, e ti avrei fatto conoscere la sensazione della sabbia tra le dita."
Categoria: Fanfiction
Fandom: X
Rating: VM14
Side Stories I - Gli occhi di Athena
Un racconto ispirato al primo oav. Eris, la Dea della Discordia, torna a vivere impossessandosi del corpo di una ragazza mortale. Mentre la nuova battaglia si avvicina, qualcuno emerso dal passato di Saori Kido cerca vendetta.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Side Stories II - Il sorriso di Freya
Una storia che fa da prequel e da dietro le quinte al secondo OAV. Il momento di pace che Athena e i suoi Cavalieri stanno vivendo viene interrotto da una minaccia che arriva dalla dimenticata città di Asgard.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Side Stories III - Le lacrime di Calliope
Il Dio Apollo ha cercato le sue Muse in ogni angolo del mondo. Ora lui e le sue sorelle sono di nuovo insieme. Ma il loro idilliaco paradiso viene offuscato dalla voce di Zeus che ordina al suo figlio prediletto di muoversi contro Athena con la prospettiva di creare un nuovo eden in terra.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Simulacra
La storia infinita intorno alla quale ruotano tutte la altre. Cinque anni dopo la sconfitta di Hades la voce di Athena riporta i Cavalieri al Santuario. E ha inizio un lungo viaggio alla ricerca di risposte che possano spiegare qual è la minaccia che incombe sulle stesse radici della civiltà umana.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Sole e pioggia
Puro, innocente, bellissimo. Il Cavaliere di Andromeda è stato macchiato da Hades. Il Cavaliere di Andromeda ha visto morire la Dea Athena. Shun non ha più lacrime ma vuole ritrovare se stesso. Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra collocabile temporalmente dopo il Prologo di quest'ultima.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Specchio Specchio
Duetti onirici e insensati tra due mondi, dedicati a Kanchou.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Last Exile - Utena
Rating: Per tutti
Stupido ragazzino
Ispirato all'undicesimo episodio della serie classica. Un ragazzo acerbo affronta una nemica troppo bella e ne viene sconfitto. Ma un ufficiale in seconda biondo e dal cuore tenero veglia su di lui.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti
Sub Rosa
Lei è in viaggio da molto, moltissimo tempo. Lei è stata la fonte del Sang Real. Lei è stata l'origine del mondo. L'hai compreso?
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Il Codice Da Vinci - Utena
Rating: Per tutti
Vanità di vanità
"Lei attende. Vestita di nero. Attende di poter sollevare di nuovo quel sipario a lutto. Attende un volto in cui potersi specchiare."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il grande sogno di Maya
Rating: Per tutti
Velvet Rose Hotel
Nella Città d'Argento fioriscono ancora le rose. La Dea ferita e il suo compagno di viaggio sono alla ricerca del Principe smarrito. Lucifero langue ricordando che, un tempo, forse il suo nome era Dios. Una ragazza senza ricordi tenta di ritrovare se stessa. E qualcuno vorrebbe volare oltre il guscio del mondo.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14

Anonima Autori, (c) DK86, Jean Genie, Nisi Corvonero, Reader Not Viewer.
Layout di Lan Awn Shee.
L'immagine usata per il layout è di Rain.
L'immagine usata per la categoria è di Toei Animation.
I personaggi e le situazioni presenti in questa storia appartengono a Masami Kurumada e a chi ne detiene i diritti. L'autore non scrive a scopo di lucro e nessuna violazione del copyright è intesa.
Per citare, riprendere, tradurre questa storia, in parte o in toto, occorre l'esplicito permesso dell'autore.
Il sito non è responsabile degli scritti che contiene, né dei loro contenuti. Anonima Autori non ha fini di lucro.

Buoni propositi e pasticcini...
Quando ero
molto piccola mi piaceva addobbare la casa per Natale. Il grande
abete si riempiva lentamente di luci e di festoni. Mio nonno mi
sorvegliava con attenzione, timoroso che potessi cadere dalla scala
sulla quale mi ostinavo ad arrampicarmi senza l'aiuto di un adulto.
Il puntale veniva per ultimo. Significava che il lavoro era
terminato. Era l'unica decorazione a non cambiare anno dopo anno; un
angelo di cristallo con le ali dorate. Quest'anno invece si è
occupata la servitù delle decorazioni natalizie. Come sempre,
da quando il nonno è morto. Il primo Natale senza di lui, non
ho voluto festeggiare. È stato così fino al ritorno dei
Cavalieri. E l'anno scorso... stavamo subendo gli attacchi del
Santuario, l'Armatura d'Oro del Sagittario mi era stata sottratta,
tuttavia ho voluto comunque trascorrere le festività con i
ragazzi, anche se l'umore di tutti era piuttosto basso. Quest'anno
sarà diverso. Siamo in pace. Possiamo rilassarci e pensare a
noi.
Ho un magnifico kimono azzurro da indossare a Capodanno.
Forse catturerò qualche pesce rosso al Kingyo Sukui. Da
bambina quello era il giorno più atteso. Ora ho voglia di
divertirmi come allora e di indossare il costume tipico. E di
scambiare regali con la mia famiglia. Ho preparato doni per ciascuno
di loro. Questa sorta di regresso all'infanzia mi mette di buon
umore. Per la fine dell'anno saranno tutti con me. Anche Seiya
tornerà. Da una settimana è partito per la Grecia. So
che è arrabbiato con me anche se si sforza di non darlo a
vedere. È convinto che l'ordine che ho dato a Shaina di
mettersi a capo delle guardie del Santuario sia stato un dispetto
diretto a lui. Ma stavolta si sbaglia. Ho bisogno di organizzare il
mio esercito e Shaina ha la stoffa del capo. Perché c'è
qualcosa che ho capito durante la battaglia con Dolvar. Hades è
stanco di aspettare. Colpirà da un momento all'altro. Presto
il sigillo che blocca il suo potere si dissolverà del tutto.
La sua aura maligna sta già filtrando. Le prove a cui siamo
stati sottoposti sono un indizio lampante. L'ultima battaglia si sta
avvicinando. Non ho paura. Sono nata solo per questo. Il nuovo anno
sarà quello cruciale. Ma nonostante io resti vigile, non
permetterò a nessun Dio infernale di rovinare il mio
Capodanno. Forse sono gli ultimi momenti di pace che ci sono
concessi.
Quando una cameriera bussa alla porta le dico di
entrare. È una ragazza molto giovane, castana e minuta. Devo
averla già vista in giro ma non ho mai prestato molta
attenzione alla servitù. Il mio tempo potrebbe scadere da un
momento all'altro e non mi sono mai resa conto delle dozzine di
persone che si muovono come ombre intorno a me.
"Mi scusi,
signorina... È appena arrivato questo per lei..." La
ragazza mi porge un pacchetto rosso ornato da un grande fiocco
dorato. Capisco subito che si tratta di un astuccio da
gioielleria.
"Ti ringrazio... ehm..."
"Yoshiko,
signorina." La ragazza tiene gli occhi bassi.
"Ti
ringrazio, Yoshiko. E buon Natale."
La ragazza sembra
sorpresa. "Grazie, signorina. Buon Natale anche a lei." Poi
arretra verso la porta e scappa via come se fosse inseguita da un
cane feroce.
Faccio davvero tanta paura? Osservo il pacchetto, lo
soppeso fra le mani e finalmente leggo il biglietto;
Con i
migliori auguri. Sono sicuro che gradirai,
Julian
Arrogante...
Non capisce niente. Gli ho chiesto il vero Julian e lui sa solo
regalarmi una collana. Cosa sono? Diamanti? Rubini? Cosa me ne faccio
se non ci ha messo il cuore? E crede di conoscermi? Vedrai quando te
lo rimanderò indietro, Julian...
Il nonno mi ha sempre
proibito di scartare i regali prima dell'ora stabilita. Oh,
accidenti... Non ho più dieci anni. Lacero la carta rossa con
le unghie sfogando così la delusione. Mi ero illusa che fosse
diverso. L'astuccio di velluto blu sembra attendere che mi decida. Lo
apro e mi sento assolutamente stupida. Biscotti al limone. Quelli che
ho mangiato a Sunion. Deliziosi, delicati, si sciolgono in bocca...
Si è accorto che mi piacevano. Protetti dalla carta velina e
decorati con violette candite. Scema. sono proprio scema. Sto quasi
per commuovermi. Julian ha fatto meglio di me, dal momento che io gli
ho inviato la più classica delle stilografiche. Va bene.
Proposito per l'anno nuovo. Devo smetterla di lasciarmi fuorviare
dalle apparenze. Devo smetterla di reputarmi superiore agli altri e
poi... e poi può bastare. Mi porto alla bocca un biscotto.
Favoloso. Devo far sparire questa scatola prima che qualcuno ci metta
le grinfie sopra. Sono un po' pochi, però...
Rimproverando
me stessa per quell'improvvisa ingordigia chiudo la scatola dopo il
terzo pasticcino. Forse sarà davvero un buon anno. Nonostante
Hades.
Non piangere per me...
Lo sapevo che
sarebbe successo. La sua telefonata non è stata inaspettata.
Da un mese la situazione si sta trascinando. Ho smesso di illudermi.
Ci siamo visti solo due o tre volte. E sempre in modo frettoloso.
"Scusami, sai... non credevo che pattinare fosse così
impegnativo. Sono molto stanco. Usciremo quando questa storia sarà
finita." Non ho insistito. Mi sono solo chiesta perché
lui non riuscisse più a guardarmi negli occhi. La risposta la
conosco. Quando oggi mi ha chiamata e mi ha dato questo appuntamento,
Miho mi ha fatto uno dei suoi grandi sorrisi. "Visto? E tu ti
stavi preoccupando..." Non le ho detto nulla. Ma il suo
ottimismo mi è sembrato fuori luogo.
