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JEAN GENIE
iscritto dal: 11/03/2008
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Baffi
"Giovanni le aveva rivolto un sorriso incoraggiante. 'A me puoi dirlo. Ti prometto che non farò la spia. Sei tu che fai sparire il latte dalla cucina?'
Teresina aveva esitato per un attimo, poi aveva sospirato un timido sì.
'E non è per te, vero?' aveva bisbigliato Giovanni. 'Ma è per il tuo amico che non è un fantasma, giusto?'"
Categoria: Originali
Genere: Sovrannaturale
Rating: Per tutti

Era una notte buia e tempestosa
Sulle sponde del lago di Ginevra c'è una villa. Lì, due secoli fa, una compagnia di scrittori ha dato una nuova forma all'orrore. Oggi, in quella stessa notte di giugno, qualcuno sta tornando a casa.
Categoria: Originali
Genere: Gotico
Rating: VM14

Sidonia
'Vorrebbe chiederle di parlargli di lei ma sa che non ce n'è bisogno. Sidonia è lì per raccontargli una storia. E sembra davvero antica fra quelle finte rovine.' Una governante e un bambino. Una fata o forse una strega. E un principe addormentato.
Categoria: Originali
Genere: Fantasy
Rating: Per tutti

A Mayme nel giorno del suo matrimonio
Mayme sta per sposarsi. E Armand scrive una lettera.
A Nisi, con tanti auguri di buon compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mayme Angel
Rating: Per tutti

Agenda
La vita di un supereroe, playboy e miliardario sarebbe all'insegna caos se non ci fosse la sua efficiente segretaria.
Dedicata ad Atlantis Lux.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Iron Man
Rating: Per tutti

AmOuR fOu
C'è chi pensa che l'unico posto adatto al Joker sia una cella imbottita in fondo all'Arkham Asylum. La dottoressa Harleen Quinzel non è della stessa opinione.
Rigorosamente ispirata al Nolan-verse.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: VM14

Bivio
Un brevissimo racconto ispirato all'episodio 3O. Seiya si trova di fronte alla sua nemica di sempre e una scelta decisiva.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Le briciole sul sentiero
"Percorriamo tutti la stessa orbita, principessa Maetel. Un'orbita senza fine sulla quale finiremo per incontrarci ancora. Prima di quel momento cerca di decidere quale sarà il tuo ruolo in questa storia."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Galaxy Express 999
Rating: Per tutti

Brina sulle stelle
"Quegli occhi cercano sempre qualcosa di distante e sconosciuto. E quando si perdono in chissà quale sogno, in chissà quale memoria, il loro proprietario sembra dimenticarsi di tutto il resto."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Cosa porterà il nuovo anno
Quando ero molto piccola mi piaceva addobbare la casa per Natale. Il grande abete si riempiva lentamente di luci e di festoni. Mio nonno mi sorvegliava con attenzione, timoroso che potessi cadere dalla scala sulla quale mi ostinavo ad arrampicarmi senza l'aiuto di un adulto. Il puntale veniva per ultimo. Significava che il lavoro era terminato. Era l'unica decorazione a non cambiare anno dopo anno; un angelo di cristallo con le ali dorate.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Ennui
"A volte sono così noiose, povere bambine. Non me ne importa poi molto dei loro compiti in classe, dei loro sbalzi d'umore e di che cosa mangeranno colazione. A me piace vederle struggersi. E nessuno sa farlo come loro."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mai HiME
Rating: Per tutti

Finché morte non ci separi
"Non è forse stato quello il motivo per cui ha cominciato a starle lontano? Sì, deve essere quello. Il giorno in cui Kozue ha iniziato ad usare i cosmetici lui ha cominciato a temere di ritrovarsi con dei segni di rossetto sull'uniforme. Davvero, non può esserci nessun altro motivo per cui abbia cominciato ad avere paura di sfiorare sua sorella. "
A DK per il suo compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14

Frozen Inside
Il viaggio di Jun in compagnia di Akira nella profondità degli inferi è terminato...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Devil Lady
Rating: VM14

