

JEAN GENIE
iscritto dal: 11/03/2008
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Baffi
"Giovanni le aveva rivolto un sorriso incoraggiante. 'A me puoi dirlo. Ti prometto che non farò la spia. Sei tu che fai sparire il latte dalla cucina?'
Teresina aveva esitato per un attimo, poi aveva sospirato un timido sì.
'E non è per te, vero?' aveva bisbigliato Giovanni. 'Ma è per il tuo amico che non è un fantasma, giusto?'"
Categoria: Originali
Genere: Sovrannaturale
Rating: Per tutti
Era una notte buia e tempestosa
Sulle sponde del lago di Ginevra c'è una villa. Lì, due secoli fa, una compagnia di scrittori ha dato una nuova forma all'orrore. Oggi, in quella stessa notte di giugno, qualcuno sta tornando a casa.
Categoria: Originali
Genere: Gotico
Rating: VM14
Sidonia
'Vorrebbe chiederle di parlargli di lei ma sa che non ce n'è bisogno. Sidonia è lì per raccontargli una storia. E sembra davvero antica fra quelle finte rovine.' Una governante e un bambino. Una fata o forse una strega. E un principe addormentato.
Categoria: Originali
Genere: Fantasy
Rating: Per tutti
A Mayme nel giorno del suo matrimonio
Mayme sta per sposarsi. E Armand scrive una lettera.
A Nisi, con tanti auguri di buon compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mayme Angel
Rating: Per tutti
Agenda
La vita di un supereroe, playboy e miliardario sarebbe all'insegna caos se non ci fosse la sua efficiente segretaria.
Dedicata ad Atlantis Lux.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Iron Man
Rating: Per tutti
AmOuR fOu
C'è chi pensa che l'unico posto adatto al Joker sia una cella imbottita in fondo all'Arkham Asylum. La dottoressa Harleen Quinzel non è della stessa opinione.
Rigorosamente ispirata al Nolan-verse.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: VM14
Bivio
Un brevissimo racconto ispirato all'episodio 3O. Seiya si trova di fronte alla sua nemica di sempre e una scelta decisiva.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Le briciole sul sentiero
"Percorriamo tutti la stessa orbita, principessa Maetel. Un'orbita senza fine sulla quale finiremo per incontrarci ancora. Prima di quel momento cerca di decidere quale sarà il tuo ruolo in questa storia."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Galaxy Express 999
Rating: Per tutti
Brina sulle stelle
"Quegli occhi cercano sempre qualcosa di distante e sconosciuto. E quando si perdono in chissà quale sogno, in chissà quale memoria, il loro proprietario sembra dimenticarsi di tutto il resto."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Cosa porterà il nuovo anno
Quando ero molto piccola mi piaceva addobbare la casa per Natale. Il grande abete si riempiva lentamente di luci e di festoni. Mio nonno mi sorvegliava con attenzione, timoroso che potessi cadere dalla scala sulla quale mi ostinavo ad arrampicarmi senza l'aiuto di un adulto. Il puntale veniva per ultimo. Significava che il lavoro era terminato. Era l'unica decorazione a non cambiare anno dopo anno; un angelo di cristallo con le ali dorate.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Ennui
"A volte sono così noiose, povere bambine. Non me ne importa poi molto dei loro compiti in classe, dei loro sbalzi d'umore e di che cosa mangeranno colazione. A me piace vederle struggersi. E nessuno sa farlo come loro."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mai HiME
Rating: Per tutti
Finché morte non ci separi
"Non è forse stato quello il motivo per cui ha cominciato a starle lontano? Sì, deve essere quello. Il giorno in cui Kozue ha iniziato ad usare i cosmetici lui ha cominciato a temere di ritrovarsi con dei segni di rossetto sull'uniforme. Davvero, non può esserci nessun altro motivo per cui abbia cominciato ad avere paura di sfiorare sua sorella. "
A DK per il suo compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14
Frozen Inside
Il viaggio di Jun in compagnia di Akira nella profondità degli inferi è terminato...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Devil Lady
Rating: VM14
Il giorno prima
Prima dell'olocausto nucleare, prima che Hokuto e Nanto si dessero battaglia, prima che il mondo impazzisse, quando il guerriero dell'Orsa Maggiore e l'ultima stella di Nanto credevano ancora che il loro futuro sarebbe stato sereno. Una breve storia imperfetta di vita quotidiana, mentre la minaccia si addensa. Da leggere ascoltando Chopin...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Ken il guerriero
Rating: VM14
Liber Mundi
L’Europa del ‘700, alchimia, intrighi di corte, spionaggio, rivoluzioni, omicidi e il Salmo del Re, un libro le cui pagine sono intrise di sangue, che tutto conosce e che può cambiare il destino del mondo secondo la volontà di chi lo possiede. Una raccolta di drabble dedicata alle figure simili a statuine di porcellana che si muovono nell’universo de ‘Le Chevalier d’Éon’.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Le Chevalier d'Éon
Rating: VM14
La maschera e il rubino
Mentre in Francia la Rivoluzione arriva al culmine, dall'altra parte della Manica qualcuno scopre che alcuni splendidi gioielli non sono proprio come appaiono. Un mistero si cela tra i nobili francesi rifugiati a Londra. Ed è abbastanza per convincere quella che una volta era la Stella della Senna a vestire di nuovo maschera e mantello.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il Tulipano Nero - La Stella della Senna
Rating: Per tutti
I migliori che se ne vanno
Nella vita di ognuno esistono dei punti fermi. E quando uno di questi viene a mancare un uomo si mette in viaggio alla ricerca di un nuovo significato da dare alla propria vita.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Un medico tra gli orsi
Rating: Per tutti
Ogni cosa ha il suo prezzo
Gli odori intensi della perenne fiera, il chiassoso vociare di mercanti e acquirenti, la musica che sale dalle bettole, non raggiungono il signore di Capo d'Ancora. Come un magnanimo benefattore Lord Hyousmar concede la propria proprietà, quel pianeta piccolo e pallido nella nebulosa conosciuta come Scrigno di Luce dai locali e più prosaicamente M 104 o Sombrero dai terrestri, a coloro che praticano il libero mercato in cambio di una tassa d'approdo e del venti per cento dei profitti. E ogni brigante, commerciante o pirata che percorra in lungo e in largo il cosmo sa che bottino o merce posso essere piazzati bene solo a Capo d'Ancora.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti
Pioggia d'estate
In un pomeriggio di nuvole, tè e dolci, due ragazze si trovano a dover decidere quale sarà il loro futuro
Categoria: Fanfiction
Fandom: Maria-sama ga miteru
Rating: Per tutti
La ragazza dagli occhi di giada
Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra, ma leggibile anche da chi di quell'universo non sa nulla. Un momento di pace, una corsa cavallo e molte riflessioni sul passato e la crescita di uno dei personaggi principali.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Salsedine
"Ho promesso a me stessa che un giorno l'avrei fatto sul serio. Ti avrei preso per mano, mio Sognatore, e ti avrei fatto conoscere la sensazione della sabbia tra le dita."
Categoria: Fanfiction
Fandom: X
Rating: VM14
Side Stories II - Il sorriso di Freya
Una storia che fa da prequel e da dietro le quinte al secondo OAV. Il momento di pace che Athena e i suoi Cavalieri stanno vivendo viene interrotto da una minaccia che arriva dalla dimenticata città di Asgard.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Side Stories III - Le lacrime di Calliope
Il Dio Apollo ha cercato le sue Muse in ogni angolo del mondo. Ora lui e le sue sorelle sono di nuovo insieme. Ma il loro idilliaco paradiso viene offuscato dalla voce di Zeus che ordina al suo figlio prediletto di muoversi contro Athena con la prospettiva di creare un nuovo eden in terra.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Simulacra
La storia infinita intorno alla quale ruotano tutte la altre. Cinque anni dopo la sconfitta di Hades la voce di Athena riporta i Cavalieri al Santuario. E ha inizio un lungo viaggio alla ricerca di risposte che possano spiegare qual è la minaccia che incombe sulle stesse radici della civiltà umana.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Sole e pioggia
Puro, innocente, bellissimo. Il Cavaliere di Andromeda è stato macchiato da Hades. Il Cavaliere di Andromeda ha visto morire la Dea Athena. Shun non ha più lacrime ma vuole ritrovare se stesso. Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra collocabile temporalmente dopo il Prologo di quest'ultima.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Specchio Specchio
Duetti onirici e insensati tra due mondi, dedicati a Kanchou.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Last Exile - Utena
Rating: Per tutti
Stupido ragazzino
Ispirato all'undicesimo episodio della serie classica. Un ragazzo acerbo affronta una nemica troppo bella e ne viene sconfitto. Ma un ufficiale in seconda biondo e dal cuore tenero veglia su di lui.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti
Sub Rosa
Lei è in viaggio da molto, moltissimo tempo. Lei è stata la fonte del Sang Real. Lei è stata l'origine del mondo. L'hai compreso?
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Il Codice Da Vinci - Utena
Rating: Per tutti
Vanità di vanità
"Lei attende. Vestita di nero. Attende di poter sollevare di nuovo quel sipario a lutto. Attende un volto in cui potersi specchiare."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il grande sogno di Maya
Rating: Per tutti
Velvet Rose Hotel
Nella Città d'Argento fioriscono ancora le rose. La Dea ferita e il suo compagno di viaggio sono alla ricerca del Principe smarrito. Lucifero langue ricordando che, un tempo, forse il suo nome era Dios. Una ragazza senza ricordi tenta di ritrovare se stessa. E qualcuno vorrebbe volare oltre il guscio del mondo.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14
Zucche
Attenti al simbolo più saporito di Halloween!
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: Per tutti

Anonima Autori, (c) DK86, Jean Genie, Nisi Corvonero, Reader Not Viewer.
Layout di Lan Awn Shee.
L'immagine usata per il layout è di Rain.
L'immagine usata per la categoria è di Toei Animation.
I personaggi e le situazioni presenti in questa storia appartengono a Masami Kurumada e a chi ne detiene i diritti. L'autore non scrive a scopo di lucro e nessuna violazione del copyright è intesa.
Per citare, riprendere, tradurre questa storia, in parte o in toto, occorre l'esplicito permesso dell'autore.
Il sito non è responsabile degli scritti che contiene, né dei loro contenuti. Anonima Autori non ha fini di lucro.

1
Tutto si compie. Come è stato preannunciato dai potenti del regno del non
ritorno. L'Inferno vomita i suoi figli. Li rifiuta e li lega di nuovo a vincoli
mortali. La terra tremerà sotto i loro passi. Le città dell'uomo si
sgretoleranno al loro passaggio. E la leggenda di Athena non sarà niente altro
che una fiaba sbiadita, e un dolore che si affievolisce per i pochi che ancora
la seguono. Quella può sembrare una notte qualunque, una notte di auto con i
fari gialli che segnano la strada verso casa. Una notte piena di stelle. E di
una cometa che precipita maligna. Una notte per gli amori appena nati., di
quelli che sembra che possano durare ben oltre il breve spazio di una stagione.
Il Cavaliere di Cassiopea, all'interno di una stanza buia, in un hotel alla
periferia di Tokyo osserva la superficie liscia di uno specchio, l’unico
oggetto che sente veramente suo in quell'angolo di mondo popolato di pazzi che
dormono sdraiati in terra e mangiano pesce crudo. Lei non ha bisogno di luce per
vedere il riflesso che non è un riflesso. Lo specchio comunica solo con lei.
Perché sa che lei è la sua padrona. Lo specchio è al suo servizio. Un oggetto
di illusione e fallacia che a lei dice solo e sempre la verità. Una notte per
gli amori appena nati... Quelli che con la luce del giorno appaiono opachi e
senza senso. Ecco il Cavaliere del Cigno che dimentica ciò che crede di provare
per la principessa di Asgard, e tutto per i grandi occhi di quella ragazzina
bionda. Senza un valido motivo ora lei è il centro del suo piccolo universo.
Osservano il cielo e le stelle. Si sentono più grandi. E sentono quella strana
e fragile emozione crescere in loro. Si sono conosciuti da poche ore. Lui è
apparso come l'eroe dei sogni a salvarla da un investimento. Con la forza di un
solo braccio ha fermato un'auto in corsa che stava per falciarla. Sono cose che
solo gli eroi dei sogni sanno fare. Ora parlano, con una complicità che li
sorprende. Della solitudine, dell'amicizia, dei bambini di cui lei si prende
cura, dei compagni per i quali lui darebbe la vita. Il Cavaliere li scruta con
sospetto. Sa che si tratta di una pantomima recitata da millenni. Non crede
nell'amore. Non crede ad alcun tipo di legame. Nemmeno a quelli di sangue.
Conosce la vacuità del sentimento umano. Ha provato sulla propria pelle le
ferite dell'abbandono. Presto nel cuore della ragazza bionda non ci sarà più
posto per il calore umano. Saprà cosa vuol dire essere potenti e assoluti.
Il Cavaliere di Cassiopea ignora l'alta figura al suo fianco. Lui, come tutti
gli altri, per lei è solo uno strumento. Le interessa solo la ragazza nello
specchio. La sua aria terribilmente innocente, i capelli raccolti, il suo
grembiule da cucina immacolato, le scarpe leggermente infantili. Ma l'uomo al
suo fianco parla e la sua voce è di quelle che sanno come farsi ascoltare.
-Sta per succedere.
Il Cavaliere non dice nulla. Le sembra una constatazione inutile. La scia
luminosa attraversa il cielo. Lei ne avverte la potenza. Gli occhi della ragazza
bionda ne sono rapiti. L'astro comunica con lei. Le indica la via e
all'improvviso il Cavaliere del Cigno è scomparso dalla sua mente. Il suo
spasimante la lascia sola. Sola, in quella strana notte incantata. Che
imprudenza, ragazzo.... Se la amassi davvero resteresti con lei. E invece stai
smaniando per tornare dai tuoi amici...
La ragazza si incammina guidata da una voce interiore. La voce di una donna
così simile alla sua eppure a stento riconoscibile. Il suo nome è Erii. Il
nome che le hanno dato all'ospedale, subito dopo la sua nascita, quando sua
madre, una ragazzina di tredici anni, ha deciso che di lei non voleva saperne.
Un nome anglosassone. Perché i suoi capelli biondi non avevano nulla di
nipponico. Il suo nome le piace anche se pochi riescono a pronunciarlo e sulle
labbra dei suoi amici il suo nome suona come Erii. Presto di Erii non ci sarà
più traccia. Non ha paura. Sta tornando a casa. Lei, che una vera casa non l'ha
mai avuta. E che a diciassette anni si sente terribilmente vecchia. Il bosco è
il suo regno. Anche se non lo ha mai attraversato prima. Non teme la presenza
del lupo delle favole. Poco prima ha incontrato il suo principe, ma ora il suo
volto è scomparso. La notte è il suo regno, la sua aria fredda, la sua
mancanza di chiarezza. Le forme sono una muta minaccia nella notte. Sempre.
Qualunque cosa esse siano sotto i raggi del sole. Il mondo muta intorno a lei. E
diventa qualcosa di riconoscibile. La sua città risorge. Perché ora lei sa che
c'è un solo luogo dal quale poter osservare il mondo degli uomini. E prenderne
possesso. Il suo simbolo la chiama. Il suo chiarore è caldo e armonico come
quello di una stella. Il suo simbolo era una stella. Una stella caduta dal
cielo, pochi attimi prima. Ma ora ha una forma. Che la chiamino 'peccato' o 'perdizione',
che diventi l'oggetto del desiderio del figlio di un Dio o che sia semplicemente
il simbolo di una contesa tra tre Dee prive di saggezza, quello è il suo cuore.
Una mela d'oro. Abbandonata come un frutto marcio caduto da un ramo. Eppure è
un dono giunto a lei dopo millenni. Stavolta nessuno competerà per essa. 'Alla
più bella' si legge ancora sulla superficie liscia. No... Non ti donerò a
nessuno questa volta... Sei soltanto mia... Pulsante di vita. Il mio cuore...
La lunga attesa sta per finire. Prendimi, sembra dire il frutto stregato. Ed
Erii cede alla tentazione come una nuova Biancaneve. Ma la mela non le porta la
morte. È un simbolo di vita. Di rinascita. Della sua rinascita. Erii svanisce,
un'ombra fuggevole in fondo alla coscienza di colei il cui nome faceva tremare i
bambini nelle notti di tempesta. Ora nuovi bambini impareranno a temerla. Eris,
Dea della Discordia. Un tempo scatenava guerre solo per fare piacere al Dio suo
fratello, il sanguinario signore degli eserciti. Ora verserà sangue solo per il
proprio piacere.
Il Cavaliere di Cassiopea sorride. Un piacere che non si concede spesso. Athena...
Falle male, Eris... Falle molto male...
Athena, che lei ha cercato per tutta la vita. E che ora sta chiudendo gli occhi
in una stanza simile a quella di una principessa, fra lenzuola di seta,
circondata da mobili antichi, e oggetti d'argento. Principessa... la tua
favola è finita.
-Stavolta la Dea della Saggezza ha trovato pane per i suoi denti.
Di nuovo quella voce che smania per essere ascoltata. Radamanthis. Si crede
onnipotente. Ma lei sa che in realtà non è altro che un mortale che spasima
perché il demone che dorme dentro di lui, il demone che gli impedisce di
invecchiare, si risvegli completamente. Quando lo ha conosciuto diceva di avere
ventitré anni. Quindici anni dopo ha ancora la stessa età. Lei sa che non la
guarderà più allo stesso modo quando il tempo scorrerà sul suo aspetto
mortale. Per questo deve affrettarsi. Prima che il potere che ha sul demone
umano al suo fianco svanisca.
Pane per i suoi denti... Radamanthis è molto fiducioso. Era certo della
vittoria anche quando il lato oscuro del Cavaliere di Gemini aveva preso il
sopravvento. E ha gridato come un pazzo quando la giovane Athena in extremis è
stata salvata. Quando il suo blasfemo sacerdote ha scelto di morire e di salvare
la propria anima. Era certo della vittoria anche quando il potere dell'Anello
del Nibelungo aveva preso possesso della mente di Hilda di Asgard. Un burattino
nelle mani di un altro burattino. Anche quando il pacifico Poseidon era stato
convertito alle forze oscure. Un alleato prezioso e involontario. Sono stati
così vicini al trionfo completo anche allora...