Lui è già
arrivato. Continua a guardare l'ora seduto su una panchina, tra la
folla che si dedica frenetica agli acquisti di Natale. Qualcuno lo
guarda anche con compassione. Ha la faccia di uno a cui la ragazza
del cuore ha dato buca. Io me ne resto dietro a un albero e non mi
decido a uscire. Le mie dita si stanno gelando, nonostante i guanti
di lana. Guardo il cielo bianco e compatto e penso che forse
nevicherà. Non ci sarà uno scambio di regali tra di
noi, ne sono sicura. È durata troppo poco. Ma ne è
valsa la pena.
Ho perso anche troppo tempo. Dopo tutto se bisogna
chiudere una storia è meglio farlo in fretta.
"Ciao..."
gli dico, facendo finta di riprendere fiato, mentre il mio respiro si
condensa nell'aria. "Scusa, ho fatto tardi..."
Lui si
alza dalla panchina con una faccia da funerale. Così ci siamo.
Non c'è nessun dubbio.
"Ciao..." mi risponde e
poi resta zitto.
Se almeno non fosse così bello... Il suo
silenzio mi pesa addosso, il cuore mi batte forte. Ho paura di quello
che potrò fare quando lui si deciderà a parlare. Forse
non riuscirò a controllarmi. Ho voglia di piangere già
adesso. Ma lui tace. Si sente in colpa. Perché è stato
il mio primo ragazzo. Non è giusto. L'ho sempre saputo. Ho
solo sperato che durasse di più. Voglio tornare a
casa...
"Hyoga, vuoi lasciarmi?" Mi stupisco di me
stessa. Non so come sia riuscita a trovare il coraggio di chiederlo.
Lui sembra sorpreso.
Poi sospira. "Erii, io..."
Scuoto
la testa sorridendo, anche se non credo di riuscire a nascondere la
tristezza. "No. Niente sensi di colpa. Io lo stavo aspettando.
Davvero. Lo sapevo fin dall'inizio che eri innamorato di
un'altra."
Lui stringe le labbra. È stato colto
impreparato. Raggiungo la panchina e mi siedo.
"Erii..."
Smettila
di ripetere il mio nome. "Freya, vero?"
Hyoga mi si
siede vicino. "Erii, mi dispiace. Mi dispiace tanto."
Ingoio
il dolore e ritrovo la mia fermezza. "Non deve dispiacerti. Non
puoi farci niente. Lei ti ricambia?" Perché voglio
saperlo? Forse perché sapere che mi lascia per una donna che
non lo vuole sarebbe troppo...
"Sì" mi risponde.
E sembra quasi che gli dispiaccia.
"Allora va bene. Mi
permetti di volerti bene lo stesso, Hyoga?"
Mi prende la
mano. Sono contenta di portare i guanti. "Erii... ti... ti
voglio bene anch'io, ma..."
"Hyoga, smettila. Non
tiriamola per le lunghe. Questo non ci impedisce di essere amici,
giusto?" Lui annuisce. "Allora accompagnami. È stata
un'uscita fulminea ma vorrei comunque tornare a casa."
La
strada mi sembra lunghissima. Me ne sto attaccata al suo braccio.
Faremmo prima con l'autobus. Siamo a più di un chilometro
dall'orfanotrofio e stiamo tenendo un'andatura da tartarughe.
"Mi
somiglia?" gli chiedo per spezzare il silenzio. Perché
voglio farmi male?
"Sì." La sua risposta è
decisa. "Però ha gli occhi verdi."
"Ci tieni
a lei?" Basta. Devo smetterla.
"Sì."
Vorrei
chiedergli di più ma sarebbe puro masochismo. Non voglio
sapere se è bella, non voglio sapere come si sono conosciuti,
non voglio sapere niente di niente. Il mare è grigio come il
piombo ma comunque mi dà il bentornato.
"Allora...
fatti vivo ogni tanto..." So che i bambini ci stanno osservando
di nascosto. Fanno sempre così.
"Erii, prometti che
non piangerai non appena girerò la testa..."
Grazie.
Mi ci voleva questa frase. "Che stupido. Credi di essere questa
gran perdita?" Scoppio a ridere e lui con me. "Se non
dovessimo vederci prima ti auguro buon Natale. Tu sei cristiano,
vero?"
"Sì, ma in Russia non si festeggia il
Natale."
Non mi interessa. Adesso va via per favore... Hyoga
mi bacia una guancia. "Allora ci vediamo presto..."
Non
mi fermo a guardarlo andare via. Sono quasi in trance mentre saluto i
bambini. Odorano di pulito e mi fanno bene all'umore. Preparerò
una bella torta per loro questa sera. Miho esce dalla cucina con un
mestolo in mano. "Erii... Sei già tornata? Come è
andata? Vieni a darmi una mano?"
"Mi cambio e arrivo
subito" le rispondo, poi raggiungo la nostra stanza. Mi tolgo il
giaccone e i guanti. Poi osservo il poster di Robbie Williams appeso
sul letto di Miho. Uomini...
"Erii, stai bene? Hai una
faccia..." Miho mi ha seguita. Tiene ancora in mano il mestolo
trovo che abbia un'aria davvero buffa.
"Benissimo..."
la voce mi si spezza. Sono riuscita a contenermi fino a questo
momento ma adesso i nervi mi cedono.
"Erii..."
Ecco...
lo sapevo... le lacrime mi inondano la faccia e mi ritrovo a
singhiozzare come una lattante. Miho mi abbraccia e io le sono
davvero grata.
Te lo avevo detto che le parti si sarebbero
invertite... Ma te lo prometto, Miho. Dal prossimo anno nessuno si
permetterà più di buttarci via.
Esprimi un
desiderio...
Il cielo visto dal Santuario avrà
sempre qualcosa di speciale. Queste stelle mi si sono conficcate
dentro e risplendono in me. Sono state loro a insegnarmi il segreto
della mia natura. Sotto la loro guida ho imparato a far ardere la mia
essenza in modo da rendermi simile a loro. Le stelle esplodono
sempre, in continuazione. Io ora assomiglio a loro. Anche la mia vita
si espande verso l'esterno come una piccola stella bianca appena
nata. Ma sto mutando. La mia luce sta diventando dorata e calda. Sto
diventando un Cavaliere di casta superiore. Mi tornano in mente tutte
le volte in cui la corazza del Sagittario ha rivestito il mio corpo.
Quelle stelle, quelle del nono segno dello zodiaco, stanno tentando
di dirmi qualcosa. Il cielo di dicembre è limpido e gelido.
C'è qualcosa di romantico e decadente in queste rovine, eppure
questa è casa mia, un tuffo in un'epoca passata che mi
accoglie sempre come una culla. Appoggiato a una colonna, con il mio
amore fra le braccia, provo a contare queste stelle benedette. Una,
due, tre... Fra poco sarà Natale. Come sempre questo basterà
a farmi sentire sereno.
"Sicura che non vuoi cambiare idea?"
le chiedo. Un po' mi dispiace spezzare l'incanto di questo silenzio.
Ma ho questo piccolo sogno dentro. La prima notte di Natale
insieme...
Lei si muove pigramente. "Gli ordini sono ordini,
Seiya."
La sua pelle è così chiara questa
notte. Trasparente quasi. "Lo so. Ma qualche giorno che
differenza vuoi che faccia?" Sta organizzando il Santuario come
se dovessimo essere assaliti da un momento all'altro. È stata
questa la volontà di Athena. L'ho vista dare ordini alle
guardie con la sua grinta battagliera. La temono. Se sapessero come
sei veramente, piccola stella...
"Ci tieni così
tanto?" mi chiede. Ma per me è difficile spiegarlo. Forse
sto diventando troppo smielato. Ma l'idea di un albero addobbato, di
un fuoco acceso e di lei...
"Sì. Voglio baciarti sotto
il vischio, che c'è di strano?" Una cosa che le coppie
fanno. E noi siamo una coppia. Anche se non siamo paragonabili a
nessun'altra coppia al mondo. C'è qualcosa che si regge in
equilibrio precario. Ma non riesco a individuarlo.
"Tu sei
tutto strano" dichiara lei sicurissima.
Le sorrido. Non che
tu sia più normale di me... "Non posso festeggiare e
divertirmi se tu non ci sei." So per certo che mi mancherebbe
qualcosa. Forse è semplicemente l'amore che fa questo effetto.
No, sarebbe troppo terribile se tutti gli innamorati del mondo
sentissero questa angoscia dentro.
"L'hai sempre fatto"
mi fa notare.
"Sì, ma allora non ero innamorato."
È molto semplice. Da bambino il Natale e il Capodanno erano
due feste vere. L'orfanotrofio dove ho trascorso i miei primi anni
era ed è ancora gestito dalla chiesa cattolica. Il Capodanno
invece a Tokyo è simile a un sogno ad occhi aperti. Durante i
miei anni in Grecia ho fatto finta di nulla. Ma un anno fa ho
festeggiato di nuovo a Villa Kido con i miei compagni. Quest'anno
però voglio che sia speciale.
Lei fa un lungo sospiro.
"Dillo ancora."
"Innamorato" ripeto e lo sento
con tutta l'anima. Il tepore del suo corpo così vicino mi
ubriaca. Cerco le sue labbra come se ne avessi sete. Mi piace
accarezzarla lentamente, come per imprimermi nelle mani la sua
figura.
"Dannazione..."
"Che c'è?"
mi chiede.
C'è che le mie mani hanno trovato del freddo e
respingente metallo. "Questo affare di latta. Perché non
te lo togli?"
