

JEAN GENIE
iscritto dal: 11/03/2008
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Baffi
"Giovanni le aveva rivolto un sorriso incoraggiante. 'A me puoi dirlo. Ti prometto che non farò la spia. Sei tu che fai sparire il latte dalla cucina?'
Teresina aveva esitato per un attimo, poi aveva sospirato un timido sì.
'E non è per te, vero?' aveva bisbigliato Giovanni. 'Ma è per il tuo amico che non è un fantasma, giusto?'"
Categoria: Originali
Genere: Sovrannaturale
Rating: Per tutti
Era una notte buia e tempestosa
Sulle sponde del lago di Ginevra c'è una villa. Lì, due secoli fa, una compagnia di scrittori ha dato una nuova forma all'orrore. Oggi, in quella stessa notte di giugno, qualcuno sta tornando a casa.
Categoria: Originali
Genere: Gotico
Rating: VM14
Sidonia
'Vorrebbe chiederle di parlargli di lei ma sa che non ce n'è bisogno. Sidonia è lì per raccontargli una storia. E sembra davvero antica fra quelle finte rovine.' Una governante e un bambino. Una fata o forse una strega. E un principe addormentato.
Categoria: Originali
Genere: Fantasy
Rating: Per tutti
A Mayme nel giorno del suo matrimonio
Mayme sta per sposarsi. E Armand scrive una lettera.
A Nisi, con tanti auguri di buon compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mayme Angel
Rating: Per tutti
Agenda
La vita di un supereroe, playboy e miliardario sarebbe all'insegna caos se non ci fosse la sua efficiente segretaria.
Dedicata ad Atlantis Lux.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Iron Man
Rating: Per tutti
AmOuR fOu
C'è chi pensa che l'unico posto adatto al Joker sia una cella imbottita in fondo all'Arkham Asylum. La dottoressa Harleen Quinzel non è della stessa opinione.
Rigorosamente ispirata al Nolan-verse.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: VM14
Bivio
Un brevissimo racconto ispirato all'episodio 3O. Seiya si trova di fronte alla sua nemica di sempre e una scelta decisiva.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Le briciole sul sentiero
"Percorriamo tutti la stessa orbita, principessa Maetel. Un'orbita senza fine sulla quale finiremo per incontrarci ancora. Prima di quel momento cerca di decidere quale sarà il tuo ruolo in questa storia."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Galaxy Express 999
Rating: Per tutti
Brina sulle stelle
"Quegli occhi cercano sempre qualcosa di distante e sconosciuto. E quando si perdono in chissà quale sogno, in chissà quale memoria, il loro proprietario sembra dimenticarsi di tutto il resto."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Cosa porterà il nuovo anno
Quando ero molto piccola mi piaceva addobbare la casa per Natale. Il grande abete si riempiva lentamente di luci e di festoni. Mio nonno mi sorvegliava con attenzione, timoroso che potessi cadere dalla scala sulla quale mi ostinavo ad arrampicarmi senza l'aiuto di un adulto. Il puntale veniva per ultimo. Significava che il lavoro era terminato. Era l'unica decorazione a non cambiare anno dopo anno; un angelo di cristallo con le ali dorate.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: Per tutti
Ennui
"A volte sono così noiose, povere bambine. Non me ne importa poi molto dei loro compiti in classe, dei loro sbalzi d'umore e di che cosa mangeranno colazione. A me piace vederle struggersi. E nessuno sa farlo come loro."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Mai HiME
Rating: Per tutti
Finché morte non ci separi
"Non è forse stato quello il motivo per cui ha cominciato a starle lontano? Sì, deve essere quello. Il giorno in cui Kozue ha iniziato ad usare i cosmetici lui ha cominciato a temere di ritrovarsi con dei segni di rossetto sull'uniforme. Davvero, non può esserci nessun altro motivo per cui abbia cominciato ad avere paura di sfiorare sua sorella. "
A DK per il suo compleanno.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14
Frozen Inside
Il viaggio di Jun in compagnia di Akira nella profondità degli inferi è terminato...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Devil Lady
Rating: VM14
Il giorno prima
Prima dell'olocausto nucleare, prima che Hokuto e Nanto si dessero battaglia, prima che il mondo impazzisse, quando il guerriero dell'Orsa Maggiore e l'ultima stella di Nanto credevano ancora che il loro futuro sarebbe stato sereno. Una breve storia imperfetta di vita quotidiana, mentre la minaccia si addensa. Da leggere ascoltando Chopin...
