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JEAN GENIE
iscritto dal: 11/03/2008
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Baffi
"Giovanni le aveva rivolto un sorriso incoraggiante. 'A me puoi dirlo. Ti prometto che non farò la spia. Sei tu che fai sparire il latte dalla cucina?'
Teresina aveva esitato per un attimo, poi aveva sospirato un timido sì.
'E non è per te, vero?' aveva bisbigliato Giovanni. 'Ma è per il tuo amico che non è un fantasma, giusto?'"
Categoria: Originali
Genere: Sovrannaturale
Rating: Per tutti

Era una notte buia e tempestosa
Sulle sponde del lago di Ginevra c'è una villa. Lì, due secoli fa, una compagnia di scrittori ha dato una nuova forma all'orrore. Oggi, in quella stessa notte di giugno, qualcuno sta tornando a casa.
Categoria: Originali
Genere: Gotico
Rating: VM14

Sidonia
'Vorrebbe chiederle di parlargli di lei ma sa che non ce n'è bisogno. Sidonia è lì per raccontargli una storia. E sembra davvero antica fra quelle finte rovine.' Una governante e un bambino. Una fata o forse una strega. E un principe addormentato.
Categoria: Originali
Genere: Fantasy
Rating: Per tutti

Agenda
La vita di un supereroe, playboy e miliardario sarebbe all'insegna caos se non ci fosse la sua efficiente segretaria.
Dedicata ad Atlantis Lux.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Iron Man
Rating: Per tutti

AmOuR fOu
C'è chi pensa che l'unico posto adatto al Joker sia una cella imbottita in fondo all'Arkham Asylum. La dottoressa Harleen Quinzel non è della stessa opinione.
Rigorosamente ispirata al Nolan-verse.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: VM14

Bivio
Un brevissimo racconto ispirato all'episodio 3O. Seiya si trova di fronte alla sua nemica di sempre e una scelta decisiva.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Le briciole sul sentiero
"Percorriamo tutti la stessa orbita, principessa Maetel. Un'orbita senza fine sulla quale finiremo per incontrarci ancora. Prima di quel momento cerca di decidere quale sarà il tuo ruolo in questa storia."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Galaxy Express 999
Rating: Per tutti

Brina sulle stelle
"Quegli occhi cercano sempre qualcosa di distante e sconosciuto. E quando si perdono in chissà quale sogno, in chissà quale memoria, il loro proprietario sembra dimenticarsi di tutto il resto."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Cosa porterà il nuovo anno
Quando ero molto piccola mi piaceva addobbare la casa per Natale. Il grande abete si riempiva lentamente di luci e di festoni. Mio nonno mi sorvegliava con attenzione, timoroso che potessi cadere dalla scala sulla quale mi ostinavo ad arrampicarmi senza l'aiuto di un adulto. Il puntale veniva per ultimo. Significava che il lavoro era terminato. Era l'unica decorazione a non cambiare anno dopo anno; un angelo di cristallo con le ali dorate.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Ennui
"A volte sono così noiose, povere bambine. Non me ne importa poi molto dei loro compiti in classe, dei loro sbalzi d'umore e di che cosa mangeranno colazione. A me piace vederle struggersi. E nessuno sa farlo come loro."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mai HiME
Rating: Per tutti

Finché morte non ci separi
"Non è forse stato quello il motivo per cui ha cominciato a starle lontano? Sì, deve essere quello. Il giorno in cui Kozue ha iniziato ad usare i cosmetici lui ha cominciato a temere di ritrovarsi con dei segni di rossetto sull'uniforme. Davvero, non può esserci nessun altro motivo per cui abbia cominciato ad avere paura di sfiorare sua sorella. "
A DK per il suo compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14

Frozen Inside
Il viaggio di Jun in compagnia di Akira nella profondità degli inferi è terminato...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Devil Lady
Rating: VM14

Il giorno prima
Prima dell'olocausto nucleare, prima che Hokuto e Nanto si dessero battaglia, prima che il mondo impazzisse, quando il guerriero dell'Orsa Maggiore e l'ultima stella di Nanto credevano ancora che il loro futuro sarebbe stato sereno. Una breve storia imperfetta di vita quotidiana, mentre la minaccia si addensa. Da leggere ascoltando Chopin...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Ken il guerriero
Rating: VM14