"Seiya..." Lei tira fuori un tono di
rimprovero.
"Perché non ti togli tutto?" insisto.
Continuo a fantasticarci. E a sognarla. E a svegliarmi grondando
sudore.
"Forse perché siamo all'aperto e sto già
contravvenendo alle regole andando in giro senza maschera."
Già,
le regole. E la maschera. Abbandonata poco distante. Bianca e muta.
La detesto. "Infiliamoci da te..." propongo. Voglio solo
guardarti. Davvero.
"Sei in fermento stasera?" Ride e
poi mi bacia di nuovo. Piccola stella, piano piano sarai mia... "Che
hai?" mi domanda. Forse si è resa conto che strani
pensieri mi invadono la testa.
"Ti voglio da matti..."
Mi manca quasi il fiato. I suoi occhi nel buio della notte
dardeggiano di riflessi azzurri. Ti voglio, ti voglio, ti
voglio...
"Qual è il ma?" mi chiede con un
sorriso.
"Non voglio bruciare le tappe. Mi trovi stupido?"
Se dovessi prenderti ora ne morirei. E mi sembrerebbe di avere perso
qualcosa. Riesci a capirmi?
"L'avevo capito. No, non ti trovo
stupido." È così dolce ora. Così dolce.
Tutti i miei muscoli sono in tensione. Mi sto torturando.
"Però...
quando ti sto vicino è come se avessi un incendio dentro...
vorrei..." Mi interrompo quando lei mi accarezza il viso.
"Lo
so. Seiya, sei meraviglioso, lo sai?"
Scuoto le testa. "Sono
un cretino. Solo... ho avuto paura che pensassi... che non mi
piaci... La verità è che mi piaci troppo... Voglio
assaporare ogni minuto con te... Voglio che quella sia l'ultima
tappa. Un suggello, capisci?" Smetto di parlare. Dove sono
andato a pescare questo discorso? Non è da me. Troppo serio,
troppo adulto, troppo romantico.
Lei ride di nuovo. "Seiya,
lo sai che stai parlando come un romanzo rosa?"
Ecco.
Appunto. Non prendermi in giro, per favore. Ridi? Va bene... "E
tu che ne sai? Leggi romanzi rosa?"
Lei annuisce con aria
molto seria. "Sì. Ne ho una collezione sotto il
letto."
Mi irrigidisco. Quel pensiero mi fa venire la pelle
d'oca. La mia battagliera Shaina...
"Sto scherzando, scemo"
mi rassicura.
Faccio un profondo respiro sollevato. "Allora
niente Natale insieme..." dico, tornado all'argomento che mi sta
più a cuore.
Lei fissa il cielo stellato. All'improvviso
sembra così distante. E ha un'espressione così serena.
"Natale... Che strano..."
"Cosa?" le chiedo.
Vorrei riuscire a leggerle nel cuore in questo istante. Sono certo
che ci troverei un universo stellato.
"Mia nonna... Per
Natale preparava sempre il creme caramel. Mi ricordo quel profumo di
vaniglia. Restava nell'aria per giorni." È persa dietro
ricordi dolci e lontani. Ricordi che non ha mai condiviso con me. Non
mi sono mai chiesto chi sia in realtà. Come se fosse stata
creata per me un giorno di tanti anni fa e l'avessi trovata come
appena forgiata nell'aria, mentre inseguivo un coniglio
selvatico.
"Non mi hai mai detto niente della tua
famiglia."
Lei sembra ritornare alla realtà. Mi
accorgo che sta rabbrividendo. "Ero molto piccola... Ti dispiace
se parliamo d'altro?"
"Come ci sei finita al Santuario?"
insisto. Ho sempre creduto che questo fosse un ricettacolo per orfani
disperati. Non ho mai pensato che lei potesse avere dei legami al di
fuori del culto di Athena. Lei sospira e io mi maledico. Non vuole
confidarsi. Perché insisto? Sono un'insensibile. La stringo
più forte a me. "Scusa. Non devi parlarmene se non vuoi."
Probabilmente c'è qualcosa di doloroso che le brucia
dentro.
"Sei tu che devi scusarmi... ti dirò tutto un
giorno, ma non adesso... Preferisco ricordarmi solo dei miei Natali
di una volta."
Le accarezzo i capelli. Va bene. Come vuoi tu.
"Ho deciso. Io resto qui..." Staremo insieme, accenderemo
tante candele e ci scambieremo piccoli regali...
Lei sorride
divertita. "Non si festeggia il Natale al Santuario. È
considerato una festa... pagana."
"Festeggeremo in
privato..." Questa idea mi sembra meravigliosa. Solo noi due.
Lei si accoccola contro la mia spalla.
"Seiya, io ti
amo."
L'ha detto in un modo che mi è sembrato
malinconico. Cosa c'è che non va? "Ed ecco un altro
ma..."
"Nessun ma. Davvero." Ha chiuso gli occhi. E
sembra così giovane adesso. Una bambina.
"Sicura?"
le chiedo.
"Non voglio portarti via ai tuoi fratelli in un
giorno così importante."
Adesso mi è tutto
chiaro. Non ha capito. Non ha capito che posto occupi nella scala
valori dei miei affetti. Che voglio bene ai miei compagni ma lei è
il mio amore. Tuttavia riesco a capirla. Noi cinque siamo una cosa
sola. Ma ecco che arriva l'illuminazione. "Non hai considerato
il fuso orario... Festeggio con loro e poi corro da te." È
davvero sciocco non averci pensato prima. Non so di preciso quante
ore di differenza ci siano tra Tokyo e Atene. Devo controllare... Ma
posso farcela con la mia velocità. E le porterò tutte
le prelibatezze che la cuoca dei Kido sa cucinare...
"Sei
incredibile." Lei scoppia a ridere. Probabilmente pensa che stia
scherzando.
"Sul serio. Posso restare qui con te?" Ti
prego, dimmi di sì.
Lei resta zitta per un po' e mi chiedo
cosa stia tramando. Riesco quasi a sentire le sue meningi in moto.
"Faresti una cosa per me, prima?"
"Chiedimi tutto.
Non sono in grado di negarti niente." Mentre lo dico mi rendo
conto che è assolutamente vero. Ed è una scoperta mi
spaventa parecchio.
"Sei un tipo davvero passionale, sai?"
Lo dice come se la cosa la rendesse molto soddisfatta.
Le bacio i
capelli. "Allora? Sono curioso..."
Lei sospira in modo
molto drammatico. "Quella ragazza, Miho..."
"Ahi"
mi lamento. Speravo che l'argomento fosse chiuso. Non so più
come spiegarglielo ormai. E poi non vedo Miho da un mese. La cosa
peggiore è che mi manca. Mi mancano le sue risate, la sua
solarità. Non avrei mai dovuto iniziare una storia con lei. Le
cose andrebbero ancora bene. Solo che... mi piaceva davvero
all'inizio.
"Non dire 'ahi'. Non ho ancora detto niente"
protesta Shaina.
"Ok. Cosa vuoi che faccia?" Vuoi che
bruci la sua foto davanti a te? Qualcosa del genere?"
"Lo
so che le vuoi bene" mi dice. E la sua voce è così
dolce e tranquilla. No, non di nuovo...
"Ehi, te l'ho detto.
Lei è una mia amica." O meglio, lo era. E ogni amicizia
che ti lasci dietro è una lacrima che non si asciuga.
"È
proprio questo che intendevo. Non è giusto che tu perda la sua
amicizia."
Ma tu... riesci davvero a leggermi dentro? Mi
chiedo come sia possibile. Sa quello che provo. Conosce i miei
piccoli dolori. Con lei non c'è bisogno di parlare. "Io
non vorrei. Ma chi ti dice che lei la pensi come me?" Mi rendo
conto di poterle confidare tutto e la cosa mi fa stare
bene.
"Probabilmente è ancora arrabbiata. Ma sono
sicura che se le parli andrà tutto a posto."
Shaina?
Shaina, la guerriera spietata? La strega insopportabile? Sei davvero
tu? Qualcosa mi sfugge. "Perché ci tieni tanto?"
Secondo la logica dovrebbe sentirsi sollevata dal fatto che io e Miho
non ci frequentiamo più. Eppure sembra essersi presa a cuore
la faccenda.
"Non voglio che tu perda quello che hai a causa
mia..."
"A causa tua?" Comincio a capire. Non vuole
che la mia vita cambi. Non vuole essere un intralcio. Non vuole che
accada nulla che io possa un giorno rinfacciarle.
"La tua
amica d'infanzia. Non devi rinunciarci."
Come faccio a farti
capire? Tutto questo l'ho voluto io. Solo io. E per questo piccolo
istante è valsa la pena di rischiare qualcosa. Però
Miho... "Shaina, Miho ha una cotta per me. Come credi possa
prenderla se mi presento da lei armato di amichevoli buoni
propositi?" Non sono stato carino con lei. L'ho presa in giro
nel peggiore dei modi. E mi pesa ancora di più proprio perché
le voglio bene.
"Se non ci provi non lo saprai mai." Lei
volta leggermente la testa per guardarmi in viso e sorride. "Non
ci crederai ma quella ragazza mi è simpatica. Ha un bel
caratterino."
Questa poi... "Sono commosso." Sono
certo che nulla potrà più sorprendermi da questo
momento in poi.
"Non essere sarcastico. Lo farai?"
È
pazzesco. Tutta questa storia. Perché vuole che faccia pace
con Miho? "Tu cosa mi dai in cambio?" le chiedo.
Lei non
risponde. Si gira e appoggia le labbra al mio collo. Un brivido lungo
mi percorre la schiena quando lei le fa scorrere languidamente fino
al mio orecchio. Così è troppo... "Ok. Hai vinto."