-Mi domando come tu sia riuscita a convincere Orfeo ad abbandonare sua moglie-
continua il mezzo demone, evidentemente di ottimo umore.
-Ho mentito- risponde il Cavaliere di Cassiopea. -Gli ho promesso che Pandora
avrebbe riportato in vita Euridice se lui si fosse dimostrato valoroso in
battaglia.- Valoroso in battaglia. Questo vuol dire riportare come trofeo le
teste mozze di almeno un paio dei Cavalieri di Athena. Odia fare promesse in
nome di Pandora. Quasi quanto odia Pandora stessa. Ma la farsa di Orfeo e della
sua sposa prigioniera degli inferi va avanti da tempo immemorabile e sta ormai
sfiorando il ridicolo.
Radamanthis ride compiaciuto. Poi appoggia una mano sulla spalla del Cavaliere.
Lei lo lascia fare, indifferente. -Da adesso le operazioni sono in mano tua.
Tieni d'occhio Eris. E fa che niente vada storto. Quella pazza è convinta che
potrà prendere possesso dell'energia di Athena... voglio che continui a
crederlo. Fino a quando entreremo in scena noi.
Il Cavaliere annuisce. Le operazioni sono in mano tua... Che modo bizzarro di
esprimersi. A volte si chiede se Radamanthis non guardi troppi film di
guerra... Quanto ad Eris, lei ha mentito ad Orfeo. Le alte sfere hanno
raccontato una menzogna ad una divinità. Un rischio. Ma Eris non è così
potente come il suo cervello megalomane è portato a credere. E la cosa la
preoccupa. Perché l'esercito di Athena non può essere sottovalutato.
L'esercito di Athena. Lei lo sta profanando proprio in questo momento. Ma il
fatto che indossi un'Armatura destinata a un difensore di Athena non sminuisce
il suo odio per la Dea. La Dea che presto sarà morta. Athena. Eris vuole la sua
forza. Perché Athena è stata benedetta da Zeus con il dono di un aspetto
incantevole. Ed Eris la invidia. Presto sarà solo carne morta. I suoi Cavalieri
cadranno uno dopo l'altro. Non perché Eris sia invincibile. Ma perché le è
stato concesso un esercito notevole. Orfeo, il primo dei risorti, e la sua Lira
incantata. È disposto a tradire la Dea a cui ha giurato fedeltà e tutto per
amore di sua moglie. Uno strumento eccellente. Maya e le sue frecce mortali. Un
figlio del sedicesimo secolo. Ha bisogno di sentirsi di nuovo utile ad una
causa. Anche se è quella delle tenebre. Christo della Croce del Sud, ambizioso
e letale. Yan dello Scudo. Dicono che in vita fosse un poeta. E poi Jagger di
Orione, uno dei guerrieri più valorosi della storia. Si dice di lui che abbia
combattuto al fianco di Athena durante la Prima Guerra Santa. Ora sarà artefice
della sua sconfitta. E se non dovesse bastare ci penserò io... Schiaccerò
il tuo viso delicato sotto i tacchi dei miei stivali, Athena...
Il Cavaliere di Cassiopea sorride nel buio. Voglio sentirla urlare...
-Sta tranquillo, Radamanthis. Neppure un miracolo potrà salvarla questa volta.-
E d'altra parte io ai miracoli non ho mai creduto...
2
Saori Kido. Diciassette anni. Un patrimonio inestimabile. La tendenza a guardare
il mondo dall'alto in basso. Quella mattina si è svegliata e dentro di lei
c'era solo Saori Kido. Una bella faccia da rotocalco. Una delle ragazze più
invidiate del pianeta. Un evento raro che merita di essere festeggiato.
Svegliarsi e sentirsi se stesse, senza quella strana nebbia che avvolge i
pensieri trasformandoli in qualcosa di alieno e mandando al cervello input
apparentemente incomprensibili ma che qualcosa chiamata coscienza comprende
perfettamente senza bisogno di ulteriori spiegazioni. Athena è sempre più
invadente. Qualunque cosa sia. Qualunque sia il significato della parola 'Dea'.
È dentro di lei. L'ha scelta come guscio mortale. Le lascia i ricordi, le
esperienze vissute, i sentimenti a volte, ma le fa fare cose che la giovane
ereditiera Saori Kido non farebbe mai. Come sfidare il freddo polare indossando
solo un peplo di lino. La tragedia con Athena è che lei ha sempre ragione e
sempre più spesso Saori non riesce più a stabilire un netto confine tra Lei e
Me. I suoi pensieri, la sua forza, il suo Cosmo splendente fanno sempre più
parte di lei. Ma non sa ancora se Athena voglia fondersi completamente con Saori
o semplicemente annullarla. Per questo prova sollievo ogni volta che la sua
parte umana prende il sopravvento. Potrebbe chiamarlo 'istinto di sopravvivenza'.
Non l'ho chiesto io, dopo tutto. Ne avrei fatto a meno. Cerco di adempiere ai
miei doveri meglio che posso, ma comunque non l'ho chiesto io. Ma d'altra parte
se Lei non fosse Me io probabilmente non sarei qui. Da un'altra parte del mondo,
con un altro nome e forse una famiglia comune, ma comunque non qui...
Quella mattina si sente in pace con se stessa e non è dell'umore adatto per
rimuginare di nuovo sulle proprie misteriose origini. Forse il merito è della
bella giornata che lei e i ragazzi hanno trascorso all'orfanotrofio. Le piace
quel posto. La fa sentire normale. E forse la aiuta a riflettere sulla propria
fortuna. I bambini hanno organizzato una vera e propria festa in loro onore. Per
loro i ragazzi assomigliano agli eroi dei fumetti. Idoli da imitare. E in fondo
Saori li considera dei modelli eccellenti. Hyoga... Hyoga sembrava estremamente
interessato a quella ragazza... Erii. Una delle istitutrici. Poco più di una
bambina lei stessa. Un'orfana che probabilmente non lascerà mai quel posto e
che si occuperà per tutta la vita di bambini sfortunati quanto lo è stata lei.
Una ragazza deliziosa... Dovrà convincere Hyoga ad invitarla fuori un giorno o
l'altro. I suoi Cavalieri sono straordinari in battaglia, ma nelle relazioni
sociali sono dei veri e propri orsi. Ignari di come si corteggia una ragazza.
Tranne Seiya. Il suo incredibile Seiya. Quel ragazzo è in grado di conquistare
chiunque... Ma chi ha conquistato te, Seiya? Saori crede di conoscere la
risposta e non può negare che un po' le fa male. Le fa male vedere qualcosa che
sfugge allo stesso Seiya. Ma che anche lui non potrà evitare di vedere ancora
per molto. Miho è innamorata di lui. La sua amica del cuore. Sono cresciuti
insieme. Ragazzini senza una famiglia che si sostengono l'uno con l'altra. E lui
le ha dato corda. Una ragazza perfetta per un guerriero che ha bisogno di riposo
dopo lunghe battaglie. Un piccolo angolo di normalità. Miho che cucina
fantastiche torte alle mele. Che ama sgranocchiare pop-corn guardando film di
prima visione. E che ascolta Robbie Williams con gli occhi sognanti. Una ragazza
normale. Ma adesso qualcosa è cambiato. Qualcosa ha interrotto la commedia.
Nella giornata di ieri Seiya si è comportato gentilmente con lei. Eppure Saori
non ha potuto non notare un certo distacco da parte del ragazzo. I suoi occhi
non si accendono più quando si trova vicino a lei, come quando combatteva nella
Guerra Galattica e lei riusciva a sostenerlo con la sua presenza. Quei giorni
sono andati per sempre. Povera Miho. Il suo primo amore sta prendendo il volo.
Forse se ne è accorta ma ha finto di non vedere. È dura lasciare andare
qualcosa di così bello. Saori vorrebbe dire a Seiya di parlare chiaro alla
ragazza ma questo vorrebbe dire obbligarlo a una scelta definitiva. "Scegli
la tua compagna per la vita, Seiya, e fallo immediatamente..." Non si può
chiedere una cosa del genere ad un ragazzo della sua età. E c'è anche
dell'altro. Saori sa che non sceglierebbe Miho. Ma non è questo che mi
frena. Quanto il pensiero che probabilmente non sceglierebbe nemmeno me. Ho
sempre creduto che fra di noi ci fosse qualcosa di speciale. Qualcosa che
trascende il legame che si instaura fra una Dea e il suo Cavaliere. Ho creduto
che mi amasse. Che in me vedesse Saori e non Athena. Forse lo ha creduto anche
lui. Lo leggevo nei suoi occhi. Ma questo è stato prima. Prima che lei passasse
dalla nostra parte. Prima che lei rimettesse in discussione attimo per attimo
l'intera esistenza di Seiya. Prima di Shaina.
Saori scuote la testa con un movimento molto teatrale. Non vuole pensarci per il
momento. Non è solo la vita di Seiya ad essere stata messa in discussione negli
ultimi mesi. Non è certa di voler rivaleggiare con Miho e Shaina per il cuore
di Seiya. Le sembra scorretto nei confronti di entrambe. Nei confronti di Miho
che ha fatto di lui l'astro intorno a cui ruota come un piccolo satellite. E in
quelli di Shaina che le è fedele e che darebbe la vita per la causa di Athena,
nonostante riconosca in lei una rivale in amore. Certo, se fosse lui a venire
da me... a dirmi che è solo me che vuole... La giovane donna sorride
all'idea. Lei e Seiya che passeggiano insieme tenendosi per mano... Io
diventerei... cosa? La sua ragazza? Assurdo...
Saori batte nervosamente il frustino contro i suoi stivali da amazzone, alti e
lucidi, nuovi di zecca. Non ci siamo mai nemmeno baciati... Probabilmente ha
baciato Miho... Chissà se Shaina... Seiya è rimasto davvero male quando lei
non ha voluto seguirci a Tokyo dopo la sconfitta di Poseidon...
Saori attraversa spedita l'atrio. E io... io sono stata contenta in cuor mio
che lei se ne restasse in Grecia... Perché... Perché... più restano vicini e
più si legano l'uno all'altra...
Sente il bisogno irrefrenabile di una bella galoppata per schiarirsi le idee.
Non lo fa da un pezzo, da poco prima della partenza per Asgard...
-Signorina Saori!
Dannazione, dannazione, dannazione!
Saori si volta, dicendo mentalmente addio al suo pomeriggio di relax. Tatsumi è
sempre impeccabile. Sembra sempre sul punto di andare ad una cena di gala. Ed è
specializzato nel comparire nei momenti meno opportuni. Il suo irreprensibile
tutore. -Cosa c'è, Tatsumi?
-Sta andando a cavalcare?-
-Evidentemente sì!-
-Una persona desidera vederla. Ma dal momento che sta andando a cavalcare gli
dirò che è uscita.- Tatsumi si allontana come se considerasse la conversazione
finita. Evidentemente è certo di aver preso la decisione migliore.
Una persona? -Tatsumi, potresti almeno dirmi chi è!-
L'uomo torna a guardarla e per un attimo sembra esitare. -Julian Solo.- Dice con
evidente disgusto, come se avesse pronunciato il nome di un criminale nazista.
Saori trema. Julian Solo.... Solo due mesi prima ha tentato di affogarla. Di
trasformare il mondo in un gigantesco oceano. Ma non era lui. Non era l'ultimo
rampollo di una famiglia di pirati miliardari. Era Poseidon. Il fratello di
Zeus. O meglio ancora, l'ombra oscura che manovrava il Dio... -Dì al signor
Solo che sarò subito da lui.- Perché è venuto in Giappone?
Tatsumi fa una smorfia di disapprovazione ma obbedisce. Saori vorrebbe tanto che
il suo tutore tenesse per sé le proprie opinioni. Julian Solo. L'affascinante
Julian Solo. Per circa mezz'ora ha creduto di potersi innamorare di lui. Ma si
è svegliata in fretta. Saori lo ha privato dei ricordi riguardanti i suoi
ultimi mesi di vita. Il periodo vissuto nei panni di Poseidon. L'anima del Dio
è prigioniera in un'anfora stregata nel profondo degli oceani. Ma qualcosa di
Poseidon in lui deve essere rimasto dal momento che ha trascorso le ultime
settimane passando da un'opera di beneficenza all'altra, per rimediare alla
catastrofe da lui causata... E poi Sorrento, l'ultimo dei suoi Generali Marini
che è ancora al suo fianco... Avrò le mie risposte, pensa Saori. Devo
sapere se Julian Solo è ancora una minaccia per me. Spero solo che non
ricominci con le sue proposte di matrimonio. Anche se non può negare di
essersi sentita estremamente lusingata.
3
Perfetto. Tutto ciò che un uomo dovrebbe essere per essere definito
affascinante. Mani curate, ma forti. Completo grigio di sartoria, ma non troppo
chic. Gambe accavallate. Eleganza in ogni minuscolo movimento. Julian Solo siede
su un divano come se si trovasse su un trono. Ma non si tratta di una posa
studiata. È puro istinto. Ma qualcosa è cambiato nel suo sguardo. Un
impercettibile tremito delle ciglia. Saori vi legge solo tristezza e si chiede
dove sia finita la sua arroganza fieramente ostentata solo qualche settimana
prima. Quella arroganza che non gli ha permesso di avvertire l'approssimarsi
della sconfitta. -Cedimi o muori.- Questo in sintesi è stato ciò che le ha
detto Poseidon, offrendole il suo regno e mettendo sull'altro piatto della
bilancia la sua vita. Quando si volta verso di lei l'espressione di Julian è
quasi smarrita, come se volesse chiedere aiuto. Si alza e si dirige verso di
lei, accenna a prenderle la mano e poi si blocca, sorprendendola. Quella
discrezione è un elemento assolutamente estraneo alla personalità del ragazzo
che le sta di fronte.
-Signorina Saori...-
-Julian Solo... che sorpresa... Cosa ci fa in Giappone?- Saori si congratula con
se stessa per il proprio autocontrollo. In realtà vorrebbe scappare. Ma non
c'è traccia di emozione nella propria voce. Spera che anche il suo volto sia
completamente impassibile.
-Io... sono qui per affari e ne ho approfittato per farle visita. Mi perdoni se
sono stato invadente. Non ci siamo più visti dalla sera del mio compleanno...
almeno credo...-
Saori lo fissa negli occhi. Occhi inquieti... azzurri come il mare in autunno...
È assolutamente sincero. Non sta tentando qualche strano trabocchetto. Forse
spaventato. Spaventato dal vuoto che si è impadronito della sua mente. E lei si
sente in colpa e vorrebbe chiedergli scusa. Perché si è presa il diritto di
giocare con il suo cervello. Di decidere per lui cosa dovesse ricordare. -Sì...
io... temo di non essere stata troppo cortese in quell'occasione- Il senso di
colpa aumenta e lei non riesce a dominarlo. Si è comportata da vigliacca quella
sera. Perché ha avuto paura. Ha avvertito il Cosmo di Julian dominarla con
tutta la sua potenza. Un Cosmo vasto come l'oceano. Ed è fuggita fingendo che
nulla fosse successo. Mentre avrebbe dovuto affrontarlo subito. Riconoscerlo
come un suo pari ed accettare la sua sfida. Forse quella tragedia avrebbe potuto
essere evitata. Il dramma di Hilda e del suo popolo. E poi tutte le vite umane
perse durante l'alluvione...
-Spero di non sembrarle inopportuno ma, mi creda, ho davvero bisogno di parlare
con lei.-
Ci siamo, pensa Saori. Non avrei mai voluto che succedesse questo. Dovrò
mentire. E sperare che lui non capisca. Mi dispiace, Julian. Mi dispiace
davvero.
-Julian...- Saori gli prende la mano, d'istinto, senza rifletterci. -Come puoi
vedere stavo uscendo. Avevo intenzione di fare una cavalcata. Ma posso dedicarti
qualche minuto, purché non restiamo in casa. A volte trovo soffocanti queste
mura. Ho bisogno di uscire...
4
Ci si può perdere in questo parco... Saori cammina ascoltando Julian
solo a tratti. Ha passato la sua infanzia esplorando ogni palmo del giardino di
Villa Kido. È il suo regno più di quanto non lo sia il Santuario di Atene. Lui
le parla dei suoi affari. Di come abbia acquistato una nuova piccola
flotta di quattro mercantili. E lei attende, più calma di quanto avesse
immaginato. Perché sa cosa Julian sta per chiederle. E non si tratta di
telepatia ma della consapevolezza di essere la causa principale del suo
smarrimento.
-Saori...-
Ci siamo. Andrà tutto bene...
-Probabilmente sai dei problemi che ho avuto... La stampa internazionale ci
si è buttata a capofitto.
Saori trattiene il fiato. Certo che conosce i suoi problemi. I giornali hanno
sezionato la sua vicenda con crudeltà chirurgica.
-Ciò che si sa è che la sera del mio compleanno sono letteralmente scomparso
nel nulla. Senza dire una parola a nessuno. Sei mesi dopo mi hanno ritrovato
privo di sensi a Sunion Cape, con gli stessi abiti che indossavo il giorno della
mia sparizione. E non ricordo assolutamente nulla di ciò che mi è successo. So
solo che da allora ho questo strano senso di angoscia che mi perseguita.-
Saori sospira. Il tuo senso di colpa è più potente del mio Cosmo...
-Non vedo come io possa aiutarti...-
Julian si ferma e la guarda e lei si sente di nuovo indifesa. I suoi occhi blu
sembrano volerle scrutare nell'anima. "Io e te siamo simili... simili...
simili..." Come quella sera, quando le ha parlato senza aprire bocca. Questo
potere... non è il potere di Poseidon, e allora perché sento che potrebbe
farmi a pezzi solo guardandomi? -Saori, l'ultima cosa che ricordo è di
avere parlato con te...-
-Sì. Questo è possibile. Ho rifiutato una certa offerta, mi sembra...-
Stavolta è il turno di Julian di abbassare gli occhi. Non credevo che fossi
in grado di arrossire, Julian Solo... -Temo di essermi reso ridicolo...-
Saori sorride. La definizione le sembra giusta. L'intera situazione le sembrava
ridicola. -Forse. Ma in un'altra occasione avrei potuto accettare... per esempio
se tu me lo avessi chiesto fra una decina di anni...-
Julian sembra più rilassato. Probabilmente il suo ego ferito si sente meglio.