Il giorno prima
Prima dell'olocausto nucleare, prima che Hokuto e Nanto si dessero battaglia, prima che il mondo impazzisse, quando il guerriero dell'Orsa Maggiore e l'ultima stella di Nanto credevano ancora che il loro futuro sarebbe stato sereno. Una breve storia imperfetta di vita quotidiana, mentre la minaccia si addensa. Da leggere ascoltando Chopin...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Ken il guerriero
Rating: VM14

Liber Mundi
L’Europa del ‘700, alchimia, intrighi di corte, spionaggio, rivoluzioni, omicidi e il Salmo del Re, un libro le cui pagine sono intrise di sangue, che tutto conosce e che può cambiare il destino del mondo secondo la volontà di chi lo possiede. Una raccolta di drabble dedicata alle figure simili a statuine di porcellana che si muovono nell’universo de ‘Le Chevalier d’Éon’.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Le Chevalier d'Éon
Rating: VM14

La maschera e il rubino
Mentre in Francia la Rivoluzione arriva al culmine, dall'altra parte della Manica qualcuno scopre che alcuni splendidi gioielli non sono proprio come appaiono. Un mistero si cela tra i nobili francesi rifugiati a Londra. Ed è abbastanza per convincere quella che una volta era la Stella della Senna a vestire di nuovo maschera e mantello.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il Tulipano Nero - La Stella della Senna
Rating: Per tutti

Ogni cosa ha il suo prezzo
Gli odori intensi della perenne fiera, il chiassoso vociare di mercanti e acquirenti, la musica che sale dalle bettole, non raggiungono il signore di Capo d'Ancora. Come un magnanimo benefattore Lord Hyousmar concede la propria proprietà, quel pianeta piccolo e pallido nella nebulosa conosciuta come Scrigno di Luce dai locali e più prosaicamente M 104 o Sombrero dai terrestri, a coloro che praticano il libero mercato in cambio di una tassa d'approdo e del venti per cento dei profitti. E ogni brigante, commerciante o pirata che percorra in lungo e in largo il cosmo sa che bottino o merce posso essere piazzati bene solo a Capo d'Ancora.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti

Pioggia d'estate
In un pomeriggio di nuvole, tè e dolci, due ragazze si trovano a dover decidere quale sarà il loro futuro
Categoria: Fanfiction
Fandom: Maria-sama ga miteru
Rating: Per tutti

La ragazza dagli occhi di giada
Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra, ma leggibile anche da chi di quell'universo non sa nulla. Un momento di pace, una corsa cavallo e molte riflessioni sul passato e la crescita di uno dei personaggi principali.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti

Salsedine
"Ho promesso a me stessa che un giorno l'avrei fatto sul serio. Ti avrei preso per mano, mio Sognatore, e ti avrei fatto conoscere la sensazione della sabbia tra le dita."
Categoria: Fanfiction
Fandom: X
Rating: VM14

Side Stories I - Gli occhi di Athena
Un racconto ispirato al primo oav. Eris, la Dea della Discordia, torna a vivere impossessandosi del corpo di una ragazza mortale. Mentre la nuova battaglia si avvicina, qualcuno emerso dal passato di Saori Kido cerca vendetta.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Side Stories II - Il sorriso di Freya
Una storia che fa da prequel e da dietro le quinte al secondo OAV. Il momento di pace che Athena e i suoi Cavalieri stanno vivendo viene interrotto da una minaccia che arriva dalla dimenticata città di Asgard.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Side Stories III - Le lacrime di Calliope
Il Dio Apollo ha cercato le sue Muse in ogni angolo del mondo. Ora lui e le sue sorelle sono di nuovo insieme. Ma il loro idilliaco paradiso viene offuscato dalla voce di Zeus che ordina al suo figlio prediletto di muoversi contro Athena con la prospettiva di creare un nuovo eden in terra.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Simulacra
La storia infinita intorno alla quale ruotano tutte la altre. Cinque anni dopo la sconfitta di Hades la voce di Athena riporta i Cavalieri al Santuario. E ha inizio un lungo viaggio alla ricerca di risposte che possano spiegare qual è la minaccia che incombe sulle stesse radici della civiltà umana.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Sole e pioggia
Puro, innocente, bellissimo. Il Cavaliere di Andromeda è stato macchiato da Hades. Il Cavaliere di Andromeda ha visto morire la Dea Athena. Shun non ha più lacrime ma vuole ritrovare se stesso. Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra collocabile temporalmente dopo il Prologo di quest'ultima.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14