Liber Mundi
L’Europa del ‘700, alchimia, intrighi di corte, spionaggio, rivoluzioni, omicidi e il Salmo del Re, un libro le cui pagine sono intrise di sangue, che tutto conosce e che può cambiare il destino del mondo secondo la volontà di chi lo possiede. Una raccolta di drabble dedicata alle figure simili a statuine di porcellana che si muovono nell’universo de ‘Le Chevalier d’Éon’.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Le Chevalier d'Éon
Rating: VM14

La maschera e il rubino
Mentre in Francia la Rivoluzione arriva al culmine, dall'altra parte della Manica qualcuno scopre che alcuni splendidi gioielli non sono proprio come appaiono. Un mistero si cela tra i nobili francesi rifugiati a Londra. Ed è abbastanza per convincere quella che una volta era la Stella della Senna a vestire di nuovo maschera e mantello.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il Tulipano Nero - La Stella della Senna
Rating: Per tutti

I migliori che se ne vanno
Nella vita di ognuno esistono dei punti fermi. E quando uno di questi viene a mancare un uomo si mette in viaggio alla ricerca di un nuovo significato da dare alla propria vita.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Un medico tra gli orsi
Rating: Per tutti

Ogni cosa ha il suo prezzo
Gli odori intensi della perenne fiera, il chiassoso vociare di mercanti e acquirenti, la musica che sale dalle bettole, non raggiungono il signore di Capo d'Ancora. Come un magnanimo benefattore Lord Hyousmar concede la propria proprietà, quel pianeta piccolo e pallido nella nebulosa conosciuta come Scrigno di Luce dai locali e più prosaicamente M 104 o Sombrero dai terrestri, a coloro che praticano il libero mercato in cambio di una tassa d'approdo e del venti per cento dei profitti. E ogni brigante, commerciante o pirata che percorra in lungo e in largo il cosmo sa che bottino o merce posso essere piazzati bene solo a Capo d'Ancora.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti

Pioggia d'estate
In un pomeriggio di nuvole, tè e dolci, due ragazze si trovano a dover decidere quale sarà il loro futuro
Categoria: Fanfiction
Fandom: Maria-sama ga miteru
Rating: Per tutti

La ragazza dagli occhi di giada
Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra, ma leggibile anche da chi di quell'universo non sa nulla. Un momento di pace, una corsa cavallo e molte riflessioni sul passato e la crescita di uno dei personaggi principali.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Salsedine
"Ho promesso a me stessa che un giorno l'avrei fatto sul serio. Ti avrei preso per mano, mio Sognatore, e ti avrei fatto conoscere la sensazione della sabbia tra le dita."
Categoria: Fanfiction
Fandom: X
Rating: VM14

Side Stories I - Gli occhi di Athena
Un racconto ispirato al primo oav. Eris, la Dea della Discordia, torna a vivere impossessandosi del corpo di una ragazza mortale. Mentre la nuova battaglia si avvicina, qualcuno emerso dal passato di Saori Kido cerca vendetta.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Side Stories II - Il sorriso di Freya
Una storia che fa da prequel e da dietro le quinte al secondo OAV. Il momento di pace che Athena e i suoi Cavalieri stanno vivendo viene interrotto da una minaccia che arriva dalla dimenticata città di Asgard.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Side Stories III - Le lacrime di Calliope
Il Dio Apollo ha cercato le sue Muse in ogni angolo del mondo. Ora lui e le sue sorelle sono di nuovo insieme. Ma il loro idilliaco paradiso viene offuscato dalla voce di Zeus che ordina al suo figlio prediletto di muoversi contro Athena con la prospettiva di creare un nuovo eden in terra.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Simulacra
La storia infinita intorno alla quale ruotano tutte la altre. Cinque anni dopo la sconfitta di Hades la voce di Athena riporta i Cavalieri al Santuario. E ha inizio un lungo viaggio alla ricerca di risposte che possano spiegare qual è la minaccia che incombe sulle stesse radici della civiltà umana.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Sole e pioggia
Puro, innocente, bellissimo. Il Cavaliere di Andromeda è stato macchiato da Hades. Il Cavaliere di Andromeda ha visto morire la Dea Athena. Shun non ha più lacrime ma vuole ritrovare se stesso. Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra collocabile temporalmente dopo il Prologo di quest'ultima.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Specchio Specchio
Duetti onirici e insensati tra due mondi, dedicati a Kanchou.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Last Exile - Utena
Rating: Per tutti