-Perdonami. Davvero, Saori. Ma quando ti ho vista non ho capito più niente.
Sembravi uscita dai miei sogni. Ho perso la testa. È diventato faticoso
mantenere la lucidità. E... lo so, sembra incredibile... ma ho pensato 'se la
lasci andare via sei un pazzo...'-
-Sei troppo gentile...- La conversazione sta prendendo una piega pericolosa. -Mi
auguro che tu sia rinsavito, Julian...-
-Per niente- è la sua risposta. Ed è molto serio.
-Comunque,- Saori sa che deve tagliare corto. Non può vincere con Julian
giocando con le sue regole. Anche se non ne capisce il motivo, sa che ne
uscirebbe sconfitta. -Non so davvero come aiutarti. Non è successo nulla di
strano quella sera. Subito dopo aver parlato con te ho lasciato la festa e sono
tornata in albergo. Ed è stata la prima e l'ultima volta in cui ci siamo
visti...- Non è abituata a mentire ma crede di esserci riuscita piuttosto bene.
Grazie al cielo l'incorruttibile Athena ora è nascosta da qualche parte dentro
di lei. Anche se le dispiace. Le dispiace per quello che ha sempre considerato
un arrogante bastardo presuntuoso. Non sopporta l'espressione sconfortata sul
viso di Julian. L'espressione di chi si aspettava un miracolo ed è stato
deluso. Vorrebbe poter dire qualunque cosa per consolarlo. Una sensazione che la
stupisce. -Senti... so che forse ti sorprenderò ma, mi piacerebbe pranzare con
te prima che tu riparta...- No... no... accidenti... che diavolo ti è venuto
in mente?
-Parli sul serio?- le domanda Julian con un sincero stupore dipinto sul viso.
Vorrei saperlo anch'io... che cosa faccio? Ho voglia di uscire con lui o lo
sto facendo solo perché mi sento in colpa? Se qualcuno ci vedesse insieme...
finiremmo sulle copertine di tutti i giornali... Mi immagino i titoli...
Solo-Kido; è vero amore? Divertente però... -Certo che parlo sul serio...
se però prometti di non trovare qualche altra idea stravagante come quella del
matrimonio. Non che non mi faccia piacere subire la tua corte ma ho solo
diciassette anni, sai...-
-Promesso. Niente matrimonio. E nemmeno tentativi di seduzione che solitamente
sono il mio piatto forte. Aspetterò la tua maggiore età.- Julian le strizza
l'occhio e all'improvviso sembra semplicemente un adolescente viziato. -Un
ultimo favore, Saori...- Lei lo guarda perplessa, mentre Julian fruga nella
tasca interna del suo soprabito per estrarne una macchina fotografica, piatta e
rettangolare. Un oggetto da spie. -Una fotografia per ricordarmi di oggi.
Succedono cose strane quando si chiacchiera con te. Meglio non correre rischi.
Potrei svegliarmi domani senza ricordare di essere completamente pazzo di te...
E poi sei bellissima vestita da cavallerizza...-
-Solo questo?-
-Solo questo... vieni qui...-
Un gesto della mano e lei obbedisce come un cucciolo. Lo lascia fare anche
quando le circonda le spalle con un braccio e piazza l'obiettivo davanti alle
loro facce.
Vuoi imprigionare la tua memoria. Ridicolo, pensa. E sorride, divertita.
No, non ho sbagliato, Julian. Lo scatto è appena udibile. Sono di nuovo
tua prigioniera, è così?
Poi Julian allenta la sua stretta. Saori si sente sollevata.
-Allora... passo a prenderti domani a mezzogiorno.- Le dice baciandole la mano
come un gentiluomo dei tempi andati. Una sua collaudata abitudine. Lo ha fatto
anche prima di annunciarle che intendeva sterminare la razza umana. Ma questa
volta mi ha fatto venire i brividi... C'è qualcosa che non va... Saori lo
osserva mentre si allontana con quei lunghi capelli cerulei mossi dalla brezza
autunnale e il passo elegante e sicuro. Forse ha trovato ciò che stava
cercando. Lui è il principe azzurro... ma io sono una principessa restia.
5
Il Cavaliere di Cassiopea attende nella città quasi deserta. Le mura antiche
sembrano in attesa di nuovi suoni di vita. I dormienti si destano. L'aria si fa
elettrica mentre il loro odio acquista nuova forza. I prigionieri urlano nelle
segrete. Da millenni agonizzano nelle prigioni di Eris ed ora il loro dolore si
è fatto di nuovo concreto. I templi della Discordia tornano al loro antico
splendore, risorti in quel luogo mai toccato prima dal suo culto sanguinario.
Nell'acqua di una fonte il Cavaliere osserva la giovane amazzone cavalcare
mentre mille pensieri corrugano la sua bella fronte. Avverti qualcosa, Athena?
Riesci a sentire la minaccia che incombe su di te? Lo specchio naturale
risponde ai suoi comandi quando lei gli chiede di poter ascoltare i pensieri
della Dea...
È solo Julian...non ci pensare...perché ti sembra diverso?...Seiya... Seiya
è un'altra cosa...Non assomiglia a Julian...sono come il giorno e la notte...
allora io...
Il Cavaliere di Cassiopea scuote la testa, disgustata. Quella è la donna
che ha sconfitto Poseidon. Che ha annientato i sogni di gloria di Saga. La Dea
della Guerra Giusta è presa da pensieri d'amore come una qualunque
adolescente.... Il Cavaliere si concentra di nuovo sulla scena che l'acqua le
riferisce con fedeltà. Athena, la grande Athena, non è altro che una
ragazzina... e ora sta per scoprire che cosa sia la paura
Il cavallo grigio si imbizzarrisce trovandosi di fronte Erii. Uno sguardo
maligno, un sorriso crudele. Non più Erii. Non più la tenera ragazza che ama i
bambini. Ma Eris. La figlia della Notte. Subito dopo Athena è a terra priva di
sensi. Non ha avuto il tempo di difendersi, e forse nemmeno quello di capire. Il
Cavaliere esulta. È nostra. Eccellente, Eris... Davvero eccellente. Ora la
faremo soffrire. Sotto il palmo della sua mano la superficie si increspa e
torna ad essere solo un comune specchio d'acqua in attesa di un nuovo
incantesimo che risvegli il suo potere nascosto.
E ora pensiamo al Signore del Mare...
6
Non ha mai imparato il giapponese. Quegli strani ideogrammi gli fanno girare la
testa. Ci ha provato per anni ma è stato più forte di lui, nonostante suo
padre lo ritenesse necessario perché i migliori affari sono sempre stati quelli
conclusi con la Graude Foundation. Con Saori ha parlato in greco. È stata una
cosa assolutamente spontanea. Non c'era traccia di accento nella voce della
ragazza. Solo una vaga traccia di... arcaico. Qualcosa di assolutamente
indefinibile.
- C'è molto traffico, signor Solo.- Lo informa l'autista. Il suo inglese invece
è caratterizzato da un forte accento.
Julian vorrebbe scendere dalla limousine e procedere a piedi. Si sente sempre
più a disagio in situazioni simili. L'ostentata ricchezza della sua famiglia lo
infastidisce ogni giorno di più. Non si tratta di disprezzo, ma di qualcosa di
più profondo. E la tentazione di mollare tutto è ancora fortissima. Come
quando ha detto a sua madre che non intendeva più occuparsi dell'azienda di
famiglia. -No, Julian. No. Non puoi farmi questo. Non capisci? Sei l'unica cosa che mi resta da quando è morto tuo padre e credevo di averti perso per sempre. Tu non sai cosa ho passato quando
sei scomparso. Continua pure ad occuparti delle tue opere benefiche se vuoi.
Ultimamente non sembri pensare ad altro. Ma non farmi questo. Non lasciare che
il nostro patrimonio finisca in mani estranee.- E lui ha piegato la testa di
fronte a sua madre. Ma la sensazione di essere prigioniero in una gabbia dorata
non è scomparsa. Ed ora è in cerca di una risposta qualunque. Perché sente
che le persone che gli stanno intorno sanno e non vogliono parlare. Sorrento.
Apparso dal nulla una mattina in riva all'Egeo. Uno sconosciuto che gli ha
offerto il suo aiuto, una strana creatura in grado di placare gli animi con il
suono del suo flauto. Si è fidato istintivamente di lui fin dal primo momento.
Senza un motivo preciso. Eppure è certo che Sorrento sappia esattamente cosa è
accaduto nei giorni che la mente di Julian ha cancellato. E poi Saori... gli
manca il fiato ogni volta che pensa al suo viso. Ed è stato così fin dal primo
istante. Gli è bastato guardare Saori per capire finalmente cosa voglia dire
perdere la testa. Lei è il suo ultimo ricordo nitido. Ha fatto una figura
pessima chiedendole di sposarlo quando si erano conosciuti da meno di un'ora. E
poi il nulla. Rabbia, delusione, orgoglio ferito... Saori che si allontana
piantandolo in asso. E il vuoto. Per questo è corso da lei. Ma nemmeno lei ha
le risposte. Però, i suoi occhi... I suoi magnifici occhi neri hanno annullato
ogni sua difesa ancora una volta. Non puoi amare in questo modo una donna che
conosci appena... Vorrei... Vorrei ascoltare il rumore del mare in sua
compagnia... Il mare... Saori... mi sta parlando... eppure non è lei... ? 'Non
voglio essere coinvolta nell'ennesima guerra, Poseidon. Tu vuoi dominare
l'Attica e anch'io. Ma siamo entrambi stanchi di combattere. Rimettiamoci al
volere del sommo Zeus...' Julian spalanca gli occhi. È stato il silenzio a
strapparlo via da quello strano sogno. Uno strano disagio gli attanaglia le
viscere. Il suo cuore inizia a battere più forte quando vede l'autista privo di
sensi accasciato sul volante. Il tonfo di qualcosa sul cofano dell'auto lo fa
sobbalzare. Istintivamente la sua mano cerca la chiusura della portiera. È una
figura umana quella che lo fissa dal parabrezza. Una donna coperta da una strana
corazza lucida come uno specchio. Il suo volto è celato dal mantello bianco. In
una frazione di secondo Julian pondera la possibilità di gettarsi fuori
dall'auto e correre a perdifiato. Ma la realtà attorno a lui sembra essere
mutata. Le strade di Tokyo sono scomparse. C'è solo il riflesso della Limousine
ripetuto centinaia di volte in un grottesco gioco di specchi. Poi il parabrezza
va in frantumi...
7
Tokyo vista dall'alto in una giornata senza nubi, sembra una città come tutte
le altre. Un sole chiaro in un pomeriggio autunnale che sembra presentarsi
sereno, come se volesse benedire una pace solo provvisoria. L'aereo inizia senza
scossoni la fase di atterraggio. Il volo è stato tranquillo. La giornata è
splendida. Una maschera falsa. Shiryu è troppo teso per riempirsi gli occhi con
quella che considera la sua seconda casa e che sta per accoglierlo come una
culla. Seconda casa. Seconda nei suoi sentimenti. Nonostante vi sia nato,
perché la sua anima appartiene a Rozan. Alla scintillante cascata di Goro-Ho.
Ma qualcosa ha interrotto il suo riposo in Cina. La quiete non si addice a un
Cavaliere. Uno strano turbamento ha reso improvvisamente vigili tutti i suoi
sensi. La sensazione fin troppo nota di nubi che si addensano all'orizzonte. Una
forza maligna, secondo il maestro. E il maestro non sbaglia mai. Con aria
pensosa ha aggrottato la fronte dalle rughe centenarie e ha individuato la fonte
della minaccia. I suoi occhi saggi si sono spalancati. Una forza chiamata
Discordia che da sempre alimenta col sangue umano la propria follia. Che gode
del dolore e dell'odio. Qualcosa con cui Athena dovrà confrontarsi, perché lei
è la custode dell'unica sicurezza del pianeta. Le sue spalle esili portano
quell'onere fin dalla nascita. Per questo Shiryu ha lasciato il suo paradiso, la
sua casa e il suo amore; per correre da lei, la sua Dea, colei che conta più di
tutto il resto. Che nutre il suo spirito con la sua luce splendente. E avvertire
i propri compagni che una nuova minaccia incombe su di loro. Compagni e
fratelli. Per dire loro che il momento di quiete è finito e che presto le loro
corazze di bronzo, appena restaurate vestiranno di nuovo i loro corpi. E che ci
saranno nuove ferite e nuovo dolore. E prega di essere in tempo. Prega perché
la Discordia non si sia già mostrata in tutta la sua violenza. Che le sue mani
non si siano bagnate del sangue della sua Dea. Prega perché il male non si sia
già scatenato. Che i suoi fratelli non siano stati colti impreparati. Sa che è
stato un errore abbassare la guardia. Non è lecito distrarsi quando la vita di
Athena dipende solo da loro. Spera che lei sia ancora al sicuro a Villa Kido.
Rilassata e felice. Deve essere così... e allora perché non avverto la
serenità del Cosmo di Saori? Zeus, ti prego, fa che lei stia bene...
8
La notte è troppo tranquilla e serena per essere quella in cui il male potrebbe
trionfare definitivamente. C'è solo il suono innamorato di qualche grillo che
non si è reso conto che l'estate è finita. Eppure la voce di Mu dell'Ariete
che ha interrotto il suo sonno è stata molto chiara. Non si è fermata a
pensare. Ha lasciato il suo alloggio per correre verso le Dodici Case. Quando
raggiunge il primo Tempio il Santuario di Athena è avvolto nel silenzio.
Perfino il grillo sperduto ora tace in segno di rispetto o forse di paura. Ma
nella sua testa rimbomba una parola più insistente del verso di qualunque
insetto. Leparus... Leparus... Leparus... Mu la attende sulla soglia,
completamente armato, con un'espressione cupa sul viso solitamente sereno.
Dicono che sia la persona più saggia al Santuario. Nonostante Shaka della
Vergine abbia quasi raggiunto la perfezione assoluta. Ma Shaka della Vergine non
ha l'umanità che rende Mu superiore.
-La cometa Leparus- dice il Cavaliere mentre un'ombra passa nei suoi occhi
viola. Come se le avesse letto nel pensiero.
-Leparus...?- domanda lei. Sì, il nome che non vuole andarsene dalla mia
testa. Come un tarlo che mi rode il cervello. Shaina trema mentre un fiume
di immagini invade la sua mente. Immagini di carni straziate e di dolore. E vede
una donna che ride con uno sguardo folle e il corpo ricoperto di sangue. Una
creatura soprannaturale dalla pelle bluastra e dalla bellezza insostenibile. La
voce di Mu le giunge come un'eco lontana, un'ancora che la riporta alla realtà.
-La Dea della Discordia si è risvegliata. La Dea rifiutata perfino dai suoi
simili. La Reietta, la figlia della Notte, la sorella del Dio della Guerra.
Nessun sigillo blocca più il suo nefasto potere. Non è più prigioniera della
Cometa Leparus. È libera e spietata. Tutti noi abbiamo avvertito il male
esplodere come un fiume di melma che nulla risparmia al suo passaggio, un fango
putrido che potrebbe inghiottirci tutti. E il Cosmo di Athena indebolirsi...
Shaina rabbrividisce. Athena è il suo faro. Nonostante non provi che rancore
nei confronti della donna nella quale la Dea è rinata. Ma è un sentimento
umano. La luce che la avvolge in presenza della Dea non ha nulla di umano. È un
calore benefico di cui non sa fare a meno. -Stai dicendo che Athena...- No,
non la nostra Dea... Mu, dimmi che la nostra Dea sta bene!
- È viva- dice Mu e Shaina riprende a respirare. Per un istante ha provato solo
un cieco senso di panico. -Ma temo che la Dea della Discordia voglia la sua
vita...
Questo non è così strano... In molti hanno tentato di prendere la sua vita,
ma...
-Seiya e gli altri non lo permetteranno e tu lo sai!
Mu le sorride, e Shaina non può fare a meno di notare una certa ironia nella
sua espressione. L'espressione di un adulto che guarda una bambina. Lo so...
So che i miei sentimenti sono noti... e che la corazza che mi sono costruita
intorno si è rivelata per quello che effettivamente è, una maschera più
pesante di quella che copre il mio viso...
-Shaina, la minaccia è più grande di quanto immagini. Più grande di tutte
quelle affrontate finora. Una forza oscura manovra nell'ombra. Credo che sia per
affrontare questa forza che Athena sia rinata nella nostra epoca. Una forza
spaventosa...- continua Mu. Quel turbamento nei suoi occhi si è fatto più
intenso. Ed offusca il suo sguardo in modo minaccioso. Un brivido percorre la
pelle di Shaina. Un brivido di terrore. Di nuovo un nemico che non si mostra.
E che può colpirci alle spalle. Come al Santuario... Come ad Asgard...
-Chi?- chiede, con un tono fin troppo arrogante ma che non riesce a controllare.
Sapevi che dietro la maschera del Sacerdote si nascondeva un impostore e hai
taciuto. Nonostante esercitasse il suo potere su questo luogo con il pugno di
ferro. Ora devi parlare...
-Non lo so- risponde Mu socchiudendo gli occhi. E Shaina capisce che è sincero.
Sincero e frustrato. E all'improvviso prova rabbia, perché ogni parola detta la
trattiene lontano dalla battaglia.
-Ma allora cosa diavolo state aspettando voi Cavalieri d'Oro ad intervenire?-
grida dimenticando il rispetto che deve ad un suo superiore. Dovrebbero essere
al fianco di Athena, ora...
-Ci è stato proibito di lasciare il Santuario. Perché credi che non siamo
intervenuti durante la battaglia con Poseidon? Il Cavaliere di Libra ha
ordinato...
-E la sua parola è quella di Athena!- Una parola che stava per ucciderci! Shaina
vorrebbe urlare. Poi ricorda che proprio l'Armatura di Libra è stata
indispensabile per la liberazione di Athena durante l'ultimo scontro. Ma non
riesce ad essere grata al maestro di Goro-Ho per questo. Lui sta impedendo ai
Cavalieri d'Oro di proteggere Athena... Come se avesse ascoltato i suoi pensieri
Mu parla di nuovo.