Così non reggerò a lungo. Shaina si stacca da me. "E
per quanto riguarda il Natale..."
"No". Non le
lascio il tempo di finire. Su questo non cambierò idea. Voglio
stare con lei. "Voglio restare con te, ok?" Mi sento un po'
come un bambino che pesta i piedi per un capriccio. Ma non posso
dargliela vinta.
"No. Non è ok" ribatte lei
scuotendo la testa con un sorriso un po' triste.
"Perché?"
le chiedo. Vorrei davvero sapere cosa ci trovi di così
sbagliato.
Lei mi fissa negli occhi. "Vuoi che Athena mi
consideri una nemica?"
Adesso sono davvero esasperato. Ho
sperato davvero che questa volta riuscissimo a tenere Athena fuori
dal discorso. Ma con Shaina sembra impossibile. "Che
scemenza..."
"No. Non è una scemenza." Mi
prende il viso fra le mani. Sembra molto sicura di sé. "Se
tu non sarai lì Athena rimarrà malissimo."
No.
Basta. Basta con questa storia. "Saori non può avere
tutto. Posso decidere par conto mio una volta tanto o sono davvero
una sua appendice?" Adesso ho bisogno di riprendere fiato. Ho
alzato la voce.
Shaina mi guarda come se volesse studiarmi a
fondo. Mi sento come un bacillo sotto il vetrino di un microscopio.
"Perché sei così arrabbiato?"
Sospiro.
Adesso mi viene perfino da ridere. "Non è niente.
Qualcosa che ha detto Ikki..."
"Cosa?" mi
incalza.
"Una cosa stupida... Che sarei dipendente dalla
persona di Saori." Ho continuato a pensarci. Più di
quanto avrei voluto.
"E non è così?" mi
domanda. Mi sembra di sentire un filo di ironia nella sua voce. E
questo mi ferisce. Almeno lei, almeno lei dovrebbe fidarsi delle mia
parole.
"Non dovresti nemmeno chiedermelo." Non sono una
marionetta. Tutti sembrano pensarlo. Ma non è così.
Lei
si volta di nuovo e si accoccola fra le mie braccia. Il silenzio mi
fa passare quel malumore che ha rischiato di rovinare tutto. Non
voglio parlare di Athena con te... Non in questo modo. Come se lei
non fosse la grande Dea che è ma solo un'ossessione nociva.
"Che bel cielo, stasera" dice Shaina.
Rabbrividisco.
"Fa un po' freddo però." Perché dobbiamo
discutere? Non possiamo semplicemente essere felici? E fare finta che
tutti gli altri non ci siano?
"Stavo pensando alla faccenda
dei fusi orari... Secondo te è fattibile?" mi
domanda.
"Forse. Controlleremo." So che se mi spostassi
in modo veloce sarebbe più che possibile. Ma in questo momento
non voglio pensare a dettagli tecnici.
"Ti preparerò
qualcosa di prelibato..."
Per un attimo penso di averla
fraintesa. L'idea di lei di fronte ai fornelli... che pensiero
carino... "Sai fare da mangiare?"
"Sì. E
sono anche molto brava."
Il cuore mi batte più forte.
Una catena di pensieri uno più stupido dell'altro mi si
affastellano in testa. Una casa grande, calda e accogliente... Un
albero addobbato, un paio di pestiferi ragazzini. Io e Shaina che
prepariamo insieme un pranzo luculliano... Devo piantarla. È
tutto così assurdo, come se qualcuno mi avesse piantato queste
idee in testa. Non è da me. Non che non ci abbia mai pensato.
Ma era qualcosa di astratto. Sei stata tu. Hai messo qualcosa dentro
di me. E sta crescendo lentamente. "Diabolica" le dico con
un sorriso. In fondo la nostra vera festa l'abbiamo avuta questa
sera...
Bollicine...
Mi ci vuole un po' per
ritornare con i piedi per terra. Devo ritrovare il bandolo della
matassa. La mia minuscola baracca mi sembra grandissima e fredda
adesso che Seiya se ne è andato. La settimana più bella
della mia vita. Anche se Seiya è stato fin troppo corretto con
me... Se ne è tornato a dormire nell'alloggio vuoto di Marin
tutte le sere. Un ragazzo all'antica... Non mi importa, comunque. So
che lui sarà il primo e l'ultimo. Il quando non mi preoccupa
affatto. Per la prima volta in vita mia mi sento assolutamente sicura
di me stessa. E so che la nostra storia avrà un futuro. Ma non
posso fermarmi a pensarci ora. Athena teme un attacco al Santuario e
anche se non mi ha dato i dettagli mi ha chiesto di organizzare le
guardie in modo che siano pronte. Questo incarico mi rende
orgogliosa; la Dea in persona me lo ha affidato, non la giovane umana
Saori Kido.
"È partito?"
Lei mi coglie di
sorpresa. Mi è arrivata alle spalle, entrando in casa mia come
se fosse la propria.
"Mi hai spaventata." Non ci vediamo
da mesi. Ho dozzine di domande da farle.
Marin è
impenetrabile come una sfinge. I riccioli rossi circondano la muta
maschera che ricopre il suo volto. Siamo due spettri che si
parlano.
"Sì" le rispondo. "Da dove spunti?
Sai quanto ti abbiamo cercata?"
Anche la sua voce è
fredda e inespressiva. "Ho avuto da fare. E sono di nuovo in
partenza."
La scruto con sospetto. Sta nascondendo qualcosa.
Solo in questo momento mi rendo conto che Marin ha portato con sé
una bottiglia e due bicchieri di carta. "Che stai combinando,
Marin?"
"Scusami. Ma non posso dirtelo."
Mi
sembra di parlare con un androide. "Seiya sta smaniando per
parlare con te."
"Lo so."
Sto iniziando a
perdere la calma. Non può fargli questo. Anche se Seiya le
deve tutto, anche se è stata lei a fare di lui un Cavaliere.
"Lo sai? Ti rendi conto di quello che prova?" Morirà
se non scoprirà la verità.
"Non posso aiutarlo.
Non come vuole lui." Ancora quel tono gelido. Se non portasse la
maschera l'avrei già presa a schiaffi. Mi chiedo perché
Marin nasconda quel segreto con tanta cura.
"Posso farti una
domanda?"
Marin abbassa la testa. "Dipende."
"Sei
sua sorella?"
Lei resta zitta. Ma non ho intenzione di
mollare. Non sopporto più di veder soffrire Seiya in questo
modo. "Lui è certo che tu sia sua sorella."
Marin
continua a tacere. Mi chiedo perché. Sarebbe così
semplice dire la verità.
"Vuoi che lo chieda ad
Aiolia? Sono certa che con lui ti sei confidata..." So che è
una mossa sleale. Marin è sempre stata molto discreta, ma
tutti al Santuario sappiamo della sua relazione con il Cavaliere del
Leone. E sono sicura che a lui Marin abbia confidato tutti i suoi
segreti. Anche quello che riguarda il suo strano rapporto con
Seiya.
Marin scuote la testa. "Aiolia non ti dirà
niente."
Sospiro rassegnata. "Probabile." Lo so.
Non tradirebbe la fiducia della donna che ama.
Marin solleva la
bottiglia verso di me. Una sottomarca di spumante italiano. "Sono
venuta qui per brindare, non per discutere."
Chiudo la porta.
Poi ci sediamo al tavolo di legno grezzo. Ci togliamo la maschera. Mi
sento meglio. Ora io lei possiamo parlare più apertamente.
"Non credevo che fossi così tradizionalista."
Marin
riempie i due bicchieri. Ora che mostra il suo volto l'apparente
freddezza sembra scomparsa. Una ragazza molto giovane, dai lineamenti
delicati. E dagli occhi incredibili. Sono più vicini all'oro
che al castano. "Seiya mi ha chiesto di descrivergli la tua
faccia."
Marin si porta il bicchiere alle labbra. "E
tu?"
"Non l'ho fatto. Una questione di rispetto. Lui
l'ha capito." Una donna al servizio di Athena deve decidere da
sola se mostrare il proprio volto o meno. E comunque che tipo di
descrizione avrei potuto dargli? È molto bella, Seiya, e ha
gli occhi color ambra. Forse questo dettaglio sarebbe bastato a Seiya
per capire...
"Che strano vedervi insieme" mormora
Marin.
Capisco che vuole parlare d'altro. "Lo so. Lo pensa
anche la sua ex." Lo spumante è dolce come una bibita. Ma
mi fa piacere bere con lei.
"Una rivale?" mi
chiede.
"No" rispondo decisa. Non vedo Miho in questo
modo. Ha già perso la sua partita.
"Com'è?"
insiste Marin.
Ok. Glielo devo. "Direi..." Il giorno
delle descrizioni. Trovare una definizione adeguata per Miho...
Carina, e poi? Innocua... Una bambina.
"Allora?" mi
incalza Marin. La sua espressione si è fatta molto
attenta.
"Normale" taglio corto.
Marin ridacchia.
Probabilmente l'alcol le sta dando alla testa. Mi fa un effetto
strano vederla ridere in questo modo. "Il che equivale a
'squallida'?"
Adesso viene da ridere anche a me. Ha una
magnifica capacità di sintesi. "Sei una carogna."
Marin
riempie di nuovo il mio bicchiere. "Una sbronza per festeggiare
l'anno nuovo?"
"Mancano ancora dieci giorni"
commento. E comunque tu sei già ubriaca.
"Mi piace
precorrere i tempi" dice Marin vuotando un altro bicchiere.