Sub Rosa
Lei è in viaggio da molto, moltissimo tempo. Lei è stata la fonte del Sang Real. Lei è stata l'origine del mondo. L'hai compreso?
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Il Codice Da Vinci - Utena
Rating: Per tutti

Vanità di vanità
"Lei attende. Vestita di nero. Attende di poter sollevare di nuovo quel sipario a lutto. Attende un volto in cui potersi specchiare."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il grande sogno di Maya
Rating: Per tutti

Velvet Rose Hotel
Nella Città d'Argento fioriscono ancora le rose. La Dea ferita e il suo compagno di viaggio sono alla ricerca del Principe smarrito. Lucifero langue ricordando che, un tempo, forse il suo nome era Dios. Una ragazza senza ricordi tenta di ritrovare se stessa. E qualcuno vorrebbe volare oltre il guscio del mondo.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14

Zucche
Attenti al simbolo più saporito di Halloween!
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: Per tutti



Anonima Autori, (c) DK86, Jean Genie, Nisi Corvonero, Reader Not Viewer.
Layout di Lan Awn Shee.
L'immagine usata per il layout è di Rain.
L'immagine usata per la categoria è di Yumiko Igarashi.
I personaggi e le situazioni presenti in questa storia appartengono a Yumiko Igarashi e a chi ne detiene i diritti. L'autore non scrive a scopo di lucro e nessuna violazione del copyright è intesa.
Per citare, riprendere, tradurre questa storia, in parte o in toto, occorre l'esplicito permesso dell'autore.
Il sito non è responsabile degli scritti che contiene, né dei loro contenuti. Anonima Autori non ha fini di lucro.

 

A Mayme nel giorno del suo matrimonio

 

 