Specchio Specchio
Duetti onirici e insensati tra due mondi, dedicati a Kanchou.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Last Exile - Utena
Rating: Per tutti

Stupido ragazzino
Ispirato all'undicesimo episodio della serie classica. Un ragazzo acerbo affronta una nemica troppo bella e ne viene sconfitto. Ma un ufficiale in seconda biondo e dal cuore tenero veglia su di lui.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti

Sub Rosa
Lei è in viaggio da molto, moltissimo tempo. Lei è stata la fonte del Sang Real. Lei è stata l'origine del mondo. L'hai compreso?
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Il Codice Da Vinci - Utena
Rating: Per tutti

Vanità di vanità
"Lei attende. Vestita di nero. Attende di poter sollevare di nuovo quel sipario a lutto. Attende un volto in cui potersi specchiare."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il grande sogno di Maya
Rating: Per tutti

Velvet Rose Hotel
Nella Città d'Argento fioriscono ancora le rose. La Dea ferita e il suo compagno di viaggio sono alla ricerca del Principe smarrito. Lucifero langue ricordando che, un tempo, forse il suo nome era Dios. Una ragazza senza ricordi tenta di ritrovare se stessa. E qualcuno vorrebbe volare oltre il guscio del mondo.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14

Zucche
Attenti al simbolo più saporito di Halloween!
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: Per tutti



Anonima Autori, (c) DK86, Jean Genie, Nisi Corvonero, Reader Not Viewer.
Layout di Lan Awn Shee.
L'immagine usata per il layout è di Rain.
L'immagine usata per la categoria è di Universal TV.
I personaggi e le situazioni presenti in questa storia appartengono a Joshua Brand, John Falsey e a chi ne detiene i diritti. L'autore non scrive a scopo di lucro e nessuna violazione del copyright è intesa.
Per citare, riprendere, tradurre questa storia, in parte o in toto, occorre l'esplicito permesso dell'autore.
Il sito non è responsabile degli scritti che contiene, né dei loro contenuti. Anonima Autori non ha fini di lucro.

 

I migliori che se ne vanno

 

 