La
guardo attentamente. Sarebbe un magnifico regalo per Seiya. Perché
vuole negarglielo? Solo per un attimo mi chiedo quanto soffrirebbe
Seiya se dovesse scoprire che tra Marin e sua sorella non c'è
alcun legame. Comunque mi sembra un'ipotesi assurda. Altrimenti Marin
non avrebbe bisogno di nascondersi in questo modo.
Forse questo
sarà l'anno buono. Mi auguro veramente che Seiya possa trovare
ciò che sta cercando.
Io e Miho-chan...
Mi
ci è voluto più coraggio del previsto ma non mi è
mai successo di venire meno a una promessa fatta. I regali che la
Fondazione ha fatto preparare per i bambini mi pesano sulle spalle ma
il costume da Babbo Natale è molto comodo e caldo. Il cortile
dell'orfanotrofio è sgombro di neve. Appoggio a terra il sacco
e nel giro di venti secondi sono già circondato da ragazzini
in festa. Azzurri per i bambini, rosa per le bambini. Che
originali...
"Certo che hai proprio una gran faccia tosta."
Sollevo gli occhi. Erii, a braccia conserte e con un'espressione
inferocita sembra essere di pessimo umore. È stata piantata da
Hyoga e probabilmente ce l'ha ancora con me per la faccenda di Miho.
Ma io sono venuto qui armato di buoni propositi e non ho nessuna
intenzione di litigare con lei.
"Ciao, Erii. Tanti auguri.
C'è Miho?" le domando con la voce più disinvolta
che riesco a produrre.
"Sì, perché?"
chiede lei, acida.
Affari nostri, accidenti! Faccio un profondo
respiro per ritrovare il controllo. Questa ragazza mi è
davvero pazzamente antipatica. "Sono venuto ad augurarle buon
Natale" dico scandendo ogni sillaba.
Erii scuote la testa.
"Non ci posso credere..."
Ora la strangolo. Se non fossi
un gentiluomo le sarei già saltato alla gola. Hyoga l'ha
sopportata anche troppo. Non so come ci sia riuscito ma ha tutta la
mia ammirazione per questo. Piccola vipera...
"Erii, per il
coro..." Miho esce di corsa dall'istituto. Tiene in mano dei
fogli. Spartiti probabilmente. Quando mi vede si blocca.
"Seiya..."
"Ciao" le dico tirando fuori il mio
sorriso più efficace.
"Ciao" risponde lei con lo
stesso entusiasmo di un'aragosta in una pentola a pressione. "Che
ci fai qui?"
Una volta questa domanda non avrebbe avuto
senso. Le cose sono davvero cambiate. Indico il sacco. "Regali."
Poi frugo nella giacca da Babbo Natale, tiro fuori un pacchetto e lo
porgo a Miho. "Questo è per te. Facciamo due passi?"
Miho
lo prende ma continua a guardarmi con sospetto. "Perché?"
"Come
'perché'?" Le è sempre piaciuto fare passeggiate
insieme. Perché ora le sembra strano?
"Sta sventolando
bandiera bianca..." commenta Erii sarcastica.
"Tu pensa
per te!" ringhio. Perché non sparisci, brutta strega?
Perché stai qui a remarmi contro?
Miho fa sparire il
pacchetto nella tasca interna della giacca a vento. "Ok.
Scendiamo alla darsena..."
Forse ho capito male.
"Dove..."
Miho annuisce. "Sì. Dove mi hai
piantata..."
Non capisco questa scelta. Non la capisco
assolutamente. Ma adesso mi rendo conto di quanto le ho fatto male. E
un pensiero strano si intrufola nella mia testa. Il mio primo bacio
l'ho dato a lei.
Non possiamo sederci a guardare il mare, oggi.
C'è la neve fangosa e quasi sciolta a impedircelo.
"Domani
è Natale. Mi dispiacerebbe passarlo senza aver fatto la pace
con te..."
Miho mi lancia un'occhiata in tralice. "Abbiamo
litigato? Non me ne sono accorta."
Va bene. Me lo merito.
"Sono stato un vigliacco. Quello che ho fatto..."
"Lo
sai che Hyoga e Erii si sono lasciati?" mi interrompe.
"Sì."
La loro è stata una storia a tempo di record. Secondo me
avrebbe potuto funzionare. Ma Hyoga è innamorato di Freya di
Asgard. E quando succede una cosa del genere la ragione va a farsi
benedire. Io lo so benissimo.
"Non è 'quello' che hai
fatto. È 'come' l'hai fatto. Non avrei dovuto scoprire in quel
modo che avevi un'altra ragazza." Miho mi sembra incredibilmente
matura adesso. È cambiata da un anno a questa parte. E io non
me ne sono nemmeno accorto.
"Hai ragione..."
"Non
so che farmene della ragione." Il tono di Miho si fa più
concitato. Ma mi rendo conto che è ben lontana da un'eventuale
crisi isterica. Mi stai già dimenticando, vero?
"Ma
stiamo parlando. E tu non mi hai ancora cavato gli occhi. Lo trovo
incoraggiante."
Lei fa un sorriso amaro. "Non perderò
il controllo. Ho già avuto la mia dose di pessime figure.
Almeno funziona?"
Perché vuoi saperlo? Ti sentiresti
meglio se ti dicessi che siamo in crisi? Ma non posso e non voglio
mentirti... "Sì, funziona." So che non è il
caso di aggiungere altro. Vorrei gridare a tutti quanto mi sento
felice. Ma con Miho preferisco tacere.
"Ottimo."
Commenta con un leggero sarcasmo. "Me lo avresti detto o avresti
continuato a tenere il piede in due scarpe?"
Le sorrido.
Sarebbe stato troppo facile. Me lo aspettavo. Non possiamo chiudere
la faccenda in questo modo. Vorrei solo farle capire come stanno in
realtà le cose. "La situazione è complicata, Miho.
Un uomo deve scegliere. Sono le regole. Se dipendesse da me vi vorrei
tutte e tre. Ma non si può e allora ho fatto un'analisi dei
miei sentimenti e ho capito che è lei che voglio come
compagna." Non è stato facile per me. Vorrei farglielo
capire. Chiudere con lei è stato un passaggio obbligato. Ma ne
ho sofferto e parecchio.
"Tutte e tre?"
"Come?"
"Hai
detto tutte e tre?" Miho ha alzato la voce. Non è
possibile. Deve aver capito male. O no? Non devo ricaderci. È
stato un lapsus...
"Può darsi ma questo non
c'entra..." Mi sto addentrando su un campo minato. Devo uscirne
il più in fretta possibile ma Miho non sembra dello stesso
parere.
"Sì che c'entra." Mi agguanta per le
spalle. Sembra davvero arrabbiata. "Mi hai piantata per lei. E
ora scopro che c'è un'altra che ti piace?"
Cosa? "Ehi,
ma vi siete alleate contro di me?" La situazione è
grottesca. Miho e Shaina che si spalleggiano a vicenda... Mi lascia
andare, poi mi lancia una lunga occhiata sospettosa.
"Credo
di sapere chi è la numero tre."
"Miho, per
favore..." Non so perché ma il mio cuore ha accelerato i
battiti. Se pronuncia quel nome ripiomberò nel caos. Non ho
dubbi sui miei sentimenti. Eppure è come se una nube
offuscasse i miei pensieri ogni volta che l'altra entra in
gioco. Se passassimo il punto di non ritorno, se sapessi per certo
quello che sente per me allora forse riuscirei a capire... a capire
quello che io sento per lei...
"Ma non lo dirò.
Perché sono gentile." Un sorriso vagamente maligno
compare sul viso di Miho. Mi rendo conto che nonostante le sue parole
è felice che qualcosa possa complicare il rapporto tra me e
Shaina.
Le faccio un inchino esagerato. "Ti sono
profondamente grato."
Ancora quel sorrisetto saccente. "Sai
cosa penso? Che tu sia meno deciso di quanto non voglia
apparire."
"Ma io sono sicuro. Io sono pazzo di lei!"
Mi rendo conto di aver alzato la voce e mi dispiace. Ma non sono
riuscito a tenermelo dentro. Quando sto vicino a Shaina tutto sembra
così facile... "Scusa" le dico. So che per Miho sarà
dura perdonarmi questa mancanza di tatto. Ho sbandierato il nostro
amore di fronte a qualcuno che sta ancora soffrendo per me.
"Di
niente." La sua espressione si è addolcita. "Lo so
che ci tieni. L'ho capito da come la guardi. Ma c'è quel
numero tre che continua a ronzarti in testa."
Non a Natale.
Non voglio pensarci a Natale. Quel numero tre può mandare in
rovina tutto quello che ho. "Cosa fai a Capodanno?"
"Stai
cambiando discorso?"
"Sì." È stupido
preoccuparmi per qualcosa che forse non succederà mai.
"Il
solito" spiega Miho. "Una grande festa con i bambini. Ti
inviterei ma non credo sia il caso."
"Forse hai
ragione." Mi ricordo benissimo. È passato solo un anno,
dopo tutto. Miho indossava un kimono blu a fiori bianchi. I bambini
con i visi estatici rivolti verso l'alto per ammirare lo spettacolo
pirotecnico. L'ho abbracciata forte. Allora non mi ponevo alcun tipo
di domanda. Lei era la mia ragazza, Saori Kido era solo un'eccentrica
miliardaria con la passione per la mitologia, e Shaina... una
terribile guerriera che ce l'aveva con me. Ho espresso molti desideri
quel giorno. Qualcuno si è avverato. "Sai, sono
contento..."
"Per cosa?" mi chiede. È
rilassata ora. La tensione tra noi due sembra scomparsa nel
nulla.
"Perché sei sempre la mia Miho." Amica,
sorella, compagna di giochi, confidente.