Cara Mayme,
oggi il tuo grande sogno si realizzerà. Lo so che questa lettera ti coglierà di sorpresa, ma non esitare e leggila. Leggila da sola, se ti è possibile. Leggila prima che tua madre e le tue sorelle comincino a circondarti di cure e a vestirti ed agghindarti per il tuo grande giorno. Leggila e basta. Non c'è bisogno che tu venga da me a commentare, a parlare, a ripetere ciò che ci siamo già detti in questo lunghissimo anno.
So che per te non è stato facile, così come non lo è stato per me. Il tuo senso di colpa, i tuoi bellissimi occhi divenuti sfuggenti, il tuo bisogno di schivare la mia presenza con tutte le tue forze… E io ti ho lasciata fare perché, egoisticamente, volevo che tu soffrissi almeno un po'. Che la tua felicità non fosse completa. Non che ne fossi pienamente consapevole, allora. E ho sempre saputo di essere io quello di troppo. Lo sapevo quando i tuoi sguardi erano rivolti a me, quando mi stavi vicino, quando tutti credevano che da un giorno all'altro ti avrei chiesto di sposarmi e tu avresti detto di sì.
È facile illudersi, sai? È facile credere a ciò che si desidera. Tu ne hai avuta la prova quando ti sei dimostrata così testarda da andare ad affrontare Durbeck Dalton armata solo delle tue belle parole. L'impatto con la realtà deve essere stato duro, Mayme. Dimmi, è stato quello il momento in cui hai capito che la vita serena che ti avevo promesso era solo il sogno infantile al quale dovevi rinunciare?
Eppure ora è possibile che tutte le tue aspettative si realizzino. Ora più nessuno minaccia il tuo futuro. Anche se ognuno di noi porta con sé le cicatrici di quanto abbiamo passato. E non parlo di quelle che marchiano il corpo di Johnny, o di quelle, più lievi, che tutti noi porteremo addosso per il resto della nostra vita. Cosa è successo, Mayme? Cosa è cambiato nel momento in cui hai premuto il grilletto per salvare la vita di Johnny? Hai ancora gli incubi, Mayme? Sì, lo so. Ho sentito tua madre parlarne con Clint un mese dopo la fine dei Dalton. Ma tu non ti spezzi, Mayme. Soprattutto ora che stai per afferrare quel sogno che hai sempre inseguito. Per questo voglio che tu smetta di sfuggirmi. Sono davvero felice per te. Mi credi, Mayme? Devi credermi. Lo sono stato fin da quando, quella mattina di un anno fa, Louise ci ha detto semplicemente "Johnny si è svegliato" con le lacrime agli occhi. Ho provato una gioia immensa, sai? Perché avevo pregato per lui. Per voi due. Credimi, Mayme, lui per me non ha mai smesso di essere l'amico di un tempo, il ragazzo a cui brillavano gli occhi mentre mi raccontava del suo amore lontano, del suo angelo che un giorno l'avrebbe raggiunto cavalcando attraverso la prateria. E tu sei la ragazza a cui ho voluto bene più che ad ogni altra cosa. E voler bene vuol dire anche lasciar andare qualcuno senza rimpianti. Ho parlato con Johnny, il giorno dopo. Era ancora debole ma era il suo sguardo ad essere di nuovo vivo. E allora ho capito che i cinque anni trascorsi dalla morte di suo padre potevano essere considerati una parentesi da archiviare. Per me, per te e per lui. Avevo di nuovo il mio amico. Tu avevi di nuovo il tuo Johnny. Non so se ne abbia fatto parola con te, ma una volta infranto l'imbarazzo abbiamo parlato a lungo. Di come si era sentito trovandosi di fronte alla propria vendetta, di come mi ero sentito io rendendomi conto che avrei dovuto sottostare alla legge della violenza, se davvero avevo intenzione di farla finita con Dalton, di come entrambi abbiamo dovuto comprendere che la visuale dell'altro aveva la propria ragione di essere, di come si sia trovato a decidere che c'era qualcosa di più importante del giuramento fatto sulla tomba di suo padre. Sì, abbiamo parlato di te. E ho capito che non abbiamo mai provato davvero gli stessi sentimenti. Le circostanze erano troppo diverse. Amore, certo. Ma lui ha attraversato l'inferno, portandoti silenziosamente dentro di sé, e tu l'hai visto sprofondare senza riuscire a liberarti mai dal tuo amore per lui. E io? Io ero quello di troppo, te l'ho detto. Il mio amico smarrito. E il mio angelo…