-Non sai quanto mi pesi non poter intervenire in soccorso della mia Dea.
-Beh, io non sono un Cavaliere d'Oro, quindi vado a Tokyo immediatamente!- E
tu lo sapevi. Per questo mi hai mandata a chiamare... Sapevi che niente mi
avrebbe fermata...
Mu annuisce, concedendole la sua benedizione. Shaina la accetta anche se sa di
non averne bisogno. Sarebbe partita comunque, anche se tutti Cavalieri d'Oro si
fossero messi sulla sua strada.
-Qualcuno ha idea di dove sia finita Marin?- Al loro ritorno dal regno
sottomarino non hanno trovato Marin al Santuario. Aiolia ha detto a Seiya che la
sua maestra era partita subito dopo la fine della pioggia. Seiya l'ha presa
male. Shaina sa quanto desideri scoprire se dietro la maschera di Marin si
nasconda in realtà sua sorella... Quanto a lei, le farebbe piacere averla come
compagna di viaggio. Ha sempre avuto un'immensa stima per lei. Anche quando
erano su fronti opposti...
-No- le risponde Mu. Probabilmente Marin sta occultando il suo Cosmo.
-Spiacente, ma dovrai andare da sola...
-Questo non è affatto un problema...- La voglia di combattere si riaccende in
lei. La sua corazza appena riparata la attende. Sa che la battaglia è vicina. E
che Athena ha bisogno del suo aiuto. E non solo Athena...
9
Villa Kido... Villa Kido è una reggia. Perché lei deve vivere in una
reggia? Di nuovo quel senso di rabbia acuta... Sergej è morto perché tu
potessi vivere come una principessa... Il braccio sinistro della sua
Armatura è lucido come il cristallo. e trasporta i suoi occhi ovunque vogliano
andare. In quegli istanti il Cavaliere di Cassiopea non è più in quell'umida e
fetida segreta. Non sente più il gocciolio insistente dell'acqua né i passi
minuscoli dei topi sulla pietra vecchia. È con tre ragazzi in un salotto di
Villa Kido. Tre ragazzi preoccupati per la scomparsa della loro Dea. Il
Cavaliere di Cassiopea conosce i loro nomi e la loro forza. Li ha osservati per
lungo tempo. Ma non li teme. Lei ha la rabbia dalla sua parte. Il ragazzo seduto
sul divano si chiama Seiya ed è il più pericoloso. Athena ha una predilezione
per lui. Cassiopea sonda i suoi pensieri. È in ansia per la figlia di Zeus. Ma
c'è dell'altro. Il Cavaliere di Cassiopea conosce quel tipo di sensazione,
quello strano turbamento che rende i pensieri del ragazzo meno lucidi del
solito. Il piccolo Seiya è innamorato e ha paura di quello che prova. Chi?
Athena? o un'altra donna? Che peccato che tu debba morire... Ma un Cavaliere se
lo aspetta, vero? Un Cavaliere non potrà mai mettere al primo posto i suoi
sentimenti. È questa la spietata legge di Athena. La ragazza dai codini
bruni che entra nel salotto... No, non è lei ad essersi presa il cuore di Seiya.
Ma dice ai ragazzi ciò che Cassiopea sa già. Anche la tenera, bionda,
dolcissima Erii è scomparsa. E il Cigno Hyoga... Cassiopea ride della sua
preoccupazione... Sei davvero volubile, ragazzo... Ma anche tu stai per dire
addio alla tua fragile vita umana. Cassiopea li sente. Cinque Cavalieri
tornati dalla morte. Al pieno della loro potenza. Il pensiero della battaglia la
fa fremere. Odore di morte... La sua Armatura è di nuovo priva di vibrazioni.
L'immagine è scomparsa. L'umidità è fastidiosa così come l'odore di qualcosa
che marcisce. Ma lei è abituata a cose di questo genere. Il lato oscuro della
sua vita si svolge in posti come quello. Da qualche parte l'acqua continua a
cadere sul pavimento con ritmo insistente. Cassiopea sorride. Due uomini, due
guardie... Chissà se hanno idea di chi sia il ragazzo che stanno
torturando... Julian Solo. Ha lunghi tagli sul torace. Il sangue imbratta i
suoi costosissimi vestiti. Due catene che calano dal soffitto gli serrano i
polsi. È orribilmente pallido. Lunghe ciocche azzurre gli ricadono sul viso
ricoperto di sudore. Costui non può essere un Dio... Non lo è più. Ma è
l'unico a sapere...
- Chiamate mia madre... Qualunque sia il prezzo lei lo pagherà... -La voce del
ragazzo è chiara, nonostante riveli la sua sofferenza.
- Sta zitto!- ringhia Cassiopea. Non ho nulla contro di te. Ma non sopporto
di guardarti. Devi pagare. Pagare per il tuo fallimento. E lo farai con la vita!
Julian Solo solleva a fatica la testa. I suoi occhi inchiodano Cassiopea. -Chi
sei tu?
Chi sono...? Cassiopea trema. Non devo. Non è un Dio. Non devo guardarlo
negli occhi. È solo un ragazzo. -Allora non mi hai capito? Puoi parlare
solo quando ti interrogo, Dio del Mare!
-Dio del Mare...- mormora il ragazzo. E non è solo stupore, quello nel suo
sguardo. Una scintilla... Una traccia di consapevolezza.
Taci! Non voglio sentire la tua voce! -E va bene.- Cassiopea si riscuote,
maledicendosi per quello strano terrore che sta crescendo dentro di lei. - Visto
che hai tanta voglia di chiacchierare...- Controllando la propria forza di
Cavaliere, Cassiopea lo colpisce allo stomaco con un pugno. Julian Solo geme. E
lei si sente meglio. Di nuovo sicura di se stessa. -Parliamo, Dio del Mare... Il
mio padrone vuole una cosa e solo tu sai dov'è...
La voce del ragazzo adesso è debole. -Te l'ho detto... Mia madre pagherà
qualunque cifra...
Cassiopea sorride. - Meglio per te. Ma non credo che tua madre possa esserci di
aiuto.- No, non è un Dio. È solo un ragazzo viziato. Ciò che ho visto
prima non era altro che una scintilla dell'antico potere. Ora è necessario che
collabori. - Ora rispondi e in fretta. Dov'è il tridente? Dov'è il simbolo
del tuo potere?
- Di che tridente parli, dannazione!- ringhia il ragazzo con l'ultima energia
che gli è rimasta.
Semplice. Un trofeo. Come lo sarà la Nike di Athena. Un capriccio del mio
signore. Bottino di guerra. Cassiopea scuote la testa. -Conosco un metodo
infallibile per farti tornare la memoria...
Il ghigno sul volto di una delle guardie la disgusta ma non è il momento di
andare per il sottile. -Lasci fare a noi.- le dice l'uomo.
Cassiopea annuisce. - Purché sia in grado di parlare quando avrete finito...
Intanto possiamo intrattenerlo con le ultime ore della sua odiata nemica...
Cassiopea chiude gli occhi. Il suo Cosmo freddo si proietta contro la parete di
fronte al prigioniero. Uno specchio ovale è la manifestazione del suo potere. E
nello specchio, lei... Legata a una croce di pietra. Avvolta in un pesante abito
simile ad un sudario. I lunghi capelli viola le cadono informi sulle spalle. La
Dea Athena, priva di sensi, appare fragile come un uccello dalle ali spezzate. Beffardo...
Se un Dio si incarna finisce in croce...
-Saori!- grida il prigioniero. E Cassiopea avverte di nuovo quel fremito E
capisce che lui la ama. Capisce che Julian Solo ora freme di rabbia. Non vede
Athena. Ma solo Saori Kido.
-Ti preoccupi per lei? Non è il caso. Presto smetterà di soffrire e tu la
seguirai.- Cassiopea percepisce l'odio di Julian Solo. Sei uno stupido... Vorresti
uccidermi, ora, vero? Conta così tanto per te quella creatura? -Raccomanda
l'anima ai tuoi dei, Poseidon. Perché ti ammazzeremo, su questo non nutrirei
dubbi e fossi in te. Ma non subito. Noi non abbiamo fretta. Prima vogliamo
divertirci.- Cassiopea lo sente. Il sangue di Julian Solo che diventa ghiaccio
nelle vene. Le due guardie colpiscono. E colpiscono ancora... Il ragazzo urla.
Cassiopea gli volta le spalle. Non vuole assistere al suo dolore. La
infastidisce. L'unico dolore che sa apprezzare è quello provocato da lei
stessa. La pesante porta della segreta si chiude dietro di lei. La battaglia...
avrà la sua parte nella battaglia che verrà. I Cavalieri di Athena... La vita
di almeno uno dei cinque prediletti di Athena sarà il suo dono per Radamanthis...
Poi non avrà più bisogno di lui. Lentamente Cassiopea solleva il braccio. La
sua Armatura esaudisce le sue richieste. Athena... Eccoti, principessa... La Dea
apre gli occhi. I suoi occhi... Quanto odio i suoi occhi... Eris è di
fronte a lei. Eris... Erii, con un peplo bianco e una luce perversa sul viso.
Cassiopea non ha bisogno di ascoltare le loro parole. Eris le mostra la Mela
d'Oro. La paura di Athena dura solo un istante. Ha fiducia... Fiducia nei suoi
Cavalieri... È certa che anche in questa occasione i suoi giovani eroi
voleranno in suo soccorso. Pazza! Eris è furiosa. Cassiopea lo considera
un segno di debolezza. La Dea della Discordia lancia la sua sfida. Un sottile
raggio luminoso parte dalla punta della sua lancia, solca il cielo e raggiunge
Villa Kido. Cassiopea lo segue. Tre Cavalieri attoniti di fronte alle parole
incise su una parete. E poi un quarto... Il Dragone... che spiega ai suoi
compagni chi sia il loro nuovo nemico... Bene, si comincia... Io vi aspetto,
ragazzi...
10
Muoversi alla velocità del suono. Tagliare l'aria come un coltello affilato.
Non è in grado di teleportarsi ma la sua velocità le permette di spostarsi
agevolmente da una parte all'altra del globo. Naturalmente è faticoso. Ma non
le piace usare l'aereo. Non le piace togliere la maschera. Lo ha fatto troppe
volte di recente. È tempo che ritrovi se stessa. Anche se Athena ha alleggerito
le regole. -D'ora in poi la maschera verrà indossata solo all'interno dei
confini del Santuario. E in battaglia, come se fosse parte dell'Armatura.-
Niente dichiarazioni solenni. Saori Kido lo ha detto nel più naturale dei modi.
Shaina ha la sensazione che presto anche le ultime forme d'obbligo potrebbero
venire revocate. Saori è una ragazza contemporanea, e anche se nel suo corpo
dimora una divinità antica ed austera, spesso la sua umanità e il suo buon
senso hanno la meglio. Tuttavia lei non riesce a fare a meno della maschera.
Toglierla significa rivelarsi.
E ha promesso a se stessa che dopo l'ultima volta non si sarebbe più
verificato. L'ultima volta... Ancora le brucia. Si erano radunati al Santuario
dopo la sconfitta di Poseidon a curarsi le ferite e a godersi il meritato
riposo, mentre Mu dell'Ariete riparava le loro Armature. Lei si sentiva
perennemente ubriaca e le sembrava di camminare ad un metro da terra. Seiya.
Laggiù ad Atlantis qualcosa era cambiato tra loro. Qualcosa che non aveva
bisogno di parole per esprimersi. Aveva iniziato a leggerglielo negli occhi.
Ogni suo gesto nei suoi confronti parlava del sentimento che Seiya provava per
lei. E lei... Incredula e stordita. Completamente presa. È mio... è mio...
è mio... La sua ragione di vita, il suo amore.. Poi aveva visto quell'ombra
negli occhi di Athena. E aveva capito che non si può rubare l'amore alla Dea
che si è giurato di servire. Saori non le aveva detto nulla. Era semplicemente
rimasta nell'ombra ad osservare. Ma la forza dei suoi occhi onnipresenti aveva
iniziato a metterla a disagio. E quando Seiya le aveva chiesto di seguirla a
Tokyo qualcosa si era spezzato. L'istinto le diceva di seguirlo. La ragione, la
poca che ancora le resta, l'ha obbligata a fermarsi. -Athena... Chiedile dove
preferisce che io stia.- Aveva visto la rabbia sul volto di Seiya. E quando le
aveva ordinato di togliere la maschera e guardarlo a viso scoperto lei non aveva
saputo dire di no. Avrebbe voluto prenderlo a pugni, per tutto quello che la sua
esistenza era diventata a causa sua, e invece... Ma come diavolo hai potuto
lasciarti baciare? Tremando come una bambina... e con gli occhi di Athena
incollati addosso... Athena che ama Seiya quanto lei e avrebbe potuto
spezzarli entrambi. Ma non era paura. E allora cosa? Senso del dovere? Il suo
senso del dovere era più forte del suo amore. No, decisamente no. Incertezza...
Il timore di non potere affrontare Saori Kido in campo aperto, perché avrebbe
voluto dire una sicura sconfitta... Sciocchezze. Si era semplicemente comportata
da vigliacca. -Rimani, Seiya, per favore...- I suoi occhi le erano apparsi
impenetrabili. -Non posso. Il mio posto è accanto ad Athena.- Ed era stato
tutto. Non si erano nemmeno salutati. E adesso... Sta correndo a Tokyo. Sta
correndo da lui. Ha perso di nuovo. Ha perso due volte. Perché adesso vorrebbe
tornare indietro e dirgli "Sì, Seiya, verrò con te... portami con
te...". Perché ora sa che il suo rifiuto non ha nulla a che vedere con i
sentimenti di Athena. Saori non è fatta così. La sua lealtà non è in dubbio.
Avrebbe rispettato la scelta di Seiya. Il problema è lei stessa e la sua paura
di non riuscire a gestire la situazione. E non perché lui potrebbe solo volersi
divertire con lei, né perché potrebbe agire per gratitudine. È l'idea che lui
possa amarla sul serio a terrorizzarla. Il mio Seiya... Improvvisamente i
suoi sensi tornano vigili. Shaina si blocca. I muscoli tesi e la sensazione di
un pericolo incombente. Qualcuno l'ha seguita e adesso è molto vicino.
Istintivamente si pone in posizione d'attacco. È in pieno deserto, il Gobi
probabilmente, e intorno a lei sembra non esserci nessuno. Ma Shaina non si
lascia ingannare dai suoi occhi.
-Fatti vedere!- ordina. Shaina trattiene il fiato. Il suo inseguitore sembra
materializzarsi nell'aria. È una donna e indossa un'Armatura di bronzo.
Nonostante porti la maschera Shaina la riconosce. Ha dei lunghissimi capelli
biondi e la sua corazza... Shaina non la vede da anni. L'ultima volta nessuna
delle due era ancora Cavaliere. La donna aveva accompagnato al Santuario il suo
maestro, Albior di Cefeo, che l'aveva presentata come la sua migliore allieva.
-Calma. Non sono qui per combattere.
-June del Camaleonte.- Shaina squadra la sua apparenza minacciosa, l'Armatura
azzurra e squamata, la lunga frusta avvolta intorno al braccio sinistro. -Cosa
vuoi?- Sa da cosa le deriva quell'astio. Una donna di Athena che guarda un'altra
donna di Athena e vede in lei la sua stessa debolezza. La maschera, la prigione,
il marchio di tacita inferiorità che Athena ha impresso a fuoco nella loro
carne. Secoli fa una donna ha vestito una delle dodici Armature d'Oro. Sua
sorella glielo ha ripetuto spesso. Shaina ha smesso di crederci da un pezzo.
-Venire a Tokyo- è la semplice risposta di June e Shaina si domanda come mai
stia chiedendo il suo consenso. Avere la stessa destinazione non vuol dire
necessariamente fare la stessa strada.
-Per fronteggiare Eris? Per questo hai lasciato la tua isola?- Shaina continua a
studiarla. Una ragazzina probabilmente. Dietro a quella maschera non si nasconde
una donna adulta. Diciotto anni, non di più... come lei.
-Sì ma non solo. Per questo Shun e i suoi compagni sono più che sufficienti.
E Shaina riconosce quel tono. La fierezza con cui è stato pronunciato il nome
di Shun. Il nome dell'apparentemente fragile Cavaliere di Andromeda. Lo
riconosce perché è lo stesso tono infiammato che esce dalla sua gola quando
parla di Seiya. Dannazione... Cavalieri di Athena... e ci riduciamo a
questo...
-Io ho un compito ben preciso- continua June e la soglia dell'attenzione di
Shaina raggiunge di nuovo i livelli di guardia. -Un'Armatura un tempo custodita
all'Isola di Andromeda... Un'Armatura d'Argento rubata vent'anni fa è stata
indossata da qualcuno che non appartiene ad Athena.
-Questo non è possibile e lo sai!- Le Armature riconoscono il Cosmo di chi le
indossa. Le Armature riconoscono Athena... eppure... per quanti anni Death Mask,
lo spietato Death Mask ha infangato il nome della Dea prima che la sua corazza
lo abbandonasse? Possibile che esista un Cosmo più potente di quello di Athena
in grado di asservire un'Armatura alla propria volontà?
-Sembra assurdo, lo so. Ma ho avvertito chiaramente il Cosmo di Cassiopea
risvegliarsi laggiù in Giappone. Ed è mio compito recuperare l'Armatura
d'Argento e consegnarla nelle mani di Athena.- La voce di June si è fatta
concitata. Shaina capisce che vuole combattere. Che si sente viva solo di fronte
a un avversario. E quell'avversario sarà il blasfemo Cavaliere di Cassiopea. Cassiopea...
Forse... Forse il Cosmo maligno di cui parlava Mu appartiene a Cassiopea...
-... e ho perso anche troppo tempo. Allora, vieni con me?- conclude June.
Shaina è certa che stia sorridendo, anche se non può vederle il volto. Gioco
di squadra. Non è una cosa nuova per lei. È già successo ad Asgard. E ad
Atlantis.