Dal suo sguardo capisco
che sta accettando di nuovo il nostro legame. Anche se non ci sarà
amore questa volta. La vita è fatta anche di altre cose. E
parecchie di queste cose voglio condividerle con te.
Oishi
dagli occhi verdi...
Mi piacerà questo Natale, ne
sono sicuro. Mio fratello è arrivato all'improvviso e solo per
il piacere della nostra compagnia. È stato così gentile
che ho quasi stentato a riconoscerlo. Ha fatto gli auguri alla
signorina Saori e mi è sembrato perfino sincero. E non mi
importa che presto andrà via di nuovo. Questa improvvisata è
stata il regalo più bello che potessi ricevere. Mi sono
sentito solo in questi ultimi giorni. Mi ero abituato alla presenza
di June, ad averla intorno a tutte le ore, quasi opprimente con il
suo affetto. Ma adesso June se ne è andata. Lei e Flora hanno
preso un appartamento insieme e hanno traslocato da Villa Kido. E
anche se questo vuol dire che non lascerà Tokyo troppo presto
non posso fare a meno di sentirmi abbandonato. L'arrivo di Ikki mi ha
restituito il buon umore. I miei compagni non mi sono mai sembrati
così distanti. Shiryu è diventato molto chiuso, come se
volesse nascondere un doloroso segreto. Seiya da un po' sembra
essersi perso nel mondo dei sogni. E Hyoga... anche Hyoga sembra non
avere più un attimo di tempo libero.
Il suo Cosmo familiare
mi distoglie dai miei pensieri. Sorrido, afferro il pacchetto che ho
preparato da giorni e esco dalla mia stanza. Lei attraversa l'atrio
come se stesse partecipando a una maratona quando la raggiungo. Aria
di casa... Sto bene con lei. Non posso dare una definizione precisa
della cosa. Ma la sua presenza mi rasserena. È sempre stato
così. Non gliel'ho mai detto, ma durante gli anni
dell'addestramento lei è stata la sostituta di Ikki.
"June,
dove vai così di fretta?"
Lei mi spalanca sul viso i
suoi occhi azzurri, poi riprende fiato. "Veramente stavo
cercando te."
Sempre vicina a me, vero, June? Da quanto tempo
non ci pensavo? Un bacio d'addio... Mancava così poco alla mia
partenza...
"Grazie di tutto, June."
Sapevo
che ci saremmo rivisti. Non ne dubitavo affatto. La nave mi stava
aspettando. Lo scrigno con l'Armatura sulle spalle. Il mio destino
tracciato.
"Chiudi gli occhi" mi aveva chiesto
June.
Avevo obbedito. Il cuore mi batteva forte. Sapevo cosa
aveva in mente. Le sue labbra erano così dolci... Ho socchiuso
le palpebre sperando che lei non se ne accorgesse. Avevo troppa
voglia di scoprire quale volto si celasse dietro la sua maschera.
Bellissima... Ero riuscito pensare solo quello. Non ne abbiamo più
parlato e ritengo che sia meglio così.
"Tieni"
le dico porgendole il pacchetto.
"Grazie." June lo
soppesa per un po', poi si mordicchia le labbra. "Posso aprirlo
subito?" chiede con un'aria da bambina.
Le faccio cenno di
sì. Morirebbe di curiosità se la costringessi ad
aspettare fino a questa sera.
Lei non se lo fa ripetere. Scarta il
regalo con velocità fulminea. Poi tenta invano di nascondere
la sua delusione. "Un... libro?" dice, sforzandosi di
sorridere.
Me lo aspettavo. Regalare un libro a June è
come regalare una bomba a mano a un hare-krishna. Ma quella è
una storia speciale e ho voglia di condividerla con lei.
"È
la mia storia preferita. È stata dura trovare una traduzione
in inglese."
Lei sfoglia il volumetto fingendosi interessata.
"Beh, di cosa parla?"
Le prendo la mano e senza
lasciarle il tempo di fiatare la conduco in salotto. Mi siedo sul
divano e la invito a fare altrettanto. Lei resta immobile per un
attimo, poi si accomoda vicino a me. Mi sembra stranamente tesa.
Forse non ha proprio voglia di leggere, ma oggi non ho intenzione di
lasciarla scappare. Sei la mia migliore amica ma in realtà non
sai quasi nulla di me...
Apro il libro. Le illustrazioni sono
piuttosto infantili. È su un libro come questo che ho imparato
a leggere.
"Questa è la storia del coraggioso Oishi e
dei quarantasette ronin..." inizio a leggere.
È
passato tanto di quel tempo... Ikki leggeva questa storia per me,
tanti anni fa, prima che Mitsumasa Kido venisse a prelevarci di forza
per cambiare il nostro destino. Quando quel freddo e grigio
orfanotrofio era la nostra casa e nessuno di noi due sospettava che
l'uomo più ricco dell'Asia fosse nostro padre. E nella mia
mente non c'era nemmeno un'ombra del ricordo di mia madre. Il
medaglione che lei mi ha lasciato è freddo contro la pelle.
Tutto quello che resta del mio passato. Oishi... Ikki raccontava la
storia di Oishi e io lo ascoltavo incantato. Coraggio, onore, fedeltà
ai propri ideali e soprattutto spirito di sacrificio. Avrei voluto
essere come lui, eppure la violenza narrata mi risultava
incomprensibile. Ikki, Ikki, che era così forte, lui sì,
avrebbe potuto essere il capo dei quarantasette ronin.
Non so
quanto tempo sia passato. June si è accoccolata contro la mia
spalla. Per un attimo mi chiedo se non si sia addormentata.
"Perché
deve finire così male?" mi chiede senza sollevare la
testa.
"Ti è piaciuto?" le chiedo. Ho quasi paura
che June possa ridere di me. Un ragazzino che crede ancora alle
favole...
"Mi piace il tuo modo di leggere..." è
la sua risposta.
"Mi ha sempre affascinato questa storia."
Ho bisogno di comunicare con lei. È una sensazione nuova.
Come se non bastasse più semplicemente volersi bene. Sorrido
quando quello strano ricordo affiora. "Da piccolo avevo giurato
che avrei chiamato il mio primo figlio Oishi..."
June solleva
gli occhi verso il mio viso. "Non so se riesco a capire
completamente questo codice di comportamento. Voglio dire... Un
Cavaliere potrebbe comport... Tu padre?" June spalanca gli
occhi.
Rido. Sembra un'idea assurda, eppure credo che tutti
nell'infanzia abbiamo immaginato una cosa del genere. Certo, allora,
l'idea che fosse necessario innamorarsi, corteggiare una ragazza e
fare del sesso con lei per poter procreare non mi aveva nemmeno
fiorato. Le mamme fanno i bambini, io sposerò una mamma
carina. Che scemo...
"Che c'è? Tu non hai mai pensato
alla tua discendenza?"
Non c'erano bambole all'Isola di
Andromeda. Chissà se June faceva gli stessi sogni di una
bambina normale. Non gliel'ho mai chiesto.
"Sì, per
gioco. E..." June si interrompe di nuovo.
"Cosa?"
la incalzo. Parlami... Voglio che mi parli...
"Niente. Mio
figlio l'ho sempre immaginato con gli occhi verdi."
E adesso?
All'improvviso ho freddo. Sono teso ma non posso dire di non
essermelo aspettato. Non ho mai voluto farti del male, June.
"Non
farlo, June. Non devi innamorarti di me." Sto tentando di essere
freddo per quanto mi è possibile.
Lo sapevo. Ma ho fatto
finta di nulla. Ho tentato di convincermi che non fosse così.
"Troppo
tardi" mi risponde June. Non mi guarda più in faccia. È
di nuovo appoggiata alla mia spalla.
Devo parlarle. Mi ha detto
chiaramente quello che prova. E io non posso più fingere di
non vedere. Devo salvarti da me...
"Non ti porterà
nulla di buono."
Per la prima volta sono disposto ad
ammetterlo anche con me stesso. Quest'ombra che mi avvolge,
quest'ombra che sarà la mia condanna... Morirò al
servizio di Athena. Perché devo combattere anche se non è
nella mia natura. E poi, so di avere uno scopo preciso e questo
segnerà la mia fine. Tu non devi venire con me.
"Non
ti piaccio proprio, vero?" La voce di June trema.
Dille che è
così. Sarà più facile...
"Non si tratta
di questo..."
Non posso mentirle. Ti voglio bene, June. Da
quando ero solo un bambino. Ma non devi saperlo.
"E di cosa,
allora?" mi chiede.
"Non so spiegartelo. È come
se non potessi pensarci adesso..." Devo fare qualcosa prima.
Qualcosa alla quale potrei non sopravvivere.
"Non capisco."
Ha già pianto una volta di fronte a me, quando voleva
impedirmi di partire per il Santuario. Non voglio che si ripeta.
Devo allontanarti da me... eppure... non servirebbe, vero,
June?
"Lo so. Ma tu mi piaci. Tanto. Solo che non posso
pensare a questo adesso..." Gliel'ho detto. Ma questo non mi fa
stare meglio. Non so se quello che provo per lei possa definirsi
amore. Non ho esperienza in materia. Ma se mi soffermo a pensarci so
che finirò per stringerla forte a me. Non posso. Non finché
non capirò per quale motivo sono venuto al mondo.
"Non
importa. Io non ho fretta" dice June.
Vuol dire che
aspetterai? Va bene. So che non posso fare nulla per impedirtelo.
June è testarda. Vince sempre lei alla fine.
Forse...
Ma anche se dovrò andarmene presto, è stato bello
averti vicina...
Camminando su strade perdute...
Il
pensiero di quelle due ragazze che dividono lo stesso appartamento mi
fa venire i brividi. Credevo che lei fosse ancora a Villa Kido.