Il mio amico smarrito e il mio angelo.
Armand Warren fissa il foglio sentendosi improvvisamente la testa svuotata da ogni pensiero coerente. Cosa pensava di fare quando ha messo mano alla penna? Lasciare libera Mayme. Come se lei libera non lo fosse già.
Quel giorno sua cugina si sposa. Sente oltre la porta le voci familiari agitarsi e un continuo rumore di passi. La risata di Jodie, e poi c'è Louise in preda all'ansia.
Sorride pensando che, qualunque cosa le possa dire, lei non gli crederà. Eppure quei mesi sono arrivati e fuggiti in un lampo, lasciandogli dentro una nuova consapevolezza. Anche se quel sapore amaro in fondo alla gola non vuole saperne di scomparire.
"Il dottore ha detto che posso parlarti solo qualche minuto. Poi devo lasciarti risposare."
Johnny sorrideva, quella sera. L'ombra che aveva velato i suoi occhi era scomparsa. Solo una malinconia adulta gli era rimasta addosso. Quella solo Mayme avrebbe potuto dissolverla con il tempo. Se anche lei fosse guarita dalle ferite che quegli ultimi anni le avevano lasciato dentro.
Il tempo ci aiuterà tutti e noi stessi ci aiuteremo l'un l'altro.
"Ho dormito fin troppo, Armand."
"No, non così tanto" gli aveva risposto pentendosene subito dopo. Non voleva dare l'impressione che avrebbe preferito che lui non si svegliasse affatto. C'erano due tombe nel loro cimitero, quelle di Eva e Burker Dalton. Il resto della famiglia era stato sepolto sulle montagne. Non avrebbe voluto vedere un'altra croce su quel suolo verde nel cortile della chiesa.
"Non ti dirò che avevi ragione, lo sai?"
"Perché non avevo ragione" aveva ribattuto subito Armand.
"Per ora posso solo scappare, ma un giorno…" aveva detto a Mayme molto tempo prima. Un giorno cosa? Cosa sperava allora? Consegnare Dalton alla giustizia. Quale giustizia? Tutto questo mentre Johnny bramava solo un lago di sangue. Ragione. Torto. In realtà era finita nell'unico modo possibile. Armand poteva augurarsi che quella fosse stata l'unica sparatoria che avrebbero conosciuto nelle loro esistenze.
Il profilo di Johnny era serio e calmo contro la luce di quella giornata limpida che filtrava dalla finestra, lo sguardo era quello intenso di chi stava inseguendo un pensiero che continuava a sfuggire.
"Una cosa… una cosa devo dirtela, Armand." Si era voltato di nuovo a guardarlo e lui aveva atteso in silenzio mentre il cuore aveva deciso di mettersi a battere più forte. "C'è qualcosa che conta più di tutto il resto, più del desiderio di vendetta, più del rancore e del dolore. Su questo tu avevi perfettamente ragione."
Lui aveva capito e avrebbe voluto fermarlo prima che pronunciasse il suo nome, prima che scavasse nella ferita che stava appena iniziando a guarire.
Ciò che conta… Lei. Per lei hai messo in gioco la tua vita…
"Il rispetto per se stessi. E il coraggio di ammettere di avere bisogno di aiuto."
Armand lo aveva guardato. Non era ciò che si era aspettato. Neppure una parola su di lei? Cosa avrebbe fatto se lui gli avesse detto, di nuovo, che era convinto che Mayme sarebbe stata più felice con lui? E cosa, se non l'avesse nominata affatto? Non poteva permettersi di sperare. Non poteva e non sarebbe stato giusto. Mayme non lo amava. Mayme non era oggetto di scambio. Mayme voleva Johnny, lo voleva disperatamente, non avrebbe rinunciato a lui per nulla al mondo e Armand ne aveva avuto la prova in più di un'occasione. Se solo…
Se solo cosa? Se solo Mayme non avesse sognato di te per tutta la vita? Se solo Mayme avesse detto basta? Se solo Mayme avesse deciso che tu l'avevi delusa troppe volte? Che il ragazzo di cui si era innamorata non esisteva più? E invece eccoti qui. Sei tornato da lei. E lei non ti dirà che è troppo tardi.
"Il rispetto per se stessi…" gli aveva fatto eco Armand.
Johnny aveva annuito. "Io lo avevo perso. Perdendo anche la cosa per me più importante."
Armand aveva quasi smesso di respirare. Alla fine lei era arrivata. Non avrebbero potuto farne a meno.
"Non posso perderla di nuovo. Non posso. Non posso rinunciare. Non senza prima aver lottato per lei. Solo quando lei avrà deciso definitivamente che vuole te, io…"
"Lei ha già deciso, Johnny." Gli faceva male ammetterlo con lui, ma non aveva scelta. Sarebbe stato inutile trascinarsi ancora nell'illusione. "Lei ha deciso quando aveva otto anni e da allora non ha vacillato mai. Perché dovrebbe farlo ora? Io ho tentato in tutti i modi di farmi amare da lei. Così come credo che lei abbia tentato in tutti i modi di amarmi. Ma non è così che funziona. Tra noi tre sono io quello di troppo."
Johnny era rimasto in silenzio, poi aveva scosso la testa. "Devo sentirlo dire da lei."
Armand aveva annuito. "Credo che non stia aspettando altro."