Una pugnalata alle spalle.
Per Holling Vincoeur era stato come ritrovarsi a galleggiare nel vuoto. Sapeva che agli occhi degli altri la sua reazione appariva abnorme. La cosa non lo sorprendeva affatto.
Probabilmente, se avesse tentato di spiegare a un interlocutore dall’altra parte del bancone del Brick, guardandolo negli occhi mentre lui, o lei, certo, avrebbe potuto essere una donna, perché no?, vuotava un piatto di patate al forno sommerse di salsa appena preparate da Dave, che si sentiva tradito, che non lo trovava giusto e che adesso davvero si stava rendendo conto che, nonostante la longevità della sua famiglia, stava cominciando a perdere le proprie certezze, quello avrebbe annuito con aria comprensiva. Forse avrebbe tentato di consolarlo, oppure avrebbe ruggito, invitandolo a comportarsi da uomo.
Maurice. Di certo quello sarebbe stato il modo che Maurice avrebbe adottato per scuoterlo.
Per questo Holling aveva deciso di tenersi tutto dentro, almeno fino a quando non aveva annunciato a Shelly: “Devo trovare Jesse.”
Perché quella faccenda riguardava solo e unicamente lui e Jesse. Come sempre, lui e Jesse. Jesse che lo aveva imbrogliato, Jesse che non aveva mantenuto le sue promesse. E i simboli non potevano permettersi nulla di simile.
Ciò che era stato, ciò che era diventato… C’era sempre stato Jesse a fare da spartiacque tra una fase e l’altra dell’esistenza di Holling Vincoeur.
Si era fermato e aveva raggiunto il bordo di quello che aveva deciso essere il sentiero, anche se in realtà si trattava semplicemente dello spazio maggiormente sgombro di ostacoli. Il ruscello gelato correva via ritrovando la vitalità dopo il lungo sonno invernale che lo aveva trasformato in una lunga e sottile linea di ghiaccio. Holling aveva riempito le mani a coppa di acqua gelida e se l’era gettata sul viso. Anche in quella zona dell’Alaska poteva fare caldo quando si era camminato a lungo, ci si era arrampicati su rocce scoscese e si erano raggiunti luoghi dove non era mai stata registrata una presenza umana, fino a lasciarsi completamente alle spalle le piste che i cacciatori come lui conoscevano così bene, fra le betulle silenziose, dimenticandosi perfino di mangiare, bevendo solo quando le labbra cominciavano a spaccarsi e crollando per la stanchezza solo a notte inoltrata, quando ormai procedeva solo per forza d’inerzia, senza vedere a un palmo, con solo la luce distante delle stelle del grande Nord a rischiarare appena il mondo notturno che stava profanando, il regno di Jesse che Holling Vincoeur aveva invaso altre volte in passato senza mai osare spingersi così lontano.
“Cacciatore?”
La prima lezione che Jesse gli aveva impartito. Holling Vincoeur aveva trascorso buona parte della propria esistenza cercando la sfida con un paio di occhi selvaggi, con la fiera postura di un cervo che lo fissava chiedendogli, con le pupille nere e intelligenti, se davvero si sarebbe arrogato il diritto di decidere della sua vita e della sua morte, oppure, sollevando la canna del fucile verso il volo ad ali spiegate di un fagiano giovane e forte, fino al momento del colpo e della caduta a picco di un fagotto di piume rossicce, pigolanti e in agonia.
In uno di quei momenti di adrenalina, di contatto con la parte primitiva che ogni essere umano si portava dentro, Jesse era arrivato e il patto tra loro due era stato stretto.
Holling si era rimesso in marcia. Era quasi giunto a destinazione Era il suo istinto a dirglielo. L’istinto o forse lo stesso Jesse, che era ancora lassù, alla Caverna dello Sterminatore, e lo stava aspettando, ne era più che certo.
C’era un motivo per il quale aveva lasciato di punto in bianco il Brick, Shelly, l’unica strada e la dozzina di edifici di Cicely, e si era allontanato per cercare quello che il buon senso in lui, che era andato evidentemente in vacanza, avrebbe definito una chimera.
Perché qualcosa era cambiato nel momento in cui Ed era entrato nel locale, con una faccia da funerale, interrompendo la succulenta barzelletta del maiale senza una zampa che lui stava regalando ai clienti. Ed aveva spesso quell’espressione, per la verità, alternata solitamente a un’altra di genuino stupore anche per le cose più piccole e semplici, per questo Holling non lo aveva preso troppo sul serio cogliendo quello sguardo cupo sul volto del ragazzo, fino a quando lui non lo aveva detto esplicitamente.
“Jesse è morto.”