Categoria: Fanfiction
Fandom: Ken il guerriero
Rating: VM14
Liber Mundi
L’Europa del ‘700, alchimia, intrighi di corte, spionaggio, rivoluzioni, omicidi e il Salmo del Re, un libro le cui pagine sono intrise di sangue, che tutto conosce e che può cambiare il destino del mondo secondo la volontà di chi lo possiede. Una raccolta di drabble dedicata alle figure simili a statuine di porcellana che si muovono nell’universo de ‘Le Chevalier d’Éon’.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Le Chevalier d'Éon
Rating: VM14
La maschera e il rubino
Mentre in Francia la Rivoluzione arriva al culmine, dall'altra parte della Manica qualcuno scopre che alcuni splendidi gioielli non sono proprio come appaiono. Un mistero si cela tra i nobili francesi rifugiati a Londra. Ed è abbastanza per convincere quella che una volta era la Stella della Senna a vestire di nuovo maschera e mantello.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il Tulipano Nero - La Stella della Senna
Rating: Per tutti
I migliori che se ne vanno
Nella vita di ognuno esistono dei punti fermi. E quando uno di questi viene a mancare un uomo si mette in viaggio alla ricerca di un nuovo significato da dare alla propria vita.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Un medico tra gli orsi
Rating: Per tutti
Ogni cosa ha il suo prezzo
Gli odori intensi della perenne fiera, il chiassoso vociare di mercanti e acquirenti, la musica che sale dalle bettole, non raggiungono il signore di Capo d'Ancora. Come un magnanimo benefattore Lord Hyousmar concede la propria proprietà, quel pianeta piccolo e pallido nella nebulosa conosciuta come Scrigno di Luce dai locali e più prosaicamente M 104 o Sombrero dai terrestri, a coloro che praticano il libero mercato in cambio di una tassa d'approdo e del venti per cento dei profitti. E ogni brigante, commerciante o pirata che percorra in lungo e in largo il cosmo sa che bottino o merce posso essere piazzati bene solo a Capo d'Ancora.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti
Pioggia d'estate
In un pomeriggio di nuvole, tè e dolci, due ragazze si trovano a dover decidere quale sarà il loro futuro
Categoria: Fanfiction
Fandom: Maria-sama ga miteru
Rating: Per tutti
Salsedine
"Ho promesso a me stessa che un giorno l'avrei fatto sul serio. Ti avrei preso per mano, mio Sognatore, e ti avrei fatto conoscere la sensazione della sabbia tra le dita."
Categoria: Fanfiction
Fandom: X
Rating: VM14
Side Stories I - Gli occhi di Athena
Un racconto ispirato al primo oav. Eris, la Dea della Discordia, torna a vivere impossessandosi del corpo di una ragazza mortale. Mentre la nuova battaglia si avvicina, qualcuno emerso dal passato di Saori Kido cerca vendetta.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Side Stories II - Il sorriso di Freya
Una storia che fa da prequel e da dietro le quinte al secondo OAV. Il momento di pace che Athena e i suoi Cavalieri stanno vivendo viene interrotto da una minaccia che arriva dalla dimenticata città di Asgard.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Side Stories III - Le lacrime di Calliope
Il Dio Apollo ha cercato le sue Muse in ogni angolo del mondo. Ora lui e le sue sorelle sono di nuovo insieme. Ma il loro idilliaco paradiso viene offuscato dalla voce di Zeus che ordina al suo figlio prediletto di muoversi contro Athena con la prospettiva di creare un nuovo eden in terra.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Simulacra
La storia infinita intorno alla quale ruotano tutte la altre. Cinque anni dopo la sconfitta di Hades la voce di Athena riporta i Cavalieri al Santuario. E ha inizio un lungo viaggio alla ricerca di risposte che possano spiegare qual è la minaccia che incombe sulle stesse radici della civiltà umana.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Sole e pioggia
Puro, innocente, bellissimo. Il Cavaliere di Andromeda è stato macchiato da Hades. Il Cavaliere di Andromeda ha visto morire la Dea Athena. Shun non ha più lacrime ma vuole ritrovare se stesso. Una one shot ambientata nell'universo di Simulacra collocabile temporalmente dopo il Prologo di quest'ultima.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco
Rating: VM14
Specchio Specchio
Duetti onirici e insensati tra due mondi, dedicati a Kanchou.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Last Exile - Utena
Rating: Per tutti
Stupido ragazzino
Ispirato all'undicesimo episodio della serie classica. Un ragazzo acerbo affronta una nemica troppo bella e ne viene sconfitto. Ma un ufficiale in seconda biondo e dal cuore tenero veglia su di lui.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Capitan Harlock
Rating: Per tutti
Sub Rosa
Lei è in viaggio da molto, moltissimo tempo. Lei è stata la fonte del Sang Real. Lei è stata l'origine del mondo. L'hai compreso?