Armand Warren ora si sente davvero ridicolo. Quanto tempo ci è voluto, in realtà? Dopo un mese Johnny era in piedi. E Mayme era con lui quando aveva chiesto cerimoniosamente a Clint la mano di sua figlia.
"Ragazzi, non credete che sia un po' presto? Mayme, tesoro, sei così giovane…"
"Per quanto mi riguarda ho aspettato anche troppo. È mio. Non riesco ancora a credere che sia qui con me. Ogni mattina mi sveglio con la paura che se ne sia andato chissà dove. Sarò tranquilla solo quando sarò diventata la signora Hardley e smetterò di farmi le trecce."
"Non parlare di me come se non fossi presente. E poi a me piacciono le tue trecce…"
Armand ricorda ogni parola, così come ricorda il picchiettare leggero sulla sua spalla e la faccia imbronciata di Beverly.
"Vergogna, Armand Warren. Origliare come una vecchia pettegola…"
Beverly che l'ha trascinato via. Beverly…

Galoppare fino a restare senza fiato. Galoppare fino a crollare a terra, sull'erba, e restare immobile a fissare il cielo azzurro sentendo i polmoni esplodere e l'aria fredda bruciargli la gola.
Armand aveva iniziato da solo, poi Beverly aveva deciso di fargli compagnia. Dopo tutto, lui le aveva semplicemente rubato l'idea.
Toccare l'orizzonte.
Armand sorrideva ogni volta che Beverly ripeteva di crederlo davvero possibile. Laggiù doveva esserci qualcosa di splendido. Forse un paio d'ali per riuscire a spiccare il volo e tuffarsi in quella distesa sgombra di nubi.
"Sei un vigliacco, Armand" aveva rotto il silenzio Beverly quel mattino di quattro mesi prima.
Non aveva fatto lo sforzo di voltarsi verso di lei. Non era necessario. La sentenza sarebbe arrivata comunque.
Beverly strappava uno ad uno i fili d'erba alla sua sinistra e glieli lanciava addosso. Un gioco che evidentemente le serviva a placare il nervosismo. "Poi potrai mandarmi al diavolo, ma devo dirtelo. Sei vigliacco e bugiardo."
Lui non aveva reagito. Non le aveva chiesto perché. Lo sapeva benissimo.
"Se vuoi disperarti fallo. Se vuoi essere felice per loro fallo. Ma cos'è che stai facendo?"
Armand si era tirato su. Cosa sto facendo?
"È evidente, Armand. Mostri loro il tuo sorriso. Aiuti Johnny a costruire la loro casa. Progettate insieme frutteti e fattorie. Ma in realtà fai pesare loro di essere rimasto tagliato fuori. È questo che si legge nei tuoi occhi. Se vuoi dimostrare che è finita, che auguri davvero loro di essere felici, allora devi crederci davvero."
Era così seria, Beverly. Non gli aveva mai parlato in quel modo. Avevano discusso spesso di Mayme e Johnny , del fatto che Mayme avesse voluto una casa di tronchi che assomigliasse alla barca costruita da suo padre e che avevano dovuto lasciare all'est, sul fiume Missouri, di come fosse bizzarro che fosse proprio la più giovane delle sorelle Warren a sposarsi per prima, del fatto che Johnny avesse finalmente deciso di mettere radici e che con ciò che suo padre gli aveva lasciato avesse comprato un appezzamento per gettare finalmente i semi del proprio futuro e di quello della ragazza che amava da sempre.
"Crederci davvero." Armand aveva sorriso amaramente. "Pensi davvero che non sia così? Forse ho dei rimpianti, è vero. Ma sono un essere umano. Come credi che sia possibile cancellare tutto quello che ho provato?"
"È possibile." Beverly si era alzata, segno che aveva l'intenzione di essere decisa e autoritaria.
Va bene. Ti starò a sentire. Dopotutto presto saremo confinanti ed è meglio non farti arrabbiare, aveva riflettuto pensando al terreno sul quale avrebbe costruito la propria fattoria.
"Se li detesti, diglielo. Altrimenti impara davvero a guardarli con occhi nuovi. Puoi farlo, Armand. Io l'ho fatto. E ti assicuro che ero sincera. Così tanto che tu non ti sei mai accorto di nulla."
O forse non ho voluto vedere, aveva riflettuto senza il bisogno di chiederle a cosa si stesse riferendo. Lo sapeva benissimo. Lo sapeva dalla sera precedente alla sparatoria, quando Beverly aveva smesso di nascondersi. E lui avrebbe voluto solo dirle "mi dispiace, non dovresti amarmi, mi dispiace". Era ciò che gli avrebbe detto Mayme in quel momento. Non era forse quello che aveva sempre tentato di dirgli? Era stato ottuso e disperato.
"È nella tua testa, Armand. Fino a quando non ti convincerai a guardare avanti, non riuscirai a fare un solo passo." Beverly era in piedi contro la luce del sole. Una sagoma indefinita che sembrava risplendere.
Dove vai? avrebbe voluto chiederle Armand. Dove stai andando? Non abbiamo finito di parlare. Ci sono troppe cose che devo dirti, Beverly…
Ma non era riuscito ad aprire bocca mentre lei spronava Tierney e la lanciava al galoppo. Aveva gridato il suo nome, tendendo la mano verso di lei, ma sapeva che non sarebbe servito a nulla. Si stava rendendo conto di avere ottenuto l'unica punizione in grado di fargli davvero male. Il suo disprezzo.