-Oh no- le risponde infine. -Sei tu che vieni con me.
11
L'uomo si chiama Tatsumi. E ha paura. Ci tiene al suo aspetto. Veste in modo
impeccabile. Il cranio lucido, i lineamenti severi...Eppure si è lasciato
completamente andare. Ha perso il controllo ed ora è solo un fantoccio
tremante. Terrorizzato. Shaina sa che la loro presenza lì aumenta la sua
agitazione. Lei e June sono entrate da una delle finestre in barba ad ogni tipo
di sistema di vigilanza. E hanno trovato il braccio destro di Saori Kido
accasciato su una scrivania in lacrime. Farlo parlare sta diventando un'impresa.
-Ricomincia daccapo e cerca di mettere una parola dopo l'altra- lo invita June
spazientita.
-La signorina... la signorina è sparita... I ragazzi sono andati a cercarla...
La signorina... Lo sapevo... Lo sapevo che non avrebbe dovuto incontrarsi con
lui... Ma lei fa sempre di testa sua...
Shaina scuote la testa. Sono al punto di partenza. Non resta loro che
raggiungere i ragazzi e dar loro man forte contro Eris. Anche se il suo scopo è
scoprire chi manovri la Dea della Discordia contro Athena. E June deve
recuperare quella dannata Armatura. Sembra che non riesca a concentrarsi su
niente altro.
-Lui chi?- June continua a spronare l'uomo. -Con chi si è incontrata Athena?
Tatsumi sembra un sacco di stracci. Un sacco di stracci lacrimante. -Julian
Solo, che il diavolo se lo porti!
June la guarda. Probabilmente è sorpresa quanto lei. Il Dio del Mare riposa in
fondo all'oceano. Perché il suo guscio umano dovrebbe rappresentare una
minaccia? Una fitta improvvisa fra le costole... Seiya. Shaina sa che è stato
ferito. Forse gravemente. Ma non può correre da lui ora.
-I Solo hanno una casa qui? O Julian alloggiava in albergo?
Tatsumi la guarda come se non riuscisse più a capire il greco. Poi si scuote. -
È venuto con una limousine... ma non credo fosse la sua. Datemi cinque minuti e
vi saprò dire. - L'uomo si alza. Stranamente il suo passo non vacilla quando
lascia lo studio.
-Piuttosto strano, non credi?- le domanda June.
-Sì- risponde Shaina - Julian Solo è semplicemente un essere umano ora. Ma
è l'unica pista che abbiamo. Un'ombra oscura... Se fosse Poseidon... Poseidon
che si prepara a risorgere... La nausea arriva come un'onda. Seiya... Sta
male... Soffre... Mi senti? Mi senti? Seiya... Fatti forza, Seiya... Coraggio...
12
Liberarsi di Maya della Freccia è stato fin troppo facile. Anche se era più
abile di Tramy che ha indossato la stessa corazza solo qualche mese prima.
Sembra che sia passata un'eternità E invece era solo il mese di Giugno di
quello stesso anno. Un anno esatto dal suo ritorno in Giappone. Allora non
sapeva che Athena vivesse nel corpo di Saori Kido. Sono cambiate troppe cose da
quando ha litigato con lei a causa della Guerra Galattica. Lui è cambiato.
Saori è cambiata. Saori ha bisogno di lui... Come sempre. Poco lontano da lì
il Cosmo di Hyoga sembra affievolirsi. Ma Seiya non può correre in suo aiuto.
Athena... La salvezza di Athena ha la priorità. A fatica continua ad
arrampicarsi per gli stretti sentieri montani. Verso Eris e verso il Cosmo di
Athena che urla di dolore. La testa gli gira e all'improvviso il mondo sembra
danzare intorno a lui. La sete gli brucia la gola. Una sete simile l'ha provata
solo quando ha ricevuto il colpo di Black Pegasus. La ferita, l'unica ferita
infertagli da Maya inizia a bruciare. Veleno... Seiya si getta come un
disperato verso una provvidenziale pozza d'acqua. Ma il suo viso è in fiamme.
Si rende conto che i sensi lo stanno abbandonando. Mi senti? Mi senti? Seiya...
Fatti forza, Seiya... Coraggio...
Athena? No, non è lei... Riconosco questa voce... È il mio incubo
peggiore... Mi ossessiona quando sono sveglio e popola i miei sogni durante la
notte. Quella voce e i suoi occhi... Shaina... Accidenti... Questo non è il
momento di pensare a lei... Tanto... Tanto non ne vale la pena... Non le importa
più un accidente di me...
Con la forza che gli resta Seiya abbandona la fonte.
Athena... Athena... Athena... Non importa se sarà l'ultima cosa che
faccio... Devo arrivare da lei...
13
-Non c'è nessuno- sono le parole di June prima che un braccio armato le
circondi la gola. Shaina riconosce l'aggressore. È apparso su parecchi
rotocalchi in compagnia di Julian Solo. E riconosce la sua corazza. È un
Generale Marino. Ha nascosto il suo Cosmo attendendo nell'ombra il momento
migliore per attaccarle. Si sono intrufolate nella suite occupata da Julian
ignorando la polizia che circonda l'albergo. Uno spiegamento di forze notevole.
Deve essere accaduto qualcosa di grave.
-Non muoverti o le spezzo il collo!- le dice l'uomo.
-Siren Sorrento, giusto?- L'uomo che ha aiutato Ikki durante la sua battaglia
con Kanon. Un alleato. Un alleato che ora tiene in ostaggio un Cavaliere di
Athena. June si torce nel tentativo di liberarsi ma l'uomo è più forte di lei.
-Non mi hai capito, Ophiucus? Muoviti e io ammazzo la tua amica!
-Bisogna vedere se te lo lascerò fare!- ringhia June e Shaina trova ammirevole
la sua presenza di spirito in una situazione talmente critica. -Sarai tu a fare
una brutta fine se non mi dici immediatamente chi vuole uccidere Athena!
Sorrento fissa attentamente la sua prigioniera come se volesse penetrare oltre
il metallo della sua maschera. Poi allenta la presa e libera June.
-Probabilmente la stessa persona che ha rapito Julian...
-Cosa?- domanda June. Shaina sa che Sorrento è sincero. -Quando è successo?
-Questa mattina- risponde l'uomo. - L'autista che lo stava riportando in albergo
ha detto che gli si è parata di fronte una donna in armatura. Ho pensato che ci
fosse il vostro zampino dietro...
June le lancia un'occhiata, poi si rivolge a Sorrento. - Come era fatta questa
Armatura? Dimmelo!
L'uomo la guarda perplesso poi le risponde. - L'autista ha detto che la sua
superficie assomigliava a quella di uno specchio.
- Cassiopea...- mormora June. Shaina annuisce, mentre il suo Cosmo si mette alla
ricerca di qualcosa di ostile, qualcosa che possa guidarla dal vero nemico.
14
Qualcuno mi sta cercando... Cassiopea osserva il Dragone lottare contro
Yan dello Scudo. Specchio specchio... Dimmi che almeno questa volta l'onore
dei Ghost Five non verrà fatto a pezzi... La risata di Eris la indispone.
Poco più in là la Dea Athena sta soffrendo le pene dell'inferno. La povera,
cara Saori Kido... C'era un ragazzo di nome Sergej... Te lo ricordi, Saori Kido?
Indossava questa stessa corazza ed era venuto a prendersi la tua vita...
- Ti diverti, Cassiopea?- le domanda la Dea della Discordia. Cassiopea trattiene
l'istinto di sputarle in faccia.
- I soldati che hai scelto non stanno facendo una bella figura...
Pochi momenti prima è stato necessario l'intervento della Dea perché la
battaglia tra Christo e Cygnus Hyoga avesse un epilogo. Cassiopea trova
estremamente divertente il fatto che la Discordia abbia scelto di abbattere
proprio il Cavaliere che ha rapito il cuore della piccola Erii.
- Tu sapresti fare di meglio, Cassiopea?- le domanda Eris.
Sì, certo che sì... ma c'è qualcuno sulle mie tracce e questo mi
preoccupa... Il Cavaliere si riscuote. Un Cosmo potente e colmo d'ira si sta
avvicinando al tempio della Discordia. Il deus ex machina... Lo spaccone...
Il Cavaliere di Bronzo che ama le entrate ad effetto... Phoenix Ikki... Quante
volte hai già mandato a monte i nostri piani proprio quando sembrava che
volgessero al meglio? È il più potente tra i prediletti di Athena e sta
venendo qui...
-Ricordati, Eris...- conclude Cassiopea. -La tua arroganza potrebbe costarti
cara... Sei solo uno strumento di Hades, non dimenticarlo...- Cassiopea avverte
la rabbia della Dea mentre si allontana dal tempio. Sa che potrebbe distruggerla
con un battito di ciglia. Ma non lo farà perché lei gode della protezione di
uno dei tre Giudici infernali. Radamanthis. La testa di Phoenix Ikki sarà un
dono gradito. Quanto il cuore di Julian Solo che sarà strappato via dal suo
petto tra meno di due ore.
15
Non importa dove sia stato fino a quel momento. Non importa nemmeno che da un
mese non scambi una parola con un altro essere umano. Non gli è mai piaciuto
rapportarsi agli altri. Il fatto che dentro di sé provi un affetto profondo per
i suoi compagni non cambia le cose. È uno spirito solitario. Ma è pur sempre
un Cavaliere di Athena. Non credeva possibile trovare in sé un tale senso di
abnegazione. Eppure è successo. E poco importa che la sua Dea altri non sia che
Saori Kido, la piccola, viziata Saori Kido. Quando il potere di Athena la
pervade non esistono più limiti umani. In quei momenti lui sa che potrebbe
offrirle la sua vita. Athena ora sta soffrendo. E lui sente il bisogno di
aiutarla. Per questo è volato sulle ali della fenice su quel monte impervio.
Per questo i suoi passi risuonano sul pavimento di quel sotterraneo fetido. È
pronto a combattere per la sua Dea. Per un istante si chiede dove sia suo
fratello. La sua mente lo cerca. Sta avanzando verso la cima del monte. Non è
in pericolo. Bene... Non c'è anima viva in quella prigione. Solo cadaveri.
Mucchi di ossa e carne putrefatta nelle celle. Corpi legati da pesanti catene.
Si chiede quante anime siano state lasciate lì a marcire nel corso degli anni.
No, qualcuno vivo c'è. Sente il suo respiro rantolante. Un gemito. E poi un
altro. Ikki affretta il passo scrutando l'interno di ogni cella mentre quel
suono di dolore si fa più vicino. Poi la vede. Una donna in catene ricoperta di
stracci e con i capelli arruffati. Per un attimo Ikki pensa che forse è meglio
lasciarla lì. Ma è solo un attimo. Le sbarre sotto le sue mani diventano
incandescenti. Liquide come la lava che risana le sue ferite. Quando raggiunge
la prigioniera Ikki si rende conto che è molto giovane. E sta tremando.
-Sta tranquilla. Non ti faccio nulla.
La ragazza solleva gli occhi verso di lui. Sono incredibilmente neri ed
espressivi. -Sete...- dice.
Ikki si guarda intorno. Dell'acqua cola da una fenditura nel muro. Augurandosi
che sia potabile Ikki la raccoglie con il palmo della mano e la offre alla
ragazza che beve in modo disperato.
-Grazie...- gli dice.
Ikki la guarda chiedendosi se ci sia da fidarsi. La sua mente e il suo Cosmo
sondano l'animo della ragazza cercando un'ombra, un segno qualunque di una
minaccia nascosta, ma non trova nulla di negativo. È una persona innocente, ha
una meravigliosa luce dentro di lei, anche se la vita le ha riservato numerose
ferite, non solo fisiche. -Ora ti libero- le dice. Questione di un secondo. Gli
anelli di ferro che le cingono i polsi vanno in frantumi. La ragazza geme.
Probabilmente ha le spalle slogate.
-Grazie- ripete.
-Come ti chiami? - le domanda Ikki.
-Flora- risponde lei scostandosi dagli occhi i capelli neri e scomposti.
Probabilmente una volta ripulita a dovere la si potrebbe definire bella.
-Chi sei? Cosa ci facevi qui in catene?- la incalza Ikki.
-La mia signora ha detto che ho ascoltato cose che non avrei dovuto udire.- La
ragazza trema di nuovo.
-Calmati Flora. Raccontami cosa è successo...
La ragazza lo guarda e un velo di sospetto compare sul suo viso. -Sei uno dei
Ghost Five, vero?
Ikki scuote la testa. - Non so di che parli. Sono Phoenix Ikki, un Cavaliere di
Athena... E adesso dimmi che sta succedendo qui.
-Ieri notte... la mia signora Eris... L'ho sentita parlare con il Cavaliere di
Cassiopea... Hanno fatto un nome... Il nome di colui che ha permesso ad Eris di
risorgere... la mia padrona si è accorta di me e mi ha fatta rinchiudere qui...
Il suo potere ha fatto in modo che le ore sembrassero giorni...
-Eris? È la Dea che servi?- Il nemico ha un nome. E i Ghost Five... e il
Cavaliere di Cassiopea...
-Sei un Cavaliere di Athena...- ripete Flora. -La tua Dea morirà al tramonto.
-Questo è da vedere!- sibila Ikki.
-È così. Per secoli questo posto ha atteso nella dimensione delle ombre. Ora
la nostra Dea è tornata con il solo scopo di uccidere Athena...
Ikki fissa la ragazza negli occhi. Occhi sinceri e tormentati. Occhi profondi.
-Hai uno spirito puro. Perché servi una divinità perversa come Eris?
Lei sembra riflettere un istante. - Non lo so. È sempre stato così...
-Bene. Io...- inizia Ikki.
-NON TE NE ANDARE!- grida la ragazza. -Se Cassiopea scopre che mi hai liberato
mi troverà e mi farà a pezzi.
Ikki sospira. -Non posso perdere il mio tempo per proteggere te...
-Allora vengo io con te! Ti porto da Athena se vuoi...- La ragazza sembra
terrorizzata all'idea di rimanere sola.
-Senti...- dice Ikki. -Io non sono abituato a portare bagagli...
La ragazza sembra ferita dalle sue parole e Ikki si pente del suo scarso tatto.
Ma portarsela dietro si rivelerebbe un inutile intralcio.
-Il Cavaliere di Cassiopea sorveglia il tempio di Eris. Stai attento. È più
forte e maligna di una gorgone.
Una donna dunque... -Tranquilla, Flora. Non esiste una donna che possa
sconfiggere me.
La ragazza si solleva dal pavimento. -E poi c'è Jagger di Orione...
Ikki trasale a quel nome. Uno dei più potenti Cavalieri di Bronzo morto
all'epoca dei miti... Che diavolo sta succedendo qui? Morti che tornano in
vita...
-Puoi venire con me- conclude infine. - Ma non starmi fra i piedi.
Il viso della ragazza si illumina di uno splendido sorriso. -Grazie.
E tre... pensa Ikki, maledicendosi. Quando lascia la cella la ragazza lo
segue.
-Senti, Flora... qual era il nome che non avresti dovuto sentire?
- Hades- risponde lei con un filo di voce. Ed Ikki avverte un brivido di freddo
corrergli lungo la schiena.
16
Un colpo più forte degli altri e il Dragone cade. Saori vorrebbe urlare ma il
dolore che prova è troppo intenso. Ciò che esce dalla sua bocca è solo un
disperato lamento. La mela d'oro, come un globo maligno galleggia di fronte a
lei all'altezza del cuore. La sua luce pulsante le sta succhiando via la vita. E
come se il suo petto volesse esplodere. Quella è l'unica parte sensibile del
suo corpo. Dolorosamente sensibile. Gli arti invece... Intorpiditi come per
un'eccessiva perdita di sangue. Dimentica il dolore. Estraniati. O
impazzirai... Shiryu. Il suo Dragone è allo stremo. E lei non ha la forza
di soccorrerlo con il suo Cosmo. Ha già perso Hyoga, ferito gravemente, o forse
addirittura morto... No! Non è vero! Seiya... Sta soffrendo ma è vivo.
Ma per quanto? E ora Shiryu... Che continua a lottare contro il cadavere animato
di un antico servitore di Athena. Le loro corazze... Non sono autentiche ma
hanno lo stesso potere... Shiryu... Avanti, Shiryu... devi farcela... Shun è
indenne. Ma un nemico lo sta aspettando. Orfeo? Perché tu? Perché il più
gentile e nobile fra i miei Cavalieri? Per lei? Ti hanno promesso che potrai
riabbracciare la tua sposa, è così? Fai molta attenzione, Shun... Una
fitta più dolorosa delle altre. Saori geme. Se almeno Eris la smettesse di
sorridere in quel modo osceno... Povera Erii... Povera, innocente Erii... Ikki
è arrivato. La speranza si riaccende all'improvviso. Lo vedo... sta venendo
qui... Chi è quella ragazza? Ikki, fa presto, ti prego... Un'ombra le vela
i pensieri. Un'ombra che odora di morte e attende la Fenice come un orco dalle
fauci spalancate. Ikki!
Perché vuoi togliermi la mia preda, Athena? Una voce femminile, giovane
e malvagia. O forse no. Forse è solo tristezza quella che sente...
Chi sei?
Non importa. Ho desiderato la tua morte dal momento in cui ti ho vista
nascere...
Nascere?
Quello era il tuo destino. Morire appena vista la luce...
Cosa sai della mia nascita...?
E sette anni dopo... Ti ricordi di Sergej? Un giovane Cavaliere votato ad Hades.
Venuto per ucciderti... E tu l'hai stregato! Ed è morto a causa tua... Do ut
des, Athena... La tua vita e quella dei tuoi Cavalieri per vendicare mio
fratello. La tua vita, quella dei tuoi Cavalieri, e la sua!
E Saori lo vede. Pallido, ferito, sofferente. In catene. Più morto che vivo.
Julian! No, lui no! Lui non ha niente a che vedere con tutto questo...
Lasciatelo andare... Vi prego...
Ma nessuno la ascolta. E la divina Athena sente il bisogno di piangere ma i suoi
occhi sono ostinatamente asciutti.