Categoria: Fanfiction
Fandom: Crossover: Il Codice Da Vinci - Utena
Rating: Per tutti
Vanità di vanità
"Lei attende. Vestita di nero. Attende di poter sollevare di nuovo quel sipario a lutto. Attende un volto in cui potersi specchiare."
Categoria: Fanfiction
Fandom: Il grande sogno di Maya
Rating: Per tutti
Velvet Rose Hotel
Nella Città d'Argento fioriscono ancora le rose. La Dea ferita e il suo compagno di viaggio sono alla ricerca del Principe smarrito. Lucifero langue ricordando che, un tempo, forse il suo nome era Dios. Una ragazza senza ricordi tenta di ritrovare se stessa. E qualcuno vorrebbe volare oltre il guscio del mondo.
Categoria: Fanfiction
Fandom: Utena
Rating: VM14
Zucche
Attenti al simbolo più saporito di Halloween!
Categoria: Fanfiction
Fandom: Batman
Rating: Per tutti

Anonima Autori, (c) DK86, Jean Genie, Nisi Corvonero, Reader Not Viewer.
Layout di Lan Awn Shee.
L'immagine usata per il layout è di Rain.
L'immagine usata per la categoria è di Toei Animation.
I personaggi e le situazioni presenti in questa storia appartengono a Masami Kurumada e a chi ne detiene i diritti. L'autore non scrive a scopo di lucro e nessuna violazione del copyright è intesa.
Per citare, riprendere, tradurre questa storia, in parte o in toto, occorre l'esplicito permesso dell'autore.
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A Reb
Il ragazzo tenne il cavallo al passo
percorrendo lo stretto sentiero montano. L'aria pungente di fine
inverno entrava nella sua gola ad ogni respiro. Aveva cavalcato per
almeno tre ore e cominciava a sentirsi stanco. Il cavallo scuro sotto
di lui emise un borbottio di impazienza. Il ragazzo sorrise tra sé.
Saavedra's Mate era un magnifico animale ma amava correre e quelle
passeggiate lo innervosivano. Ma era pur sempre il suo preferito e il
ragazzo non aveva saputo scegliere un'altra cavalcatura. Perché
lui con Saavy aveva una complicità speciale. Nessun altro
sarebbe mai stato così condiscendente da ascoltare i suoi
lunghi e insensati discorsi in solitudine. Saavy era il suo
confidente.
"Sei stanco, Saavy?" chiese
il ragazzo.
Il cavallo naturalmente lo ignorò
e mantenne la sua aria di sufficienza.
"Ok. Per tornare indietro
scenderemo fino alla strada maestra e lì potrai correre... Hai
fame, Saavy? Vuoi che paparino ti dia un biscotto?"
Il cavallo non cambiò andatura
e il ragazzo capì che il broncio non gli sarebbe passato in
fretta. Ma che vado a pensare... I cavalli non possono tenere
il broncio...
Il ragazzo decise di non badare a lui
per un po'. Sollevò la testa accogliendo sul viso i raggi del
sole di quel tardo pomeriggio che filtravano fra i rami. Dovrò
chiedere a qualcuno che genere di alberi siano. Vivo qui da due anni
e ancora non lo so.
Il ragazzo si rese conto
all'improvviso che una voragine si era aperta nel suo stomaco. Aveva
dei panini con sé e qualcos'altro, probabilmente, infilato
premurosamente nello zaino dalle sue donne. Sembravano estremamente
felici che lui si togliesse dai piedi. Probabilmente in quel momento
stavano ingozzandosi di schifezze ipercaloriche, lacrimando come
fontane di fronte alle disgrazie di Leonardo Di Caprio imbarcato sul
Titanic. O qualcosa di simile. Quello era un segreto. Lui ne era
tagliato fuori. Sorellina - donna - moderna - ed - emancipata e Amore
- mio - "quanto - sono - tosta" piangevano come vitelli da
latte davanti a storie talmente zuccherose da portare la sua glicemia
a livelli di guardia.
"Ma loro sono delle dure, Saavy.
Cosa vuoi saperne tu?"
Il cavallo nitrì irritato. Il
ragazzo lo fermò, tirando le redini.
"Guarda che è inutile che
ti arrabbi. Non stavo affatto parlando male di mammina."
Il cavallo scrollò la criniera
nera. Il ragazzo si allungò per accarezzargli il muso.