Quando Shun mi ha detto che se ne era andata per un attimo ho provato
un autentico panico. Non riesco ancora a spiegarmene il motivo. Poi
mio fratello è stato più chiaro e io mi sono sentito
meglio. Sono andato a cercarla alla pista di pattinaggio. Mi hanno
detto che è lì che lei e Hyoga passano la maggior parte
del tempo. Ma era appena andata via. La sto letteralmente rincorrendo
per le strade di Tokyo e comincio a sentirmi leggermente stupido.
La
porta del suo appartamento non è chiusa a chiave. D'altra
parte un ladro che decidesse di entrare se la vedrebbe brutta.
Stringo nelle mani il minuscolo pacchetto. Me lo farà
ingoiare, lo so. Ma non possiamo continuare in questo modo. Dobbiamo
comportarci da persone mature. Socchiudo la porta. Mi butterà
fuori...
"C'è nessuno? Flora?" chiedo e la mia
voce trema.
C'è odore di menta nell'appartamento. E un
vapore denso. L'ambiente è quasi spoglio. Ci sono degli
scatoloni accatastati e due scrigni, naturalmente. Le Armature. Se
sta facendo la doccia mi scuoierà vivo... Ma lei sbuca da una
delle stanze. Hai capelli bagnati trattenuti da pinze e mollettoni.
Ha addosso una tuta di due taglie troppo grande per lei e saltella su
un piede solo, l'unico infilato in una pantofola. E l'unica
definizione che io riesco a trovare è incantevole.
"Oddio!
Che cavolo ci fai tu qui?"
Sono incapace di rispondere. È
questo il guaio con Flora. Mi toglie ogni capacità di
controllo.
"Vieni. Non startene lì come un
merluzzo."
Merluzzo? Non mi ha buttato fuori. Strano. Respiro
profondamente, poi la seguo in quella che probabilmente è la
sua stanza.
È ancora tutto in disordine. Lei si sta
massaggiando i piedi con qualcosa di non meglio definito ma che è
all'origine dell'odore di menta nell'aria. I suoi pensieri sono molto
deboli. Stanca... stanca... stanca... Sul comodino c'è
una bottiglia mezza vuota di vodka. Le fa male. Perché beve
così tanto? Le fa male. Vorrei convincermi che non sono affari
miei. Ma è più forte di me.
Lei mi guarda male. "La
vodka è ottima per i dolori mestruali. Ma non credo che
saperlo possa tornarti utile."
Dannazione. Vorrei
sprofondare. Un piccolo televisore, appoggiato in terra sta
trasmettendo qualcosa che non riesco a definire, un film in
videocassetta che non conosco. A terra è pieno di cavi.
"Così
tu e June avete mollato Villa Kido. Riuscite a convivere?" le
chiedo. Non riesco ad immaginare come quelle due possano sopravvivere
insieme.
Lei mi lancia appena un'occhiata, continuando ad
occuparsi dei suoi piedi doloranti. "Che tu ci creda o no, io
sono molto socievole. Quando sei tornato?"
"Stamattina"
le rispondo.
È ora. So che devo darle quel pacchetto,
prima che le mie mani nervose lo riducano in poltiglia.
"Volevo
darti questo" le dico, porgendole il regalo. L'ho visto e ho
deciso che era per lei. Perché sono stufo della tensione che
si crea tra di noi ogni volta che siamo nella stessa stanza.
"Che
roba è?" mi domanda sospettosa.
Mi viene voglia di
ridere. È sempre sul chi vive. Forse ha paura che possa
esploderle in mano.
"Aprilo" le dico, sedendomi sul
letto.
Lei si pulisce le mani sulla tuta. Non voglio guardarla in
faccia. Prendo il tubetto del gel che lei sta usando per far passare
il gonfiore ai piedi. Non so esattamente cosa mi stia passando per la
testa. La sostanza è fresca e trasparente. Lei non fa cenno di
protestare quando inizio a massaggiarle una caviglia. Sono così
sottili... Le ho già accarezzate una volta. Ho accarezzato
ogni centimetro della sua pelle. Me lo ricordo benissimo... Tregua.
Ne ho bisogno. Per questo le ho comprato quel ciondolo d'argento con
il simbolo della pace.
Lei lo ha capito. "Carino. È
il tuo ramoscello d'ulivo?" mi chiede.
Continuo a non
guardarla in faccia. Non voglio che si renda conto di quanto mi sento
debole.
"Qualcosa del genere. Volevo regalartelo per il tuo
compleanno. Ma mi sono reso conto di non sapere quando è."
Smetto di massaggiarle la caviglia. Cosa ci faccio qui?
"Il
primo di Giugno" mi dice.
Sorrido. "Gemelli.
Agghiacciante."
"Prego?" dice con aria
seccata.
Gemelli... Non so se sia il caso di dirle che la mia
fiducia nei confronti delle persone appartenenti a quel segno non è
molto elevata.
"Ne ho conosciuti un paio. Cattivi soggetti"
taglio corto.
Che stupido... era così bella con i pattini.
Quel sorriso... quella luce negli occhi... La sua zona d'ombra non ha
messo radici in lei. Ne sono sicuro; non sono riusciti a renderla
malvagia nonostante tutto. Lo so. Lo so.
"Ma credo che tu
sia diversa da loro" le dico.
Anche se ti nascondi dietro
un'apparenza scontrosa io so chi sei davvero.
"Già.
Saga e Kanon non ti mandavano il sangue alla testa" mi dice, e
sembra che si stia divertendo un mondo.
Improvvisamente mi sento
uno stupido. Come ho fatto a caderci? Lei lo sa. Sa quello che mi
scatena dentro. Se la gode del mio testosterone alle stelle. Mi
maledico ancora una volta per quello che è successo tra noi
due. Ma non sono riuscito a farne a meno. E lei ronza ancora nei miei
pensieri come un'ape impazzita. Non mi era mai successo. E nonostante
sia consapevole di non essere stato corretto con lei, so per certo di
non aver avuto altra scelta.
"Io ti odio" le dico. Non è
proprio così. Ho paura, questo è tutto. Paura di quello
che sarebbe di me se le restassi vicino un istante di più.
"La
cosa è reciproca" mi risponde.
Certo, avrei dovuto
aspettarmelo. Non si vince con lei. Il sangue alla testa... Ha
ragione. Ma cosa vuole che faccia? Che lo ammetta chiaramente? No,
mai.
"Non raccolgo la tua provocazione."
"Quale
provocazione?" dice lei.
Finalmente la guardo in faccia. "Non
fare l'ingenua" le rispondo. Ho voglia di ridere. In fondo lo
sappiamo benissimo tutti e due.
"Ikki, non ti concederei il
bis nemmeno se mi pregassi in ginocchio" dichiara.
Che
stupidi, tutti e due. So benissimo cosa vogliamo, anche se non lo
ammetteremmo mai l'uno con l'altra. So cosa voglio io. Le tue gambe
strette intorno ai miei fianchi... Non l'ho mai fatto con nessuna
come l'ho fatto con te. Devo smettere di pensarci oppure finirò
per fare qualcosa di cui potrei pentirmi. Lancio un'occhiata al
televisore. Un tipo inquietante con la faccia dipinta di bianco sta
porgendo un telefono a quell'attore di Independence Day e gli
dice qualcosa tipo "Chiama casa tua e vedrai che ti rispondo..."
Mi fa venire la pelle d'oca.
"Cosa guardi?" le
chiedo.
"Lynch" mi risponde lei.
Comincio a capire.
Tutto è oscuro, malinconico e inquietante intorno a lei. Anche
le sue scelte cinematografiche. Eppure sono certo che quella luce che
ha dentro voglia solo essere lasciata uscire.
"Secondo me
nuoce alla tua psiche..." Quando? Quando guarderai un bel film
d'amore a lieto fine?
Lei solleva un sopracciglio. "E cosa mi
consigli? Qual è il tuo film preferito?"
Non ho
bisogno di pensarci. Quando ero molto piccolo all'orfanotrofio hanno
proiettato quella pellicola per noi bambini. Sono riuscito appena a
leggere i sottotitoli, ma ho apprezzato comunque quella storia così
semplice e bella. "La vita è meravigliosa" dico. Sì,
il titolo era quello.
Lei scoppia a ridere. Avvinghia il cuscino
torcendosi in modo esagerato.
"Che ti prende?" le
chiedo. Non so perché ma il suo comportamento mi mette a
disagio.
"Niente. È che non va d'accordo con la tua
faccia."
Sta ridendo fino alle lacrime. Cosa pensa di me?
Cosa pensa davvero di me?
"Perché? Che faccia avrei?"
Sto perdendo la calma. All'improvviso il suo giudizio mi
spaventa.
"Da Jean-Claude Van Damme contro i dischi
volanti."
Mi sta prendendo in giro. Mi considera un
imbecille. Forse è davvero questa l'impressione che do. Ma non
capisco perché mi importi tanto. In fondo chi è lei per
parlarmi così? Solo una ragazzina lunatica che mi sono portato
a letto.
"Basta. Sono stufo di te." Mi alzo deciso ad
andarmene. Questa volta sul serio. E se non dovessi vederla più
sono sicuro che non ne soffrirei affatto.
"Ikki, aspetta.
Anch'io ho qualcosa per te."
Mi fermo, sorpreso. Questa non
me l'aspettavo. Si sporge dal letto e fruga in uno scatolone, poi mi
lancia un pacchetto. Lo prendo al volo.
"Sei gentile"
le dico. Il pendolo riprende ad oscillare. Non sta fermo, e non
appena metto a fuoco la ragazza che detesto si muove verso... verso
di lei. Lei che ha uno sguardo quasi spaurito mentre attende che apra
il suo regalo. Mi ritrovo tra le mani una bussola. E so benissimo
cosa vuol dire.