17
Quando il dolore le dà tregua per un istante, Saori ritrova la lucidità. Certo
che ricorda Sergej. Non lo ha mai dimenticato, anche se la sua immagine, i suoi
capelli neri, il suo sorriso luminoso e quella splendida corazza scintillante
sono rimasti nascosti in un angolo della sua mente per dieci anni. Come era
andata davvero? Era stato un suo capriccio, uno dei tanti... Obbligare Tatsumi a
portarla in spiaggia. Voleva giocare con la sabbia. Da sola e in santa pace.
Quindi le sue guardie del corpo avevano provveduto affinché in quel tratto non
ci fosse anima viva a parte loro. Tutto quello spiegamento di forze per una
bambina di sette anni... Lei si era ritenuta soddisfatta. Armata di paletta e
secchiello, con un costume bianco, pieno di fronzoli e merletti e un cappello di
paglia ornato da un enorme fiocco rosa, aveva ordinato a Tatsumi di stare alla
larga e di lasciarla giocare. L'uomo aveva obbedito. Saori si era sentita
euforica. Le piaceva impartire ordini. Soprattutto perché aveva la certezza di
essere obbedita. Aveva già completato la base del suo castello di sabbia e
stava riflettendo sul perché assomigliasse più ad una polpetta di riso che ad
una costruzione medievale quando Sergej era arrivato. Saori si era riparata gli
occhi. Il ragazzo indossava uno strano vestito che sembrava fatto di vetro e
rifletteva il sole facendo assomigliare la sua figura a quella di un enorme
diamante.
-Ciao...- le aveva detto.
In un'altra occasione lei si sarebbe messa ad urlare, chiamando aiuto. Non
perché avesse effettivamente paura, ma perché nessuno sconosciuto poteva
permettersi di avvicinarsi a lei come se fosse stata una bambina qualunque.
Invece era rimasta tranquilla. Si era semplicemente chiesta perché Tatsumi non
arrivasse di corsa per proteggerla da eventuali minacce. E si era ripromessa di
farlo prendere a bastonate una volta tornati a casa.
-Che strano vestito...- aveva detto al ragazzo rivolgendosi chissà perché a
lui in greco.
Lui le si era inginocchiato vicino e il riverbero si era fatto meno fastidioso.
Saori era riuscita a vederlo in faccia. Era davvero tanto, tanto bello... I suoi
occhi erano neri come il carboncino che lei usava per disegnare.
Lui aveva sorriso. -Questo non è un vestito. È un'Armatura.- Lei lo aveva
fissato ancora più intensamente. - Un'Armatura come quelle che indossano i
Cavalieri di Athena. Hai mai sentito parlare dei Cavalieri di Athena?- Lei aveva
scosso la testa. - È molto strano... Comunque io mi chiamo Sergej.- Il ragazzo
le aveva porto la mano. Lei aveva esitato un attimo, poi gliel'aveva stretta.
-Io sono la signorina Saori Kido.- Aveva tentato di dare alla sua voce un tono
solenne ma lui aveva assunto un'espressione divertita.
-E dimmi un po', signorina Saori Kido, come mai giochi tutta da sola? Non hai
degli amichetti della tua età?
Lei aveva abbassato gli occhi. -I bambini della mia età sono stupidi. Ne
teniamo tanti a casa nostra, ma io non gioco con loro. Sono brutti, maleducati e
poco puliti... sono oooorfaniiii...- L'ultima parola era uscita dalle sue labbra
come un rantolo di disgusto. -Non mi piace averli fra i piedi. Non so perché
mio nonno li abbia presi...- Poi lo aveva di nuovo guardato in viso. -Che cos'è
Athena?- Athena... Il nonno doveva avergliene parlato in una delle sue storie ma
ora non riusciva a ricordare...
Il ragazzo si era fatto serio. -Athena non è una cosa. È una Dea. Una persona
con molti poteri. Una persona malvagia che ama la guerra più di tutto e che
deve morire per questo...- Saori si era istintivamente ritratta, ma lui aveva
sorriso di nuovo, come per tranquillizzarla. -Ehi, non avere paura... vedi...
hai degli occhi molto belli, lo sai, signorina Saori Kido? Molto belli ma anche
molto tristi. Assomigli un po' alla mia sorellina...
-Io non sono triste!- Aveva protestato Saori, poi si era tranquillizzata.- Hai
una sorellina?
Lui si era alzato. -Ora devo andare. Sai, ero venuto qui per fare una cosa che
ritenevo giusta, ma ora ho cambiato idea.
-Che cosa? Che cosa dovevi fare?- gli aveva chiesto sentendosi stranamente
angosciata. Lui le aveva voltato le spalle.
-Vorrei che Athena un giorno si ricordasse di un uomo che avrebbe potuto
colpirla ma non lo ha fatto e che quest'uomo indossava una delle sue Armature.
Vorrei che questo fosse sufficiente perché lei mi accogliesse nella sua luce.
Vorrei che questo riscattasse la mia coscienza. Vorrei che Athena riuscisse a
leggere in me e vedere quanta pace ho dentro in questo momento. Credi che questo
sia possibile, signorina Saori Kido?
Lei non era riuscita a dire niente. Il cuore le batteva furiosamente.
-Fa la brava...- aveva aggiunto Sergej, prima di sparire letteralmente nel
nulla.
Naturalmente Tatsumi aveva asserito di averla tenuta d'occhio per tutto il tempo
e che non c'era mai stato nessuno con lei sulla spiaggia. E Saori non l'aveva
fatto punire, sebbene fosse certa di non avere sognato. Non le importava che
nessun altro avesse visto Sergej a parte lei. Quel ricordo sarebbe stato come un
suo piccolo tesoro segreto...
Era venuto per uccidermi... Non lo ha fatto ed è stato punito per questo...
Sì, deve essere andata così... Mi dispiace tanto, Sergej... Ma Athena si
ricorda di te... Athena non ti ha dimenticato, Sergej...
Poi il dolore la colpisce di nuovo come un colpo di frusta.
18
La montagna ha un aspetto mostruoso. Come un tumore sulla pelle, la città con i
suoi templi deturpa le rocce, estranea e maligna. Julian è là, pensa Sorrento.
Le due donne iniziano ad arrampicarsi. Sembrano avere una fretta del diavolo.
Sorrento le segue. C'è odore di sangue nell'aria. Da qualche parte si sta
combattendo. Non ha scambiato molte parole con le sue compagne d'avventura.
Athena è stata rapita dalla Dea della Discordia, un'armatura rubata è
riapparsa e un nemico più potente di Poseidon e Athena manovra nell'ombra fin
dall'inizio. A lui tutto questo interessa molto poco. Lo preoccupa solo la sorte
di Julian. Non ha alcun tipo di potere ora. E non ricorda nulla del periodo
della sua vita vissuto come Poseidon. La cosa all'inizio lo ha sorpreso. Poi ha
compreso che probabilmente è stata la stessa Athena a privare Julian dei
ricordi, con lo scopo di permettergli di andare avanti come un comune essere
umano. Sorrento si chiede in che stato si trovi ora. Probabilmente non riesce
a capire cosa sta succedendo. Forse è stato un errore nascondergli la
verità...
-Attento!- grida June, prima che un grosso masso frani su di lui. Sorrento salta
lateralmente poi si guarda intorno. Non gli ci vuole molto a capire che lui e le
sue compagne sono circondati. Sono in tre ed indossano corazze nere come la
notte. Tre gemelle, probabilmente, dai lineamenti gentili e dagli occhi malvagi.
La loro risata è stridula come la voce di quella che parla per prima.
-Tre... sono in tre... come noi... chi sono? Chi sono? Amici di Athena. Amici di
Poseidon. La piccola Eris sarà contenta se li uccidiamo. Sì, la piccola Eris
sarà contenta.
19
-Ti senti bene?- Chiede Ikki. La ragazza è troppo pallida e fa fatica a tenere
il suo passo.
-Sì...- gli risponde. -Ho paura...
Lui si ferma. Qualcosa... qualcosa di stonato. -Perché ti terrorizza tanto il
Cavaliere di Cassiopea?
Ikki non ha il tempo di attendere la risposta. Gli sono addosso in cinque. Sono
solo guardie ma armate fino ai denti. Ikki brucia il suo Cosmo. L'Hoyoku Tensho
si infiamma con tutta la sua rabbia. La ragazza grida. Le guardie no. Non ne
hanno il tempo. Le fiamme consumano i loro corpi e poco dopo ai piedi di Ikki ci
sono solo quattro cadaveri carbonizzati. Sprecare l'Hoyoku Tensho per questa
feccia... Quattro?
-Ikki!- grida Flora. L'ultima guardia gli sta arrivando alle spalle. Ma Ikki non
ha il tempo di colpire. Un'espressione stupita si dipinge sul viso dell'uomo,
poi cade a faccia in avanti con una freccia piantata nella schiena. Flora... La
ragazza impugna una balestra bruciacchiata. Lo guarda negli occhi, poi lascia
cadere l'arma. Ikki si affretta a sostenerla, prima che perda i sensi.
-Grazie- le dice. Così siamo pari...
Lei scuote la testa. - Mi sento male...
Ikki si guarda intorno. Altre celle. E un tavolo con cinque sedie di legno. Sul
ripiano rimasugli di cibo, tre bottiglie vuote e una coppia di dadi.
-Siediti- dice Ikki.
La ragazza si lascia cadere su una sedia. Poi allunga una mano verso un tozzo di
pane rinsecchito ed inizia a rosicchiarlo.
-Mi dispiace... Non ho pensato che potessi avere fame.- Ikki la fissa. Sa di
avere parlato anche troppo. -Chi vigilava su questa città prima di questa
notte, prima del risveglio di Eris?- chiede sperando che lei smetta di
inchiodarlo con lo sguardo.
-Le Erinni- è la sua secca risposta.
-Erinni...?
Improvvisamente lei allunga una mano verso il suo viso. Con un dito sfiora la
cicatrice che Ikki ha fra gli occhi. -Come te la sei fatta questa?
-Il giorno della mia investitura...- risponde, allontanandole la mano.
Lei gli volta le spalle. -Sei un esemplare notevole. Scommetto che sei pieno di
donne...
Un esemplare notevole... ma come diavolo parla? In un'altra occasione
sarebbe furioso. Non gli piace che la gente ficchi il naso nella sua vita
privata. Non vuole parlare con quella ragazza delle donne alle quali ha dedicato
una notte e una notte sola della sua esistenza, figure senza nome, mere valvole
di sfogo che non hanno lasciato traccia nella sua vita. Mio Dio, sta tentando
di sedurmi... -Apprezzo il tentativo, Flora, ma non abbiamo tempo ora.
Semmai più tardi.- Non la guarda in faccia quando la sorpassa e si incammina di
nuovo.
-Ikki!- grida lei e Ikki si ferma. -Se vai avanti finirai nelle mani di
Cassiopea. Ti ucciderà. Io lo so che ti ucciderà. Ma posso... posso portarti
fuori di qui... Posso mostrarti un passaggio che porta fuori dalla città... Vai
via e non voltarti indietro... È l'ultima possibilità.
Lui freme. Di rabbia ma non solo. C'è dell'altro. Qualcosa di sconosciuto al
quale non sa dare un nome. Esaltante e spaventoso insieme.
-Io non torno indietro, Flora.- Ormai ci siamo, ragazzina... -Avanti,
muoviamoci!
Con un sospiro lei lo raggiunge e si incammina al suo fianco.
Non voglio, pensa Ikki. Non voglio. Ma non ho scelta. L'hai voluto tu. E sei
turbata... incredibilmente turbata. Ma non possiamo più evitare che succeda. E
tu lo sai...
20
Oltre una ripida scala la luce del giorno. Ikki sa che non potrà salire senza
prima aver versato una dose sufficiente di sangue. Flora improvvisamente sembra
essere rimpicciolita. Stretta nelle spalle con gli occhi bassi e i capelli in
disordine sul viso. Come un animale da preda pronto a scattare.
-Siamo al capolinea- le dice.
Le labbra della ragazza sono terree. Lui è assolutamente calmo. La studia dalla
testa ai piedi. Una donna alta e slanciata, dagli occhi tristi.
-Flora è il tuo vero nome?
-Sì- risponde lei sollevando lo sguardo.
-Perché mi hai dato il tuo vero nome?
Lei sorride malinconicamente. -Che importanza ha?
-E vuoi combattere...
Flora lo guarda fisso in viso. -Quando l'hai capito?
Ikki sorride. Non è così facile ingannare me. -Sei una pessima
attrice... Una serva abituata a Dei e demoni non si lascia terrorizzare così
facilmente da un essere umano. E i segni sul tuo corpo... All'inizio ho pensato
alle percosse ma solo all'inizio. Quelle sono ferite di guerra. Il tono della
tua voce è quello di chi è abituato a comandare, non a servire. E poi sapevi
troppe cose sul Cavaliere di Cassiopea. Era chiaro che stessi parlando di te
stessa.
Lei applaude sarcasticamente. Poi chiude gli occhi. L'aria sembra raffreddarsi
di almeno una decina di gradi e uno strano alone cristallino la avvolge. La sua
corazza ricopre il suo corpo, scintillante come una pietra preziosa.
L'ha chiamata... L'ha chiamata da chissà dove... -Perché porti
un'armatura che appartiene ad Athena?
-Non ti riguarda...- sibila lei. All'improvviso ad Ikki sembra perfino
minacciosa.
-Questo però mi riguarda... Mi hai salvato la pelle con quella guardia.
Perché?
Un sorriso maligno appare sulle labbra di Flora. -Mi stai dicendo che non
saresti riuscito a farlo fuori da solo?
-Non hai risposto...
La ragazza solleva una mano. -E così i miei occhi sono profondi, vero? Si dice
che gli occhi siano lo specchio dell'anima... Vuoi essere il mio specchio? Il
mio Broken Mirror....- Fluido come un'ondata di mercurio, veloce come una
vipera, l'energia della donna si scaraventa su di lui. Ikki salta. Non pensa
nemmeno per un attimo a respingerla. Il flusso d'argento si abbatte sulla
parete. La pietra diventa lucida e riflettente, poi si disintegra in migliaia di
frammenti di vetro. È questo dunque il suo potere...? Ti ho sottovalutata...
Colpa del tuo aspetto... Sei pericolosa, bambina...
Una strana morsa gli serra lo stomaco mentre si prepara ad usare l'Hoyoku Tensho.
Mi dispiace... Io lo so che non sei malvagia... Ma sei sulla mia strada. Poi
la fenice di fuoco si avventa sulla donna.
21
L'Armatura di Cassiopea è stata indossata! È qui vicino! June capisce
di non avere tempo. E quando la donna le si para davanti libera la sua frusta e
la fa schioccare in modo minaccioso. -Togliti di mezzo!
La sua antagonista sorride. Con una rapida occhiata June cerca i suoi compagni.
Sorrento e Shaina si stanno occupando delle altre due, o per lo meno sono loro
di fronte e immobili. Probabilmente stanno aspettando che l'avversario faccia la
prima mossa.
-Che cosa vuoi? Perché profani questo luogo santo?
June la osserva con attenzione. È identica alle sue compagne. Capelli del
colore del ferro che si agitano come fossero vivi e solo a tratti le scoprono il
viso. I suoi occhi sono scuri e maligni. È avvolta in un mantello di panno
rosso. -Non c'è nulla di sacro qui.. Athena rapita, un'Armatura Sacra rubata...
Questo posto dovrebbe sprofondare. Ma non prima che io abbia recuperato le
vestigia di Cassiopea.
La sua avversaria sospira. -Un giorno dovrai scendere all'inferno, June del
Camaleonte. Chissà se allora ti lasceremo passare. Comunque se vuoi raggiungere
il Cavaliere di Cassiopea, prima dovrai sconfiggere me, Alecto, la Furia
Rossa...
Una Erinni! June trema. Una divinità primordiale. Una vendicatrice. Allora
le altre due sono... Tisifone e Megera...
Il mantello si allarga alle spalle della Furia, minaccioso come l'ala di un
demone. Sta per colpire... pensa June prima di svanire nell'aria. Le sue
capacità mimetiche la rendono capace di fondersi con l'ambiente circostante, ma
la Erinni non si lascia ingannare. June si ritrova avvolta nelle spire di
dozzine di serpenti scarlatti. Mentalmente benedice Shaina che usa il Thunder
Claw contro i rettili frapponendosi fra lei e Alecto. Ma un'altra Furia, quella
dal mantello grigio, afferra la sua compagna per i capelli.
-Dove vai, Shaina dell'Ofiuco? Lascia stare mia sorella. Sono io che ti
impedirò di procedere oltre. Tisifone, la Furia Grigia.
Poi una nota. Una nota più dolce e soave di qualunque nota mai suonata prima. E
June capisce che Sorrento sta per mostrare il suo potere.
22
Cassiopea sorride mentre la fenice di fuoco si scaglia contro di lei. Questo
non dovevi farlo, Cavaliere di Athena... Chiude gli occhi. Le basta un
istante. Lo specchio è di fronte a lei e inghiotte l'Hoyoku Tensho. Lo stupore
si dipinge sul viso di Ikki quando il suo colpo torna indietro, immenso e
invincibile, le ali spalancate, la potenza raddoppiata, la sua ferocia
implacabile. La fenice si avventa contro il suo padrone. Ikki viene sbalzato
contro il soffitto, poi ricade a terra sputando sangue. Cassiopea rimane a
guadarlo, privo di sensi, indifeso.
Finiscilo... Non puoi avere pietà di lui, non adesso... È un servo di
Athena... pensa a Sergej. Se non fosse stato per Athena...
Quando aveva compiuto sette anni Sergej le aveva regalato il suo primo paio di
pattini. Lei non si era mai sentita così felice. -Questi sono solo tuoi. Così
non dovremo più affittarli.- Da quasi un anno Sergej la portava a pattinare.
Per lei era facile. Facile e bellissimo. E ora aveva un paio di pattini tutti
suoi. -La mia fatina del ghiaccio...- le aveva detto. E lei lo aveva abbracciato
forte. Sicura che finché ci sarebbe stato Sergej niente e nessuno avrebbe
potuto farle del male... Due anni dopo se ne era andato per sempre. Cassiopea
ricaccia indietro il dolore. Non ha più pianto da tanto tempo. E questo non è
il momento di mostrarsi debole. Si avvicina all'uomo privo di sensi. Ci
vorrà poco, Ikki... Un colpo secco con il tacco dello stivale sul tuo collo...