"Lo so, lo so. Mammina è
buona e bella e tu la difendi sempre. È il caso che sia
geloso, Saavy?" Sono da internare, pensò il
ragazzo. Sono matto da legare. Eppure... sto così bene in
questo posto...
Era molto lontano dal luogo in cui era
nato, venti anni prima, ed era lontano dal luogo in cui era diventato
adulto. Eppure si sentiva a casa. Per la prima volta in vita sua si
sentiva davvero a casa.
"Ma tu mi capisci quando ti parlo
in giapponese, Saavy? O parli solo il tuo slang equino-americano? E
il greco lo capisci? Dimmi un po', il greco lo capisci? Che cavallo
ignorante sei..."
Lui ci aveva messo appena un paio di
mesi ad impararlo. Questione di metodo, gli aveva spiegato la sua
maestra. Lo prendeva a ceffoni se si azzardava a parlare giapponese.
Per un attimo il ragazzo smise di sorridere. Non erano stati anni
felici, quelli passati in Grecia. Lo avevano segnato profondamente e
lo avevano reso la persona che in seguito era diventato. Non riusciva
ad immaginare la propria esistenza svolgersi in un altro modo, anche
ora che la sua vita passata sembrava solo un ricordo cattivo. Non
aveva mai sperato di poter condurre un'esistenza normale. Forse non
lo aveva mai nemmeno desiderato. Era stato così orgoglioso
allora, così sicuro di se stesso. Ora invece aveva solo voglia
di restarsene in pace. Dici che me lo sono meritato, Saavy? Oppure
no? Oppure sono una persona cattiva?
Il cavallo sembrò avvertire il
suo repentino nervosismo. Il ragazzo smontò di sella.
"Facciamo una pausa..."
disse come se davvero dovesse giustificarsi con lui. Poi aprì
il suo zaino e tirò fuori un panino e una lattina. Il cavallo
protestò di nuovo.
"Ho capito" rispose il
ragazzo scovando un paio di carote. "Lo sapevo che avrebbe
pensato anche a te."
Il ragazzo avvicinò una carota
al muso del cavallo. Saavedra's Mate la divorò con
soddisfazione.
"È stata carina, vero?"
Il ragazzo accarezzò il pelo scuro e lucido. "Lei è
sempre carina. Lo è sempre stata. Non darle retta quando fa
l'arrabbiata. Fa finta, sai?"
Il cavallo nitrì come per
dargli ragione.
Quella sera che avrebbe ricordato per sempre, Seiya non avrebbe
mai immaginato che la sua vita sarebbe cambiata. In realtà la
sua intenzione era stata assolutamente innocente. Portare a Marin un
bel coniglio da arrostire per farsi perdonare. "Ti appendo per i
pollici" era l'ultima delicata minaccia elaborata dalla malsana
mente della sua insegnante.
Seiya non riusciva a capire come potesse essere così
poco comprensiva. Lo sfiancava di allenamenti per ore, e lui trovava
legittimo concedersi un sonnellino almeno durante le lezioni
teoriche. Ma Marin non la pensava così. Quei quindici minuti
di pausa, Seiya li aveva accolti con gioia. Il suo tempo libero era
ridotto al minimo. E così era cominciata la caccia al coniglio
selvatico.
Quello sfrontato era apparso come se nulla fosse con il suo
musetto curioso e gli occhi vispi mentre lui ingoiava una pera e un
pezzo di pane. La mente di Seiya aveva cominciato ad elaborare un
pensiero semplice e sintetico. Coniglio uguale cibo. Arrosto alle
erbe, profumo stuzzicante, carne tenera...Tutta un'altra cosa
rispetto al rancio ributtante riservato agli allievi. E lo consolava
ben poco il fatto che Marin avesse scelto di dividere i suoi pasti di
qualità più elevata con lui. Quindi si era lanciato
sull'appetitosa bestiola sicuro che sarebbe stata sua. Ma il coniglio
sembrava pensarla in modo diverso. E, Seiya ne era certo, aveva
cominciato a prendersi gioco di lui filando via come un razzo. Seiya
gli aveva lanciato qualche insulto mettendoci tutta l'energia dei
suoi dieci anni e, impegnato nell'inseguimento e tutto preso dalla
sua infruttuosa caccia, non si era accorto di essere arrivato al
gineceo. Il coniglio si era infilato oltre il recinto all'interno del
quale si allenavano le ragazze.
Vigliacco, aveva pensato lui, osservando il furbo roditore
accoccolato fra le braccia di una bella ragazzina.