Manca poco, ormai. Non c'è traccia di malinconia in lui, solo una pace insolita. Quella lettera non la finirà mai. Perché a lei non deve spiegazioni.
Sembra l'unica a non avere perso la calma, quella mattina. È vero, lo ha pensato. Ha pensato che è bellissima con l'abito da sposa. È bellissima come lo è ogni sposa.
"Lo hai visto? Non ci ha ripensato, vero?"
Le sorride tentando di tranquillizzarla mentre Louise tenta di farla stare ferma per sistemarle per l'ennesima volta il velo. "No, non ci ha ripensato sono andato a svegliarlo all'alba ed era già in piedi." I suoi occhi la attraversano e passano oltre. La cosa non lo sorprende, ma continua a parlarle. "È più agitato di te, quindi, se almeno uno di voi due non cerca di calmarsi, dubito che riuscirete ad arrivare all'altare. Fai un bel respiro profondo, Mayme."
Lei sorride in quel suo modo incredibilmente dolce e Armand comprende che vorrà sempre bene a quel sorriso. Ma i suoi occhi fuggono ancora.
Mayme gli dice qualcosa. Lui non capisce, ma sa che non ha importanza, perché lei è già andata via. Via. Verso suo padre che deve accompagnarla. Via da lui. E lui non si volta a cercarla. Perché non la vede più. Non come la vedeva prima. È una nuvola fuggiasca che non può e non vuole afferrare.
È il suo cuore, e non solo i suoi occhi, a cercare in un punto oltre Mayme. Un punto fermo vestito d'azzurro, con i capelli raccolti e acconciati con ortensie e nastri come le altre damigelle. Il suo punto fermo. Ed è bellissima, lei sì, davvero. È bellissima e forse lo è sempre stata, ma lui lo scopre davvero solo in quel momento. Le offre il braccio e lei lo guarda sorpresa, ma è solo un attimo, poi si appoggia a lui con la mano protetta da un guanto ricamato. E non fa domande. Non gli chiede come si senta, e quasi gli dispiace, perché vorrebbe dirle che non si è mai sentito così bene.

Cara Mayme,
non importa se non ti scriverò. Non importa e non cambierà nulla. Un giorno mi guarderai, ci guarderemo, e ci chiederemo se davvero ci siamo disperati l'uno per l'altra. E rideremo pensando a quanto ci siamo sbagliati e a quanta acqua sia scivolata via sotto i nostri ponti. Vola via da me, Mayme,
e sii felice. Io resto qui. Non ho più voglia di muovermi, ora. Ho trovato il mio angolo di mondo. Perché Beverly mi ama ed è naturale e così straordinario che, senza rendermi conto di quello che mi stava succedendo, abbia cominciato ad amarla anch'io. È semplicemente bellissimo.
Auguri di cuore, Mayme.