Sei stato gentile... Non voglio che tu soffra... Ma prima che possa muoversi
Ikki le afferra una caviglia.
La sua voce è debole. -Ti piacciono gli specchi? Cosa vedi quando ti guardi
allo specchio?
Cosa? Lei inizia a tremare. Una sensazione di panico che la coglie
all'improvviso.
-Una donna crudele, una donna che ha perso l'anima. Una donna con gli occhi
folli. L'amante di un demone... È questo che vedi... L'hai detto tu... E non ti
piace, Flora...
-Lasciami...- Lo sta quasi pregando. Ho paura. Non farlo. Non guardarmi
dentro. È orribile... Tu non lo sai... Non sai cosa vuol dire...
Ikki la lascia e a fatica si rialza. Sulla sua faccia c'è il ghigno di chi sta
per vincere. -Lo so cosa vuol dire, Flora. Avere le tenebre dentro. E non avere
nessuno con cui dividere il tuo dolore...
-Sta zitto!
-Non permettere che il tuo dolore ti distrugga. Athena può salvarti. Per questo
ti permette di indossare questa corazza.
Lei gli si scaglia contro. Con rabbia, senza un'idea precisa di come
affrontarlo. Vuole solo che la smetta. Ma a lui è sufficiente una mano per
bloccare il suo pugno.
-Stai piangendo.
No, non puoi umiliarmi in questo modo... -La tua santa Athena ha causato
la morte di mio fratello... Lo sai cosa vuol dire? Perdere l'unica persona cui
vuoi bene?
Ikki chiude gli occhi, lasciandole andare la mano. -Colpiscimi. Dimostrami che
sei una carogna senza cuore. Ti prometto di non reagire. Uccidimi.
-Tu sei pazzo! È questo che ha fatto la luce di Athena? Ti ha fottuto il
cervello!
Improvvisamente l'espressione di Ikki cambia. Tutto ad un tratto sembra in preda
ad una agitazione inconsulta. -Shun... Shun è in pericolo...
Colpiscilo ora... Ora che è più debole... Ma non riesce a muoversi
-Mi dispiace, Flora. Non sarei voluto arrivare a questo. Ma la tua mente è
forte. Sopravviverà. Non posso permettere che uno spirito come il tuo vada
smarrito. Perdonami, ma devo leggerti dentro.
La mano di Ikki sembra sfiorarle la testa, ma i suoi movimenti sono troppo
veloci perché lei possa evitarli. Non avverte dolore. Solo un leggero bruciore
fra gli occhi. Il Genma Ken... pensa, prima che la realtà intorno a lei
svanisca.
23
C'è agitazione quella sera in casa. La grande casa piena di croci capovolte,
stelle a cinque punte e ceri neri. Perché Sergej ha fallito la sua missione. E
nonostante questo è tornato. L'inverno moscovita è ancora lontano, tuttavia fa
freddo. Fa freddo dentro di lei. Sa che Sergej è tornato per lei, per portarla
via. Gli hanno strappato di dosso l'armatura, quella bellissima armatura
scintillante. Flora ha paura. Lo hanno picchiato e lui ora, sul pavimento del
grande salone sembra stranamente tranquillo. Flora guarda i suoi fratelli
chiedendosi se anche loro stanno soffrendo come lei. E capisce che non è così.
Dieci paia di occhi neri, dai dieci ai vent'anni fissano Sergej senza pietà.
Vorrebbe correre da lui ma non osa. Perché ci ha traditi? pensa,
stringendosi alla vita di Andres Misoteos, il greco, il capo del loro gruppo.
Suo padre, il padre dei suoi fratelli, il padre di Sergej.
-Tra poco saranno qui. Cosa devo fare, Sergej?- chiede Andres.
Sergej sorride. -Abbiamo sbagliato, padre. Athena non è malvagia.
È Piotr a colpirlo allo stomaco con un calcio. Ha quattordici anni ma si dà
arie da uomo fatto. Flora lo guarda con odio. Pagherai per questo...
-Lasciami andare via.- Sergej riprende fiato. -Sono... sono venuto solo a
prendere Flora... Lasciami la bambina e non sentirai più parlare di noi.
Flora avverte il forte braccio di Andres stringerla. -E vuoi cercare rifugio da
Athena, Sergej?
Sergej, come unica risposta, sputa un dente spezzato. Andres le accarezza i
capelli. -Hai visto, Florjana? Hai visto cosa ha fatto Athena al nostro Sergej?
Lo ha plagiato, ha distrutto la sua mente ed è solo una bambina. Immagini cosa
riuscirebbe a fare una volta che sarà cresciuta se non la fermassimo?- Flora
annuisce. È colpa di Athena...
-Deve essere colpa dell'Armatura.- Il tono di Viktor è deciso. Ora che Sergej
è in disgrazia è lui il fratello maggiore. -Come Vassilj prima di lui. Doveva
uccidere Athena appena nata e invece l'ha portata in salvo. Quando è morto,
Sergej ha ereditato la corazza di Cassiopea e questo è il risultato...
-L'Armatura non ha nulla a che vedere con il suo tradimento.- lo interrompe
Andres.- Athena. L'unica colpevole è lei.
-Lasciami Flora, padre.
No, pensa lei. Non voglio andare da Athena... Sergej, perché? Vuoi
più bene a lei che a me?
No, Flo, la mia Flo... Flora spalanca gli occhi quando la voce di Sergej
le arriva al cervello. Se tu potessi vederla... ma la vedrai, perché io non
me ne andrò via di qui senza di te...
-Che facciamo, padre?- domanda Viktor.
Andres Misoteos, e nessuno di loro ha mai saputo il suo vero nome, sospira.
-Rinchiudilo. Decideranno loro cosa farne.
E mentre lo trascinano via, Nastja le sussurra all'orecchio: -Hai finito di
essere la principessa della casa, Florjana...
Lei incenerisce sua sorella con lo sguardo. Nastja arretra, sebbene sia più
grande e più alta di lei. Ma continua a sputare veleno. -Ci penseranno loro a
sistemarvi.
E loro arrivano due ore più tardi. Tutti e tre, questa volta. Di solito, uno di
loro compare una volta l'anno, per partecipare alla Messa di Natale. Stavolta si
sono scomodati al gran completo. Aiacos, Minos, Radamanthis. Hanno proprio dei
nomi strani. Sergej le ha detto che sono esseri umani ma che in loro dorme un
demone potente che presto si risveglierà. Flora e i suoi fratelli li seguono
nella stanza dove è rinchiuso Sergej. Quello strano Radamanthis le arruffa i
capelli con un gesto che probabilmente vuole essere affettuoso. -Ciao, Flora. Ti
ricordi di me, vero?- Lei annuisce appena, troppo preoccupata per Sergej per
badare a lui. -Sei alta per la tua età.- Le fa una carezza. -Hai visto che
brutto scherzo ci ha combinato Athena?
Andres apre la porta. Sergej è seduto in terra ma sembra stare meglio. Flora
corre da lui. Suo fratello l'abbraccia. -Va tutto bene, Flora. Vedrai. Ce ne
andremo di qui.
Lei non ci crede. Non ci crede minimamente. Inizia a piangere come una bambina
piccola. -Chiedi scusa, Sergej, per favore, chiedi scusa...
Lui scuote la testa. -Non posso. Capirai quando Athena ti prenderà le mani,
Flora...
Lei si allontana da lui. Athena... Che cosa ti ha fatto Athena? In
quell'istante odia suo fratello, il suo meraviglioso fratello, che sta per
andarsene per sempre, e solo perché un'altra bambina, quella perfida Athena, ha
preso il suo posto nel suo cuore. Torna da Andres.
-L'abbiamo perso- dice Andres.
-Sì, -conclude il demone dai capelli scuri, Aiacos. -Deve morire.
No! Flora ha voglia di gridare, ma tanto... quello non è più Sergej, il suo
dolcissimo Sergej, quello che spazzola i capelli, che gioca con le sue bambole
solo per farla felice, quello che le ha insegnato a recitare il Padre Nostro a
rovescio, quello che l'ha portata a pattinare la prima volta.
-Uscite tutti. Ci penso io...- dice Radamanthis. E quando Flora fa un passo per
allontanarsi il demone l'afferra per un braccio. -No, tu resta qui.
Un rantolo esce dalle labbra di Sergej. -No, non davanti a mia sorella, per
favore...
Gli occhi inchiodati su Sergej, Flora sente qualcosa di umido percorrerle la
mano. Flora alza gli occhi verso Radamanthis. Il demone le prende un dito fra le
labbra. Flora ritrae istintivamente la mano. Che sta succedendo? Si
chiede mentre Nastja le bisbiglia all'orecchio -Così piccola e così
puttana...- Nastja, la diversa, quella con i ricci biondi. Se non fosse stato
per i suoi occhi, Andres non l'avrebbe mai riconosciuta come sua. Lei e Flora
sono le uniche femmine. E Nastja la odia.
-È solo una bambina!- urla Sergej.
Radamanthis ride. -Ehi, sta tranquillo. Io so aspettare. Adesso fuori tutti...-
conclude afferrandole di nuovo il braccio.
-Padre!- urla Sergej, mentre Andres lascia la stanza seguito dai suoi figli.
-Athena ha gli occhi neri, padre! Come i nostri!
La porta si chiude. Adesso ci sono solo loro due: lei e suo fratello. E quei tre
demoni. Radamanthis la trascina di fronte a Sergej. -Dagli un bacio d'addio,
Florjana.
Lei obbedisce. La guancia di Sergej è bagnata di lacrime. -Ti voglio bene, Flo...
È tutto molto rapido. Il taglio della mano di Radamanthis sulla gola di Sergej.
Il suo viso che perde colore. Il sangue che zampilla fuori dalla giugulare
recisa. Per un attimo dimentica tutto, il suo nome, la sua età. C'è solo lo
sguardo fisso di Sergej e Radamanthis che spinge le sue piccole mani a
raccogliere quel getto rosso e caldo. Il sangue fluisce via dalle sue dita. È
un pensiero stupido... Se lo raccolgo tutto forse potrò restituirglielo...
Vorrebbe chiamarlo, ma la voce è bloccata.
-Non ha sofferto, Florjana- le dice Radamanthis, quando il flusso si ferma. Ma
lei non riesce ancora a ritirare le mani completamente inzuppate. -È stata
Athena a provocare tutto questo, non dimenticarlo mai.
24
Il suonatore di Lira. Shun è in sua balia. Ikki sa di non avere tempo. Eppure
qualcosa lo blocca, impedendogli di muoversi. È mostruoso. Che cosa hanno
fatto a questa ragazza? Flora è in ginocchio, con il viso rivolto verso
terra. La sua mente si è spalancata per lui. È stato orribile. Ikki è certo
che l'immagine della bambina con le mani inzuppate di sangue tornerà a popolare
i suoi incubi. Non ha avuto la possibilità di scegliere. Altri hanno deciso per
lei.
-Flora...
Lei non risponde. Eppure Ikki è certo che sopravviverà al Genma Ken. È forte.
Eppure qualcosa gli impedisce di abbandonarla in quel luogo. Non hai più
nove anni. Ora puoi capire... Capire che non è Athena ad essere colpevole.
Liberati dalle catene che imprigionano i tuoi pensieri...
Flora solleva gli occhi. La rabbia è sparita dal suo sguardo. Ora c'è solo
dolore. -Perché mi hai fatto questo?
Per il tuo bene, vorrebbe dirle Ikki. Ma non può. Non si è mai sentito
in quello stato. Mostri... Quali altri orrori hai dovuto vedere? Quali altri
orrori hai dovuto subire? 'L'amante di un demone che le ha insegnato segreti
mostruosi...'
Lasciala a me, Ikki... Athena, la voce di Saori, il suo Cosmo caldo ed
umano. Sono in debito con suo fratello... Io posso aiutarla... Vai ora...
Presto, Ikki... Io... Sto morendo...
Athena sta morendo. Ikki si scuote. -Devo andare...- dice.
Flora non dà segno di averlo sentito. Ikki non si volta, salendo la scala che
lo porta alla luce del giorno. Devo aiutare Shun... E Athena. Non ha mai pregato
la sua Dea, ma ora la supplica con il pensiero. Perché l'anima spezzata in cui
si è imbattuto possa essere guarita.
25
L'Oceano Pacifico. Immenso. Vivo. Lei lo guarda tentando di discernerne la fine.
-È molto bello, vero?- le chiede la bambina, vicino a lei. Ha un grande
cappello di paglia. È più piccola di lei, ha l'aria furba, i capelli viola e
gli occhi neri, che lei conosce così bene. Scuri come un universo senza stelle
eppure capaci di catturare tutti i colori del creato. Lei vede gli stessi occhi
ogni volta che si guarda allo specchio. Ma quelli della bambina vicino a lei
hanno qualcosa di speciale. Una scintilla, una luce antica e spaventosa. -Così
tu sei la sorellina di Sergej... Volevo conoscerti da tanto. Vuoi giocare con
me?
Lei la guarda con sospetto. -Io non gioco con nessuno.
La bambina abbassa gli occhi. -Neanche io. Vuoi essere mia amica?
-No- le risponde lei.- Sto aspettando mio fratello. Verrà a prendermi e poi ce
ne andremo insieme. Tornatene da dove sei venuta. Non posso essere tua amica. Tu
stai per morire. Quindi non avrebbe senso.
Il sole... il sole ha iniziato a calare sul mare, incendiandolo... Non è
possibile... Quello è l'oriente...
-Sergej non verrà, Flora. Però è vero. Io sto per morire.- La bambina... la
donna, adesso, splendida e solenne, nella sua veste di lino, allunga una mano
per accarezzarle i capelli. Lei si ritrae.
Comportiamoci da adulte, Athena. Ognuno ha il suo scopo in questo mondo...
-E qual è il tuo?- le chiede la Dea
-Vederti morire.- le risponde mentre un nodo le chiude lo stomaco.
-Sergej ti sta guardando. Credi che sarà fiero di te quando io sarò morta?
-Come puoi dirlo? Come puoi dire che lui mi guarda?- E lui è lì, in piedi
vicino ad Athena. Pantaloni e maglietta. Non ha la sua corazza. La sua corazza
la indossa lei.
-Questo non è leale, Athena...
-Lui non voleva questo per te, Flora...
Gli occhi di Athena sono incredibilmente tristi. -Cassiopea… Riesci a sentire
il Cosmo di Cassiopea che brucia dentro di te? Tu appartieni ad Athena... Non
importa quali sentieri tu abbia percorso. Ti avrebbero comunque condotta da me.
-Esci dalla mia testa, ti prego...
-Non posso farlo. Ho bisogno del tuo aiuto. Dammi le mani, Flora...
E Sergej parla. Le ripete ciò che le ha già detto quella sera di dieci anni
prima -Capirai quando Athena ti prenderà le mani...
-Lasciami andare! Voglio andare via di qui...
Mi hanno ucciso come un animale al macello, Flora. Non posso lasciarti a
loro. Ho atteso per anni l'occasione per portarti via. Ma adesso la scelta è
tua. Soltanto tua... Indietro non si torna, Flo...
È un'allucinazione. Athena sta giocando con la mia mente. Come quell'orribile
Fenice... Non guardarmi con quegli occhi supplici... Come puoi chiedermi di
ripartire da zero? Io non ho niente altro che questo... Ma non reagisce
quando Athena le prende le mani e le sorride. Non reagisce quando tutto scompare
e rimangono solo lei e la Dea, avvolte da un vortice di stelle. È come un
balsamo che depura i suoi pensieri. Una leggera euforia. Voglia di ridere. Di
ridere insieme ad Athena. Pace. Quella calma assoluta che precede il sonno. I
suoi sentimenti hanno smesso di stridere come una lama sul ferro. Posso
restare qui? Posso restare qui per sempre? Athena scuote la testa e Flora ha
voglia di piangere.
-C'è un ragazzo... Un ragazzo innocente che sta per essere ucciso. Salva lui e
salverai te stessa. Ti prego, Flora.. Io non posso aiutarlo...
E lei capisce. Capisce che sta parlando di Julian Solo. Flora fissa il
pavimento. Niente stelle. Le stelle sono scomparse. La segreta, le scale, quelle
sulle quali è sparito Phoenix Ikki, il dolore di Athena che impregna l'aria. Indietro
non si torna, ha detto Sergej. Nel livello sottostante Julian Solo sta per
essere sacrificato. Come un animale al macello. Non si passa da lì. Per
salvarlo dovrebbe uscire all'esterno e poi prendere un altro passaggio. Perché
dovrei? Perché dovrei? continua a chiedersi mentre i suoi piedi si muovono
da soli. Perché dovrei?
26
Un vortice grigio, rosso e nero. Le tre figure non sono più distinguibili.
Colpiscono ad una velocità mostruosa. La Dead End Symphony non ha sortito alcun
effetto. La Erinni chiamata Megera ha colpito il suo braccio prima che le note
riuscissero a raggiungerla. Il suo flauto è volato via. Sorrento lo vede a
pochi metri da lui ma è certo che non riuscirà a raggiungerlo prima che la
mostruosa trottola che vortica sopra di lui lo colpisca di nuovo. All'improvviso
sente lo schiocco della frusta di June. E una delle tre, quella con il mantello
rosso... Alecto, è a terra con la frusta avvolta intorno a una caviglia. Il
vortice ha perso la sua completezza. Le altre due si guardano perplesse. È
Shaina a colpire la Furia Grigia con il suo colpo, l'implacabile Thunder Claw.
La Erinni, viene spazzata via da una scarica elettrica che probabilmente
ucciderebbe un essere umano. Megera si avventa su di lui. Sorrento si maledice
per non essere stato abbastanza veloce da recuperare il suo flauto. Ma prima che
Megera possa colpirlo, un lampo scintillante costringe la Furia ad arretrare. Il
suo salvatore è una donna e indossa una corazza simile a vetro. Non ci vuole
molto a Sorrento per capire che si tratta del Cavaliere che ha rapito Julian.
-Cassiopea! - grida June.
La donna raccoglie il suo flauto e glielo lancia. -Eumenidi. - dice.