Seiya non aveva mai visto prima così da vicino una delle
allieve. A loro era proibito ogni contatto con l'esterno se non
quello con i loro insegnanti. Naturalmente c'era chi trasgrediva le
regole, ma lo faceva a proprio rischio. Seiya si era appoggiato ad un
albero per godersi la scena. La ragazzina era a viso scoperto e
accarezzava il coniglio come se fosse stato un animaletto di peluche.
Ma guarda che spettacolo. E scommetto che di solito sta qui a
suonarsele con le sue compagne. E poi quando nessuno la vede si
comporta come una gattina affettuosa.
La ragazza aveva sollevato gli occhi verso di lui, sentendolo
ridere. Lui aveva tirato fuori una battuta scema sulle ragazze che
aspirano a diventare Cavalieri e poi si riducono a uno zuccherino di
fronte a un coniglietto. Il viso della ragazza aveva cambiato
espressione e solo allora Seiya l'aveva guardata negli occhi. Ma
sono veri?, si era chiesto, sicuro che in natura non potesse
esistere una simile sfumatura di verde. Il colore di una foglia
bagnata di rugiada, con pagliuzze smeraldine e dorate che donavano a
quello sguardo qualcosa... qualcosa di speciale.
La ragazza sembrava davvero arrabbiata mentre gli ricordava le
regole che lui aveva appena violato varcando i confini del gineceo.
Ma lui non si era spaventato più di tanto nemmeno quando lei
aveva tentato di scagliarglisi addosso.
È ferita...
Con una smorfia di dolore la ragazza si era tenuta un polso
sanguinante. Seiya le si era avvicinato e lei aveva tentato di
allontanarlo. Ma lui non si era lasciato impressionare. Le aveva
preso il polso e lo aveva fasciato strappando un lembo della propria
maglietta. La ragazza lo aveva lasciato fare con un'espressione
leggermente smarrita.
Che carina... aveva pensato Seiya, ed era un pensiero
assolutamente bizzarro. Le ragazze gli erano sempre apparse come
animali strani. Marin era una tigre, la principessina Saori Kido una
piccola iena, la sua amica di sempre Miho un cagnolino con cui
giocare, e sua sorella una calda e comoda mamma chioccia. Non ne
conosceva altre. Mentre adesso non riusciva a trovare un animale
adeguato da abbinare alla ragazzina che gli stava di fronte. Il viso
delicato, i capelli scuri e spettinati e quegli occhi incredibili...
"È inutile che fai la scontrosa, sai? L'ho capito
subito che sei una ragazza gentile e con un cuore grande così..."
Si era chiesto per un attimo come gli fosse venuta in mente una
frase del genere. Aveva cercato conforto guardando il coniglio che
era rimasto nei paraggi sentendosi ormai al sicuro. E infatti lui non
aveva più fame.
Accidenti, sono in ritardo. Marin mi scuoierà vivo... A
malincuore aveva salutato la bella ragazzina raccomandandole di
cambiare l'improvvisata fasciatura. Poi era corso via e solo a metà
strada si era bloccato rendendosi conto di non sapere nemmeno il suo
nome.
Ma tanto domani ci torno... Così... Per vedere come sta...
Domani ci torno e glielo chiedo...
Si era rimesso in marcia e aveva fatto il resto del tragitto
ridendo come uno stupido.
Scarafaggi americani... Il
ragazzo rifletté solo un attimo, poi si lasciò cadere
quasi a peso morto nell'erba ormai secca. Sapeva che avrebbe dovuto
stare molto attento a non portare con sé qualche sgradito
ospite, altrimenti avrebbe finito con l'assistere a un attacco
isterico da parte di sua sorella. E a crisi mistico-ecologiche, di
quelle che il suo amoruccio tirava fuori quando uno meno se lo
aspettava, preoccupandosi della salvezza delle più infime
forme di vita.
"Tu non lo sai, Saavy..."
disse il ragazzo al cavallo lasciato libero di cercare un rimasuglio
di erba verde da brucare nei paraggi. "Ma mammina ha un cuore
tenero e credo sia contenta di non doverlo più nascondere."
Il ragazzo scartò il suo panino
e lo addentò con gusto. E ricordiamoci di raccogliere i
rifiuti...
Seiya aveva le ossa a pezzi ma quel giorno anche Marin sembrava
non essersela cavata con poco. Vuol dire che sto diventando
forte. E che presto potrò avere la mia Armatura...
"Seiya..." Marin aveva richiamato la sua attenzione
ma lui non si era mosso. Era rimasto sdraiato al suo fianco, sul
suolo pietroso, con il corpo ricoperto di polvere e sudore e i
vestiti strappati.