"Così puoi ritrovare la strada..."
mi dice. La sua voce si è fatta triste. Mi sorprende e mi fa
stare male. Perché so di essere la causa di quella improvvisa
malinconia.
Allungo una mano verso il suo viso. Si lascia
accarezzare e io non so assolutamente perché lo sto facendo.
Se non fossi andato via in quel modo forse... Cosa? Vorrei solo
riuscire a vedere chiaramente dentro di me.
"Devo andare,
ora."
"Già" mi dice solo lei. Tanto sa che
ho la sua bussola con me, non è vero? Ma non tornerò.
Non tornerò questa volta.
Almeno fino a quando non avrò
capito che cosa mi succede quando ti sto vicino.
Principi
azzurri e sakè...
Non che non ci sperassi. Ma
l'assenza di Hyoga nel mio Natale non è troppo pesante. Sto
cercando di pensarci il meno possibile. Se fossi un po' più
ingenua potrei credere che lui tornerà da me. Ma non sono mai
stata una grande sognatrice. Quindi so benissimo che è meglio
archiviare la faccenda. Come se fosse facile. Non mi ero mai
innamorata prima. Non ho dubbi su questo. Altri ragazzi mi erano
piaciuti parecchio. Ma stavolta è stato diverso. Fulminante e
diverso. Ma è finito. Il Cigno ha preso il volo. E io devo
rimanere con i piedi per terra. Non si può dire che io stia
chiudendo l'anno in bellezza. Ma sarà l'ultima volta che va
così. In fondo chi è Hyoga? I ragazzi si dimenticano
con un piccolo sforzo. Forse quando mi innamorerò di nuovo non
ricorderò più nemmeno la sua faccia. E poi non sono
sola. Non lo sono mai stata.
I bambini sono così allegri,
stasera. Ma i bambini non possono capire. Per fortuna ho Miho.
Un'amica come lei non si trova tutti i giorni. Abbiamo tutte e due il
cuore spezzato e lo trovo davvero ingiusto. Cosa c'è che non
va in noi? La guardo mentre aiuta Akira a montare l'autopista. No,
non capisco proprio. È così carina e intelligente. È
vestita di velluto verde e proprio non riesco a capire come
quell'imbecille di Seiya abbia potuto gettarla via in quel modo. Ma
in fondo Hyoga non ha fatto lo stesso con me? Mi avvicino a lei e le
prendo la mano. So io cosa ci vuole.
"Che c'è?"
mi chiede.
Non le dico nulla ma la trascino in cucina. Un piccolo
momento tra adulte. Ho preparato il sakè bollente solo per
noi. Bollente e forte. Lo verso nei bicchierini. Sì, ci vuole
questo.
"Brindiamo in privato e facciamo un voto solenne"
le dico.
"Quale?" chiede Miho stringendo il bicchiere
caldo tra le mani.
Dai che lo sai... "Mai più essere
piantate. Solo piantare." Sì, ho deciso che sarà
così.
Miho sorseggia il sakè. "Mmmm... sì,
direi che si può fare."
Certo che si può fare.
Ce lo meritiamo. Comunque l'idea di me e Miho trasformate in due
maliarde seduttrici mi fa ridere. Forse non ne abbiamo la stoffa. In
fondo quello che vogliamo è qualcos'altro.
"E poi..."
inizio, ma Miho mi interrompe.
"Lo so. Trovare finalmente
questo benedetto grande amore."
Alzo il bicchiere verso di
lei. "Esatto."
Ha colto nel segno. Dobbiamo imparare a
stare bene con noi stesse. Così, quando lui arriverà
saremo sicure che sarà quello giusto.
"Che sia proprio
come lo vogliamo..." continua. Sembra che ci stiamo leggendo nel
pensiero. O forse siamo semplicemente banali. Allora adesso bisogna
esprimere il desiderio più grande.
"Sì. Fatto
apposta per noi. Comincia tu..." le dico.
Sono curiosa. È
vissuta con l'idealizzazione di Seiya ma non mi ha mai detto quale
sia veramente il suo tipo di ragazzo.
"Dovrebbe assomigliare
a Seiya..." dice, e io ho voglia di picchiarla. Dopo tutto
quello che è successo persevera nel suo errore.
"Miho,
abbi pietà..." la prego. Non voglio vederla ricascarci di
nuovo. È umano che sia ancora innamorata di lui. Ma non posso
permetterle di rimanere inchiodata al suo sogno infranto.
"Non
ho detto che debba essere lui. Mi basta che gli assomigli" si
difende. "Spiritoso, simpatico. Con quell'aria un po' da bullo
che non guasta. Grintoso e battagliero. E perché no?
Spaccone."
Mi viene la pelle d'oca. Il ritrattino non è
affatto rassicurante. "Praticamente John Travolta in Grease."
No, non la penso come lei. Niente più cigni biondi nella
mia vita. Non fa per me. Se devo comporre l'immagine del mio amore
ideale allora voglio esagerare. Voglio che sia davvero un principe,
un ragazzo totalmente, assolutamente, completamente meraviglioso.
"Il mio amore invece... Il mio amore invece non dovrà
assomigliare a Hyoga. Sarà diverso. Diverso in tutto."
Ora mi sembra quasi di vederlo. "Sarà elegante e
raffinato. Un vero gentleman. Mi farà la corte e io mi sentirò
una principessa." Che meraviglia. Quasi comincio a crederci. E
allora tanto vale andare fino in fondo. "Sarà gentile e
sensibile. Un artista magari... Un poeta, un pittore... o meglio
ancora un musicista." Sì, suonerà per me un
Notturno di Chopin. Che cosa romantica.
"Chitarra elettrica
o batteria?" dice Miho facendo a pezzi la mia visione idilliaca.
Non ha capito nulla. Musicista non è sinonimo di metallaro.
Credo che dovrò spiegarglielo.
"Sei un disastro. No...
Il mio lui suonerà il piano, il violino o qualche altro
strumento di gran classe."
Miho mette in scena un finto
sbadiglio. "Mi sta venendo sonno."
Rido. "Piantala.
Probabilmente i nostri ragazzi non andranno d'accordo..." Niente
uscite a quattro. Cosa potrebbero mai raccontarsi il mio lord e il
suo pugile suonato?
Miho prende il mio bicchiere e versa
dell'altro sakè per me e per lei. "Allora a noi. E ti
auguro di trovare presto il tuo principe, Erii."
I nostri
bicchieri si toccano. Sono davvero di buon umore adesso.
"Vale
anche per te, Miho. A noi."
Il sonno delle
Armature...
L'albero arriva fino al soffitto. È
così bello e scintillante... Da quanto tempo non mi sentivo
così serena? La tavola apparecchiata, i profumi della cucina,
le candele accese. È un Natale quasi occidentale. Anche se i
regali ce li scambieremo solo fra sei giorni. Ci sono dolci per tutti
stasera in segno di buon augurio. Shunrei mi aiuta a sistemarli ai
piedi dell'albero. È molto carina nel suo completo color
magenta. Io ho il mio vestito di velluto blu. Un nuovo acquisto,
ovviamente. Però, ho deciso che i miei adorati vestiti bianchi
continuerò a metterli, almeno fra le mura di casa. Shunrei è
piuttosto taciturna. So che è preoccupata per Shiryu e per la
decisione che ha preso di continuare a combattere per me almeno fino
all'estate.
"Mi fa piacere che tu sia qui" le dico. È
una presenza così dolce e tranquilla. Contribuirà a
renderci tutti più sereni.
"La ringrazio per avermi
invitata. Anche se mi è dispiaciuto lasciare il Maestro..."
mi risponde.
Dunque è questo che la rende malinconica. Il
pensiero del Cavaliere di Libra rimasto solo a Goro-Ho. Quanto è
cara... "Non fartene un cruccio. Sono sicura che lui vorrebbe
così."
Lei non lo sa ancora ma presto dovrà
separarsi dal Maestro, forse per sempre. Vorrei tanto che iniziasse a
pensare un po' a se stessa.
"Però..."
protesta.
"Cosa ti aspetti dal nuovo anno?" la
interrompo. Non credo proprio che il vecchio Dohko soffrirà
nel trascorrere il Natale da solo. Sono certa che non si sia mai
curato di questo genere di feste. E poi, lui sta attendendo. Come me
del resto.
Shunrei sospira. "Che le Armature tornino a
dormire per un altro centinaio di anni..." è la sua
risposta.
Egoista. Sono mostruosamente egoista. Questa ragazza me
lo ha fatto capire con poche semplici parole. Comprendo il suo
desiderio. Niente più battaglie. Niente più lacrime.
Vorrei tanto poterla accontentare. Quanto sangue hanno versato i
ragazzi per me? Con quanto coraggio posso chiedergliene ancora?
Le
sorrido. "Ho capito."
Ci proverò. Ci proverò
davvero. Non voglio più vederli soffrire a causa mia. Hanno
già fatto tanto, più di quanto fosse mio diritto
chiedere loro.
"Buon Natale, Shunrei" dico mentre gli
occhi mi bruciano.
Note:
Il Kingyo Sukui
è una pesca che di solito si fa nelle fiere in cui si
cerca di acchiappare dei pesci rossi con una sorta di fragilissimo
retino di carta.
Il film guardato da Flora è “Lost Highway”
(Strade Perdute) di David Lynch
(1996), un visionario e bellissimo thriller paranormale.
Il film preferito da Ikki è
“La Vita È Meravigliosa” (It's A
Wonderful Life) (1947), con James Stewart è
un'edificante favola natalizia piena di angeli e buoni sentimenti.