Sorrento afferra al volo lo strumento. Eumenidi...
La nuova venuta si rivolge a June. -Julian Solo sta per essere ucciso.
L'ingresso per la segreta è dietro di te...- June resta immobile, forse
chiedendosi chi diavolo stia cambiando le carte in tavola. -Sbrigati! Prendo io
il tuo posto.
June annuisce. -Non sparire- risponde. -Ho una faccenda da chiarire con te.
-Eumenidi.- ripete il Cavaliere mentre June scompare alla vista. Poi quel Cosmo
immensamente grande riempie il cielo con la sua tenebra ripugnante.
-Seiya!- grida Shaina.
E Sorrento capisce che Eris è rinata nella sua pienezza e che il loro tempo sta
volgendo al termine.
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Che diavolo sto facendo? Che mi importa di Julian Solo? Quel posto è un
inferno, buio, opprimente. Le sembra di sentire le urla dei condannati, morti da
secoli eppure ancora presenti con il loro strazio. Si è trovata di fronte il
Cavaliere di Cassiopea, una guerriera a volto scoperto, e invece di affrontarla
ha eseguito i suoi ordini come una qualunque apprendista...
Ci sono tre guardie nella sala semicircolare che segna la fine delle segrete.
Ridono sguaiatamente mentre uno dei tre affila un grosso coltello da macellaio.
-Secondo me è molto più comodo se prima frantumiamo la sua cassa toracica e
poi tiriamo fuori il cuore. Si risparmia un sacco di fatica.
Uno dei tre sgomita quello che ha parlato, indicandola. -E quella chi è? Un
regalino della Dea?
June li studia per un istante. Non ci vorrà più di qualche secondo. Non hanno
un Cosmo. Sono semplici guardie.
-Mi piace il tuo aspetto sado-maso. Vieni qui, bambola..
Sado-maso? pensa June mentre la sua frusta schiocca verso quello che l'ha
apostrofata. Quando la testa dell'uomo rotola a terra gli altri due la guardano
con un'aria inebetita. Poi le si scagliano addosso, furiosi. Con un calcio ben
assestato June ne scaraventa uno contro la parete poi colpisce l'altro allo
stomaco con la forza sufficiente per ridurre i suoi organi interni in gelatina.
June riprende fiato, e solo dopo si rende conto che quel mucchio di carne
sanguinante a terra in un angolo è Julian Solo. Cristo! Ma cosa gli hanno
fatto? June corre da lui. Si inginocchia al suo fianco e delicatamente lo fa
voltare. Il suo viso è contuso e incrostato di sangue.
-Julian... Coraggio. Sono venuta a liberarti...Ora però dobbiamo uscire di
qui...
Lo sguardo del ragazzo è spento. Julian non si è nemmeno chiesto chi sia lei.
-Non riesco ad alzarmi... Non ce la faccio...-
La sua voce spezzata le provoca una profonda pietà. Perché hanno infierito
in questo modo? -Julian, ti prego... Devi farti forza! Io ti aiuterò, ma
adesso dobbiamo andare.- June lo aiuta a sollevarsi. Il suo corpo è in pezzi.
Si rende conto che dovrà essere il suo appoggio, che Julian non è in grado di
camminare. -Forza... Un passo dopo l'altro.
Lui la guarda. Il suo sguardo è straordinariamente profondo. -Perché? Perché
Athena mi ha mentito? Tu sai dirmelo?
Cosa? si chiede June. Poi comprende. Julian Solo ora ricorda.
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Ok... adesso non sanno come uscire da questo bosco... I suoi specchi
circondano la zona, replicando la loro immagine.
-Qui abbiamo qualcuno che sta tradendo... - la apostrofa Alecto.
Flora la ignora. -Usa il tuo flauto per trasformarle in Eumenidi...- si rivolge
al Generale Marino. Lui la guarda con sospetto.
-Ehi, voi due, volete darmi una mano?- grida l'altra.
Shaina dell'Ofiuco. Una creatura complessa. Sta tenendo a bada da sola Tisifone
e Megera.
-Non conosco le note- le risponde Sorrento abbandonando il proprio scetticismo.
-Ci penso io...- Flora si concentra alla ricerca di un Cosmo familiare. Uno
specchio... uno specchio che mi mostri dove si trova ora... Viene esaudita,
come sempre. Il cantore divino è a terra, ferito e debole ma vivo. Orfeo...
La sua voce le arriva limpida e chiara. Buona sera, Cassiopea... a quanto
sembra la Fenice e suo fratello hanno avuto ragione di me...
Orfeo, mi serve la melodia... il canto capace di placare i demoni. Deve essere
suonata con un flauto...
L'uomo riverso al suolo sorride debolmente. Che c'è? Hai cambiato bandiera,
Cassiopea?
Ti prego, Orfeo...
Voglio tornare... voglio tornare da Euridice...
Lo farai, ma prima aiutami. Ricordati che sei l'unico vivente fra i Cinque. Un
servitore di Athena...
Sei ridicola, Cassiopea, le risponde, ma solleva una mano.
-Segui i suoi movimenti,- ordina a Sorrento. L'uomo si porta il flauto alle
labbra. Le dita di Orfeo si muovono e quelle di Sorrento le imitano. Una nota,
poi un'altra e un'altra ancora.
La voce degli angeli deve essere simile a questa musica... pensa Flora.
È bella e dolcissima come il viso di Athena.
Shaina ha smesso di colpire. Le tre Erinni sorridono. I loro corpi sembrano
soffusi di una strana luce azzurra. Le Eumenidi... le Furie che si
trasformano in creature benevole... il mito è reale.
Le tre sorelle sollevano gli occhi verso il cielo. -Sta arrivando per portare il
suo aiuto ad Athena. Indichiamole la via.- Le tre si prendono per mano e si
innalzano in volo come tre spiriti dell'aria.
Quella è un'armatura d'oro... pensa Flora seguendo la scia dorata che,
preceduta dalle Eumenidi, si sta dirigendo verso il tempio di Eris. Abbiamo
perso di nuovo, pensa, poi riflette e capisce che lei non fa più parte di
alcuno schieramento. Poi uno dei suoi specchi va in frantumi al passaggio di
June del Camaleonte, che sostiene Julian Solo. L'uomo viene deposto gentilmente
a terra. Sorrento corre da lui.
Ora credo proprio che dovrò togliermi dai piedi.
Ma prima che possa fare un passo June le si para davanti. -Tu sei una schifosa
ladra, lo sai?- ringhia. Flora vorrebbe scoppiare a ridere. -Togliti
immediatamente questa corazza!
Lei abbassa gli occhi. Come sono arrivata a questo punto? Non avrei dovuto
farlo. Era tutto così chiaro... fino a due ore fa. Poi è apparsa la Fenice...
Forse se avessi scelto come vittima un altro dei Cavalieri di Bronzo ora sarei
ancora me stessa. Tanto me la paghi, Ikki. Me la paghi, lo giuro. Perché ora
voglio solo vedere Athena. Vederla ancora. Guardarla negli occhi. I suoi occhi,
i miei occhi... - Mi dispiace, ma consegnerò questa armatura solo nelle
mani di Athena.
-Senti...- la chiama Shaina. — Hai potere sugli specchi, vero? Mostrami cosa
sta accadendo.
Lei annuisce. In fondo non cambia molto. Chiunque vinca io sono fuori dai
giochi. Il tempio, Jagger di Orione privo della vita precaria offertagli da
Hades, Phoenix Ikki svenuto... Eris, trionfante, vestita del colore del sangue.
La pelle bluastra come i suoi capelli. Il suo diabolico sorriso. Erii, priva di
sensi ai suoi piedi. Athena pallida come la morte... È troppo tardi,
pensa Flora. Pegasus Seiya indossa la corazza del Sagittario. Ma non ce la
farà... Non avrà il coraggio di lanciare la freccia d'oro.
-Forza, Seiya... - mormora Shaina.
E così sei tu la dama di cuori? Flora sorride. Il dardo viene scoccato.
La mela d'oro va in pezzi. Eris urla. Gli specchi si infrangono. La terra trema.
-Non ne usciremo vivi- dice June. Ma Julian Solo si alza, mentre la montagna
inizia a franare. È così imponente ora. Nonostante le ferite. Lo sento...Poseidon
è vivo, è in lui...
-Dammi un solo motivo per cui dovrei salvarti la vita- le dice con un tono di
profondo disprezzo.
Lei gli volta le spalle. -Allora non farlo. Io non te l'ho chiesto....-
All'improvviso le sembra l'unica scelta possibile. Restare lì e sprofondare con
la città di Eris, con la montagna, tutto...
-Ci ha aiutati- mormora Sorrento. E lei lo sente, quel Cosmo che odora di sale e
di vento. E capisce che il Dio ha scelto di essere clemente. Il suo spirito si
fa leggero, così come il suo corpo.
Dove sarò domani? si chiede, mentre Poseidon la conduce al sicuro.
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Li osserva. Seduta su una roccia, in disparte. Non vista. Si sono dimenticati di
lei. Abbracci, sollievo, Athena e i suoi ragazzi. Affetto. Può esistere affetto
tra un Dio e il suo esercito? Come è dolce l'espressione di Erii fra le braccia
del suo Cigno, ora che Eris ha lasciato il suo corpo... E adesso?
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Lo ha sentito. Prima del crollo e poi subito dopo, quando ha usato tutti i suoi
poteri per tirare i suoi Cavalieri fuori dalle macerie. Il Cosmo di Poseidon.
Saori lo guarda. Il bel viso tumefatto, e un'espressione implacabile negli
occhi. E con lui Sorrento, June, Shaina... Cosa ci fanno qui? Sono usciti
dal bosco come personaggi di un romanzo fantastico. E Julian la fissa. Furioso.
Saori, con un gesto, allontana Seiya, pronto a frapporsi fra loro due. Non c'è
nessuna minaccia, ora. Saori si avvicina a Julian. Di nuovo umano. Per un attimo
si chiede come lo spirito di Poseidon sia riuscito a filtrare attraverso
l'anfora in cui è rinchiuso. Poi appoggia le mani sul viso del ragazzo. Senti
il mio Cosmo, Julian? Ma lui non cambia espressione mentre le sue ferite
vengono risanate.
Le sue parole le fanno l'effetto di uno schiaffo. -Come hai potuto, Athena? Chi
ti ha dato il diritto di togliermi i ricordi?
Lei sospira. -Pensavo fosse la cosa migliore..
-Va al diavolo!- le risponde Julian, prima di voltarsi e incamminarsi lungo il
pendio che conduce in città.
No... riesce solo a pensare Saori, profondamente ferita. Non avercela con me...
L'ho fatto solo per te...
-Gli passerà, signorina Kido- le dice Sorrento. Lei annuisce. Il Generale
Marino non aggiunge altro e raggiunge il suo Dio.
Sì, gli passerà... io non farò lo stesso errore due volte. Non toccherò
la mente di Erii. Anche se sarà dura per lei convivere con i ricordi. E poi...
le Armature... devo mandare le Armature in Grecia per essere riparate... e poi,
devo parlare con la sorella di Sergej... Dove è finita? Con un sospiro
Saori osserva Seiya inseguire Shaina che si sta allontanando. Quante cose da
sistemare...
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No, non te ne andare, non sparire, non sparire, io devo parlare con te!
-Ferma, ragazza!- Seiya le si para davanti. La maschera. Odia la sua maschera.
Gli nasconde i suoi occhi...- Dove credi di andare?- Di nuovo quella strana
vertigine. Basta la sua vicinanza... Questo non è normale... non è
assolutamente normale... Voglio... voglio abbracciarla...
-Torno in Grecia a riferire del fallimento della mia missione. Non ho scoperto
chi c'era dietro ad Eris, e questo è tutto.
-E te ne vai senza nemmeno salutare?- Ti prego, togliti quella maschera...
Voglio vedere il tuo viso...
-Sei stato in gamba, Seiya. Dai sempre il meglio di te quando si tratta di Saori.
E questo cosa vorrebbe dire? - Shaina, non te ne andare. Dobbiamo
parlare...- Dio, l'ho baciata e non faccio che pensarci da quel giorno... Mi
ama? Mi ama ancora?
-Ne parliamo un'altra volta, Seiya. Sei ferito e hai bisogno di curarti ora.
Non aggiunge altro e Seiya capisce che è il momento di lasciarla andare. E che
il più debole ora è lui. Resta a guardarla mentre si allontana, chiedendosi in
quale istante abbia perso la sua occasione. Sì, ne parliamo un'altra
volta...
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Inevitabile. Gli arriva vicino senza fare rumore. Lei non si gira nemmeno a
guardarlo.
-Che fai qui da sola?
Vattene! pensa. Vattene via! È solo colpa tua!
-June ha detto che tu..
-Taci!
Lui non batte ciglio e le si siede vicino. -Sei perfino più scontrosa di me.
Non credevo fosse possibile. -Stavolta lei si gira. La Fenice è più rilassata.
Ma la notte ha reso i suoi occhi blu ancora più scuri.
Tu non te ne rendi conto. Grazie ai tuoi trabocchetti mentali ora non sono
più niente... E togliti quell'espressione di pietà dalla faccia...
-Cosa farai adesso? Tornerai dai tuoi compagni?
Lei sorride amaramente. -Sai cosa fanno a chi tradisce, no? L'hai visto.-
Radamanthis... manderanno lui... è responsabile per me...
-Athena ti proteggerà.- Ikki sembra molto sicuro.
Non ho bisogno della protezione di Athena.
-Stai bene?- le domanda ancora lui.
-Quanto sei premuroso…- Non si preoccupa di sembrare acida. Ha troppa amarezza
dentro. Sono stata una stupida. Per dieci anni ho creduto alla mia illusione.
L'ho visto sgozzare Sergej. Ma ha detto che la colpa era di Athena e io gli ho
creduto... Stupida... E adesso?
-Flora, Athena non mi ha respinto quando sono tornato da lei. Eppure ho fatto
cose mostruose nel mio passato...
-Sta zitto!- lei lo interrompe. Non vuole ascoltare una confessione. Deve
prepararsi. Sa che verranno a prenderla. E allora sarà finita. Non griderò,
non supplicherò. Spero solo che facciano in fretta...
-Nessuno ti farà del male- conclude Ikki e lei si chiede se non le abbia letto
nella mente.
Smettila di guardarmi! Non lo sopporto. Mi fa sentire debole. Debole.
Istintivamente si alza quando vede la Dea avanzare verso di lei. Dea... ora
sembra solo una ragazzina... Flora si toglie la tiara dai capelli. -Questa
appartiene a te...- dice. È giusto. È quello che Sergej avrebbe voluto...
Athena le sorride. I suoi occhi... Sergej...
-L'Armatura ti ha scelta. E solitamente le Armature non sbagliano, vero Ikki?
-Può darsi- risponde lui con un'alzata di spalle.
-Sei sempre il solito...- commenta Athena.
C'è qualcosa tra loro due... O forse no... È lei... Ne è terribilmente
attratta, eppure... Non è amore... Gli ormoni della divina Athena sono in piena
attività... Si trattiene dal ridere a stento.
-Scusalo Flora. È un po' chiuso ma non è un cattivo ragazzo.
-Sì, certo- le risponde. Voglio restare sola. Andate via. Tutti e due.
-Vorrei parlare con te. È importante. Ti chiedo solo un paio di giorni della
tua esistenza.
Lei guarda la Dea. Lo so cosa vuoi. Ma avermi concesso di indossare questa
Armatura non vuol dire che io sia ai tuoi ordini. Lo so cosa vuoi.
-Flora, per anni ho tentato di scoprire qualcosa sulle mie origini. Tu conosci
la verità sulla mia nascita... Per favore, devi dirmi tutto. Mio padre... mia
madre... Chi erano? Chi sono?
Ci mancava questa... Occhi neri come l'inferno... - Saori Kido... Non
puoi accontentarti di questo? Perché vuoi rimestare nella melma? Non ti
piacerebbe, credimi.
La Dea abbassa gli occhi. -Non importa. Io... voglio saperlo...
-Povera stupida.- Flora sente pena per lei, per il suo fardello, per la sua
parte umana così debole... Una come te andrebbe schiacciata... Ma quel pensiero
le suona alieno, come appartenente ad un'altra esistenza. -Questa giornata non
finisce più...- sospira.
-Non dirlo a me- commenta Athena. -Due giorni, Flora. Per parlare... E poi... È
pericoloso per te restare sola. I miei Cavalieri possono proteggerti.
-NON MI SERVE LA TUA PROTEZIONE!
-Hades. Voglio che mi parli anche di Hades.- Il suo tono è più deciso. La Dea
guerriera.
Mi piaci di più così...
-E di Sergej...
Vigliacca! Ti detesto. Ma non volgere lo sguardo. Lascia che ti guardi ancora
negli occhi... Mi fai sentire innocente...
Come se considerasse la conversazione finita la Dea fa un cenno con la testa ad
Ikki. -Sai dove trovarmi se cambi idea...- Il Cavaliere le prende la mano e
l'aiuta a scendere per il sentiero accidentato. Flora li osserva sparire nella
notte.
Vorrei sparire anch'io, pensa. Per sempre. Invece sa che sarà
ancora lì domani. Domani. Cosa farò domani?
Note: Questa storia è terribilmente datata. È datata nello stile e
nella trama, tuttavia ho deciso di lasciarla così com’è senza riscritture
dell’ultima ora per una questione affettiva. Dopo tutto il lungo viaggio dei
personaggi di Simulacra inizia da qui. Ho semplicemente sistemato la forma in
modo da renderla più scorrevole.
Non ci sono appunti particolari da fare. I personaggi di Saint Seiya hanno
qualche anno in più rispetto alla versione originale: è una scelta che ho
fatto per una questione di coerenza narrativa. Nessuno di loro si comporta
effettivamente da tredicenne, né ne ha l’aspetto. Chi avesse già letto
questa storia in rete noterà che sono cambiate alcune cose. Ho restituito alla
fanciulla che viene posseduta da Eris il nome originale, Erii, al posto della
forma anglofona Ellie, e ho giocato sul fatto che sarebbe difficoltoso per
qualunque giapponese pronunciarlo correttamente.
Alla prossima,
JeanGenie.