L'allenamento di quel giorno era stato piuttosto violento e lui
si era difeso dagli attacchi di Marin mettendocela tutta. Forse la
sua insegnante ora sarebbe stata pronta a riconoscere che era
finalmente giunto il momento di mettere la parola fine al suo
tirocinio.
"Seiya..." aveva insistito la donna. "Seiya...
sei stato visto di nuovo girare dalle parti del gineceo. Devi
smetterla o avrai dei guai. Ho lasciato correre fino ad oggi. Lo
consideravo una specie di capriccio da bambini. Ma adesso sei quasi
un uomo e devi concentrarti sulla conquista dell'Armatura. E un
Cavaliere non infrange le leggi del Santuario."
Belle parole, certo. Parole sagge. Ma a lui le regole non
interessavano. Per tre anni non era passato un giorno senza che fosse
tornato in quella che aveva soprannominato "la zona-coniglio".
Inutilmente. "Occhi di Giada" non si era più fatta
viva. Aveva spiato le ragazze alla ricerca di un qualunque segno di
riconoscimento. Le maschere che portavano sul volto non avevano
facilitato il suo lavoro. Ma lui non aveva perso il suo ottimismo.
Tornerà prima o poi. E allora le chiederò come si
chiama...
"Sì, Marin" aveva risposto, deciso a fare di
testa sua come sempre. Si era tirato su, imitato dalla sua maestra.
"Sai, stai diventando bravo... Ancora qualche anno e sarai
quasi al mio livello..." aveva sentenziato Marin.
Ancora qualche anno... Un profondo senso di delusione lo aveva
colpito. Cominciava a provare il desiderio di tornarsene a casa.
Seika era laggiù a Tokyo e probabilmente era molto preoccupata
per lui...
Le voci schiamazzanti lo avevano fatto tornare in sé. Le
avrebbe riconosciute ovunque. La strega e il suo codazzo di
soldataglia adorante. I padroni del Santuario. Shaina dell'Ofiuco.
Lei e i suoi uomini si erano fermati a pochi metri da lui e da
Marin e avevano smesso di ciarlare in quel modo sgradevole.
"Seiya... non attaccare briga..." aveva bisbigliato
Marin e lui avrebbe voluto disobbedirle se solo non si fosse sentito
così stanco. Perché Shaina era in grado di tirare fuori
il peggio di lui.
La donna lo aveva fissato per qualche secondo. Il suo rancore
riusciva a filtrare perfino attraverso la maschera inespressiva che
le copriva completamente il viso. Una arpia con una selvaggia chioma
verde e le unghie laccate di nero e affilate come artigli.
Perché non sparisci dalla mia vita? aveva pensato Seiya
mentre la donna sollevava un dito e lo passava da un lato all'altro
della gola in un inequivocabile gesto di minaccia. Poi lei e i suoi
tirapiedi si erano rimessi in marcia.
"La odio quella donna" aveva dichiarato molto sicuro
di sé, mentre il suo astio faceva a pugni con i suoi acerbi
istinti sessuali.
Il ragazzo fece sparire i rifiuti nel
suo zaino. Nessuno rovinerà questo paradiso. Poi aprì
una lattina di succo di pompelmo, mentre Saavedra's Mate si accostava
timidamente a lui. Il ragazzo conosceva bene i suoi vizi. Il cavallo
avvicinò il muso alla sua faccia, poi tirò fuori la
lingua per rifilargli una bella leccata su una guancia.
"Ehi, non sei mica un cane!"
Saavedra's Mate protestò con un
basso nitrito. Il ragazzo sorrise e poi si versò un po' di
succo nel palmo della mano.
"Tieni" disse mettendolo
sotto il muso del cavallo. L'animale lo leccò via soddisfatto.
"Non dirglielo. Lei mi ucciderà
se lo scopre. Ti fa male, lo sai."
Gli eloquenti occhi del cavallo gli
stavano dicendo che ne voleva di più. Il ragazzo ripeté
l'operazione e di nuovo Saavedra's Mate spazzò via il tutto
con un colpo di lingua.
"Ti ho mai raccontato della prima
volta che ho bevuto pompelmo, Saavy?"
Il cavallo scosse la criniera, poi si
allontanò e si rimise a brucare tranquillamente.
Il ragazzo si sedette di nuovo a
terra. "Hai ragione. Non è interessante. Ma potresti
farmelo notare con una maggiore educazione."
Sto tornando a casa, pensava Seiya
mentre il sonno lottava per infilarsi nei suoi occhi. L'interminabile
volo stava per finire. Alla fine tutto era andato per il verso
giusto. O quasi.
Era un Cavaliere di Athena ora.