Per Holling era stato come subire quella che Chris, in una delle sue trasmissioni radiofoniche mattutine, avrebbe definito un’“amputazione spirituale”. Qualcun altro al suo posto non ne avrebbe fatto un dramma. Qualcun altro al suo posto si sarebbe perfino sentito libero. Ma Holling aveva smesso di considerare Jesse un’ossessione. Lui non era il capitano Achab e di certo Jesse non era un immenso cetaceo bianco che incarnava un desiderio inarrivabile. Holling non era folle come il lupo di mare senza una gamba e sapeva riconoscere la propria sconfitta. Una sconfitta che aveva perso il proprio peso quando Jesse era tornato, un anno prima, e chissà perché era sempre Ed a portargli notizie su di lui.
E ora Jesse era morto.
“Dovrei crederci?” si era chiesto Holling preparando la legna per il fuoco da campo. Sì, avrebbe dovuto. Aveva visto i suoi resti, li aveva visti insieme a Ed, in rispettoso silenzio, gli attimi necessari per chinarsi su quelle ossa bianche, cinico regalo lasciatogli dal disgelo. Aveva immaginato per un attimo l’ultima battaglia e aveva provato un terribile senso di vuoto al pensiero di non essere stato presente. No, non aveva avuto rimpianti per il fatto di non essere stato lui la causa di quella morte, se non per un attimo. Perché inconsciamente Holling considerava Jesse immortale. Jesse ci sarebbe stato sempre. E finché Jesse avesse continuato a risvegliarsi, primavera dopo primavera, Holling Vincoeur avrebbe avuto un punto cardine, un pilastro mentale al quale rapportare la propria esistenza.
Invece Jesse si era rivelato per quello che realmente era. E, osservando i suoi resti, Holling aveva compreso che non c’era stata per lui un’ultima, fiera battaglia. Jesse, il grande Jesse, era morto di vecchiaia.
Un colpo a tradimento. Era una cosa naturale, Holling lo sapeva bene. Eppure non riusciva a farsene una ragione. Era semplicemente sbagliato e forse l’errore era stato suo.
Come l’avrebbe messa Chris? Sicuro. Gli avrebbe detto che aveva involontariamente elevato Jesse ad una dimensione mitica. Ma, per quanto a Holling piacesse moltissimo il modo di esprimersi della ‘voce di Cicely’, Chris non avrebbe mai potuto capire. Jesse non aveva bisogno di essere elevato. Jesse era già molto al di sopra di tutto il resto, della razionalità umana, dell’istinto di sopravvivenza degli animali selvaggi, della dignità di qualunque creatura si fosse mai ritrovata a respirare fra quegli alberi. Ma questo ovviamente lo sapevano solo lui e Jesse, perché loro c’erano. C’erano il giorno in cui la lezione era stata impartita, uno di fronte all’altro, protagonisti assoluti di un racconto che sarebbe diventato leggenda. Holling ricordava perfettamente il fiato caldo di Jesse che sapeva di carne cruda e dava la nausea, e ricordava il terrore provato di fronte a quella montagna di pelo bruno e ferocia, agli occhi fieri e carichi di odio che lo stavano sfidando apertamente.
“Avanti” gli era quasi sembrato di udirlo. “Avanti, grande cacciatore. Sono qui. Dimostrami di avere il diritto di uccidere in casa mia.”
E poi il dolore, quando quegli artigli affilati e potenti erano calati sulla sua schiena. Centotrentatre punti di sutura per lui, un dito in meno per la belva. I ricordi di quella battaglia spesso si facevano confusi, solo la paura provata allora rimaneva vivida insieme a ciò che ne era conseguito.
Holling Vincoeur non aveva più toccato il fucile. Ma Jesse il grande non lo aveva lasciato andare, infestando i suoi sogni, fiera guida vendicativa di tutte le prede che Holling aveva ucciso, fino a quando era stato costretto a prendere l’unica decisone possibile. Ma aveva tenuto un ultimo colpo. Per Jesse. Prima o poi sarebbero stati di nuovo faccia a faccia, e lui sarebbe tornato ad essere il grande cacciatore, per l’unico avversario che avesse mai contato davvero.
In un certo senso era fermamente convinto che, se uno dei due avesse dovuto gettare la spugna, quello sarebbe stato lui e non certo Jesse. In fondo non era esattamente quello che era successo l’anno precedente? Ed aveva trovato tracce di Jesse, le inconfondibili impronte di un orso con un dito in meno, e Holling si era messo in marcia in compagnia del ragazzo e di Shelly, incaponitasi per venire con loro. E tutto si era concluso con un nulla di fatto. Holling era tornato a Cicely quasi sollevato. Non si trattava di vigliaccheria; semplicemente si era reso conto che sparare a Jesse avrebbe significato profanare qualcosa di sacro. Forse si trattava davvero del suo totem. La gente di Ed era fermamente convinta che un animale potesse diventare una sorta di guida spirituale. E Holling credeva davvero che Jesse potesse essere il suo anche se non aveva sangue indiano nelle vene.