L'Armatura di Pegaso apparteneva a lui. Il Sacerdote gli aveva
conferito l'investitura. Aveva sconfitto il suo avversario più
rapidamente di quanto potesse sperare. Ora lo scrigno di bronzo che
conteneva la magica corazza riposava tranquillo nella stiva
dell'aereo che lo stava riportando a Tokyo. Sì, tutto era
andato splendidamente. Più o meno. Perché l'umiliazione
subita dal proprio avversario Cassios non era stata archiviata dai
suoi compagni, che la notte prima avevano tentato di fargli la pelle.
Guidati da Shaina, naturalmente. La maestra di Cassios, nonché
la donna che sembrava avercela con lui da sempre. E il sentimento era
pienamente ricambiato.
Ha cominciato lei, rimuginava Seiya
mentre metà dei passeggeri sonnecchiava e l'altra metà
osservava lo schermo sul quale passavano le immagini di "Stuart
Little". Ha cominciato lei ma stavolta credo che l'abbia
capita...
Non avrebbe voluto affrontarla. Non
gli piaceva combattere con le donne. Lo metteva a disagio e tendeva
ad andarci piano anche quando si trattava di Marin. Ma stavolta non
aveva potuto tirarsi indietro. Aveva eliminato i suoi scagnozzi con
un colpo solo. L'Armatura lo aveva reso davvero potente. E poi...Non
lo aveva fatto apposta, davvero. Voleva solo che lei la piantasse di
infastidirlo. Ma la maschera che lei portava sul volto si era
spaccata in due ed era caduta.
Chi l'avrebbe detto? È carina
da morire... Seiya si era messo a ridacchiare. Shaina la megera.
Profondi occhi grigi e un viso simile a quello di una ragazza da
copertina. Bene. È bella. E allora?
Lei lo aveva sfidato di nuovo,
promettendogli che al loro prossimo incontro entrambi avrebbero
indossato le rispettive Armature e sarebbero stati alla pari.
Sì, certo... Come faccio a
suonargliele ora che ho visto la sua faccia? Quello è un viso
da baciare, non da prendere a pugni...
Seiya aveva buttato giù
quello che rimaneva del suo succo di pompelmo. Aveva appena scoperto
che quel sapore amarognolo poteva essere estremamente gradevole.
Torno a casa. Da Seika. Presto, molto presto avrebbe rivisto
sua sorella. Il pensiero lo rendeva euforico. A casa...
La voce di una hostess aveva
annunciato ai passeggeri che fra venti minuti sarebbero atterrati
all'aeroporto di Narita. Finalmente, aveva pensato Seiya.
Finalmente...
Si era lasciato dietro solo due
grandi rimpianti. Non aveva mai visto il volto che Marin celava
dietro la maschera. E soprattutto non era più riuscito a
incontrarsi con la ragazzina dagli occhi verdi. Era scomparsa nel
nulla. Per cinque anni aveva tentato di rintracciarla senza esito.
Dove sei sparita "Occhi di Giada"? Davvero non eravamo
destinati ad incontrarci ancora?
Seiya si era allacciato la cintura
di sicurezza. Comunque fosse andata era il momento di guardare solo
davanti a sé.
"Avanti, Saavy!" gridò
il ragazzo lanciando il cavallo al galoppo.
Sentì i suoi muscoli scattare,
impazziti. Era quella la sua natura. L'aveva trattenuto per tutto il
giorno ma ora sapeva che doveva lasciarlo sfogare. Saavedra's Mate lo
avrebbe portato a casa. Conosceva la strada e sapeva che tre
chilometri soltanto lo separavano da un'abbondante porzione di
foraggio di prima scelta e da una tonificante spazzolata. A casa... E
per me un bel massaggio rilassante, un bagno bollente e una cena
gustosa... Casa...
"Saavy!" Il ragazzo tirò
le redini. "Buono, Saavy. Così ci ammazziamo."
Il cavallo obbedì ai suoi
ordini. Era un animale estremamente intelligente e ottimamente
addestrato, anche se il ragazzo non l'avrebbe mai usato per dare
lezione a un principiante. Saavedra's Mate era in grado di avvertire
il nervosismo di chi lo cavalcava e reagiva di conseguenza. Per lui
l'ideale era essere montato da qualcuno particolarmente abile. Allora
dava il meglio di sé. Perché a lui piacevano i rapporti
alla pari.
La tenuta apparve appena svoltata una
curva a gomito. La frenetica attività giornaliera stava
finendo e i dipendenti erano tutti in partenza.