“Non doveva finire così. Questo non doveva farmelo”
aveva riflettuto Holling osservando la carne ormai carbonizzata sullo spiedo. Non erano stati quelli i patti. Un orso qualunque può morire di vecchiaia. Ma Jesse no. Jesse il grande può concedersi il lusso di andarsene da questo mondo solo dopo avere dilaniato e fatto a pezzi un antagonista crudele, feroce e terribile, grande quanto lui, quasi altrettanto forte e con la stessa statura mitica.
“Ma forse non esisteva nessuno di simile, Jesse. Né sarebbe mai esistito e tu lo sapevi. Nemmeno io ero all’altezza. Ma questo non toglie che quelli come te non possono andarsene in questo modo.”
A Holling non piaceva lasciare i conti in sospeso. E ancora di meno gli piaceva non comprendere le cose. Per questo aveva detto a Shelly “Devo trovare Jesse.” E per l’ennesima volta non aveva avuto bisogno di essere compreso.
C’era un solo modo per superare quel senso di vuoto e di certo non aveva nulla a che vedere con quella grottesca figura di più di tre metri di altezza che Ed e gli altri avevano messo insieme usando le ossa di Jesse e che assomigliava solo a una patetica, abnorme marionetta, senza alcuna traccia della fierezza dell’orso la cui carne e il cui spirito sembravano del tutto scomparsi.
“Jesse non può tradirmi in questo modo. Jesse non se n’è andato. Jesse ha ancora qualcosa da insegnarmi.”
Le sue ossa non gli avrebbero detto nulla. Jesse era lassù. Con questa certezza Holling Vincoeur aveva aperto gli occhi alla luce del giorno, intorpidito e indolenzito per essersi addormentato contro il tronco di un abete, il fuoco ridotto ad un mucchietto di cenere, i rimasugli di grasso sullo spiedo annerito. Si era rimesso in piedi dopo aver bevuto un sorso d’acqua dalla borraccia e la marcia era ripresa. Non che il punto d’arrivo fosse chiaro ma l’importante era non fermarsi fino a quando non avesse trovato la Caverna dello Sterminatore. E infine quando l’aveva vista, seminascosta dai licheni, si era reso conto che Jesse era davvero lì. La sua tana, il suo nido, il centro del suo regno.
Holling si era avvicinato, dimenticando la prudenza. In fondo era stato Jesse a chiamarlo. Aveva esitato solo un attimo prima di addentrarsi nell’antro buio. Poi tutto era diventato limpido. Passo dopo passo, sempre più in fondo.
“Jesse il grande…” aveva pensato mentre iniziava a trovare meno disturbante l’odore selvatico all’interno della grotta. Si era guardato intorno trovando familiari e confortanti quelle stalattiti che riusciva a intravedere nel buio, poi si era voltato e aveva desiderato la luce del giorno. Lentamente, come se si stesse liberando da un lungo sonno, Holling era risalito e aveva abbandonato la tana, socchiudendo gli occhi per non lasciare che il sole li ferisse, quel sole che non vedeva da poco più di un’ora, ma forse erano trascorsi invece dei mesi, lunghi, gelidi e duri, e lui aveva semplicemente dormito.
Aveva voglia di pescare, di scendere al fiume e di catturare un salmone bello grasso. Lo avrebbe accompagnato con miele selvatico e acqua fredda e poi si sarebbe goduto la primavera oziando sotto un albero, sperando che nessuno sarebbe venuto a disturbarlo.
Holling aveva sorriso, sollevando gli occhi verso l’alto e cogliendo il volo solitario di un’aquila, lassù, oltre le cime dei sempreverdi, e ancora più in alto, fino a quando il rapace si era trasformato in un punto minuscolo e veloce. Familiare anche quella vista. E nessun desiderio di imbracciare un fucile. Certo, ora era tutto chiaro. Jesse non se n’era andato. Jesse non lo aveva tradito. Jesse era diventato più grande, possente e leggendario di prima. Jesse era nelle rocce, negli alberi e nell’acqua che scorreva senza fermarsi mai, e in quel cielo infinito.
Holling Vincoeur aveva sollevato le mani e le aveva osservate, poi le aveva strette a pugno sentendosi forte. E sereno. Sentiva dolore ovunque. Probabilmente aveva anche una spalla slogata. Ma stava più che bene.
“Negli alberi, nell’acqua, nelle rocce. Ovunque. E in me” aveva pensato rimettendosi in cammino verso Cicely. “La strada è lunga. Vuoi farmi compagnia, Jesse?”