La casa padronale. Un vecchio ranch
rimesso a nuovo. La zona privata del "Flying Horse". Il
lavoro e le sue grane restavano fuori da quelle mura. Perché
quella era "casa". Casa...
Tutte le preoccupazioni in quel
momento gli sembravano molto lontane. La scomparsa di Seika,
l'assurda pretesa di Miss Iceberg, Saori Kido, di vederlo combattere
in un grottesco torneo come un animale da circo...
L'armatura era rimasta alla
"signora". Che se la tenesse pure. Se lo scopo era quello
lui ci avrebbe rinunciato volentieri. Eppure Marin gli aveva detto
ben altro. Le armature servivano a proteggere la Dea Athena e ciò
che lei rappresentava. La Dea Athena... Ma chi ci crede...
Seiya aveva aspirato l'aria
salmastra. Era una magnifica giornata in quella estate calda. La
finestra spalancata sul porto, le vele in lontananza... Quella
soffitta da quel giorno sarebbe stata casa sua. Dopo una bella
ripulita aveva acquistato un aspetto davvero gradevole. Miho era
stata gentile a trovargli quel posto e ad aiutarlo a metterlo in
ordine. Avevano comprato qualche accessorio carino al mercato
dell'usato, come la fantastica poltrona blu elettrico che ora
troneggiava di fronte a un minuscolo televisore.
Miho... Lei era tutto quello che
aveva trovato a Tokyo che lo ancorasse al suo passato. La sua
migliore amica. La ragazzina a cui si divertiva a fare dispetti da
piccolo. Insieme riuscivano a dimenticare di essere due orfani. Di
tempo ne era passato parecchio. Era davvero carina, Miho, con i
codini bruni e un paio di chiodi fra le labbra, mentre impugnava un
martello per attaccare alla parete il poster che gli aveva appena
regalato. Miho, che gli aveva detto che se avesse combattuto per
Saori Kido sua sorella l'avrebbe visto dovunque fosse stata.
Devo trovarmi un lavoro. Non voglio
farmi mantenere da Sua Altezza Non - Guardatemi - Che - Mi - Rovino.
"Che te ne sembra?" gli
aveva chiesto Miho. Il giovane Marlon Brando su una moto, con
giubbotto di pelle e aria da duro lo fissava dalla parete.
"Bello..." aveva
commentato Seiya. Ti credi molto tosto, vero?
Miho si era seduta sul pavimento e
lui l'aveva raggiunta con un grosso sacchetto di patatine e due
lattine di cola.
"Sei stata davvero gentile,
Miho. Per sdebitarmi mi piacerebbe portarti fuori una di queste
sere..."
Lei lo aveva guardato, sospettosa.
"Solo per sdebitarti?"
Seiya aveva aperto una lattina.
"Diciamo che mi piacerebbe portarti fuori e basta." Così
carina... Un buon modo per iniziare una nuova vita...
"E sei sicuro che alla tua
ragazza non dispiacerà?"
Seiya aveva sorriso. Dietro a
quella semplice domanda c'erano molte altre cose. Del tipo Mi
piaci. Ma voglio sapere se hai qualcuna laggiù in Grecia. E se
non è così prendo questo invito come una specie di
dichiarazione e ti considero accalappiabile... Adesso ci voleva la
risposta giusta.
"Non lo so. Ora glielo chiedo.
Ti dispiace uscire con me?" Sono un genio.
Lei gli aveva spalancato sulla
faccia un sorriso radioso e i suoi occhi neri si erano messi a
luccicare di gioia. Occhi neri. Così diversi da quelli della
ragazza del coniglio. Due laghi verdi che gli si erano conficcati
nell'anima. Ma ormai era inutile. Non aveva la minima idea di dove
lei fosse sparita. Alcune volte si era ritrovato a pensare che fosse
morta durante gli addestramenti. Non era una cosa rara al Santuario.
Ma il pensiero era troppo orribile e si era sforzato di allontanarlo
da sé. È ora di finirla. Roba da bambini. Mi sto
comportando come Charlie Brown. Mi sono costruito questa immagine
ideale e non riesco a staccarmene. Sono sicuro che se la rivedessi
oggi non mi farebbe lo stesso effetto. Perché non sono più
un bambino.
Sembrava che Miho fosse in attesa
di qualcosa e lui sapeva benissimo cosa.
Ciao, Occhi di Giada...
Si era avvicinato al viso della
ragazza sperando di non sembrarle troppo imbranato. Ma alla fine il
suo primo bacio non era stato affatto complicato come aveva temuto.
Solo un po' più umidiccio di quanto si aspettasse. Ma
piacevole, dopo tutto.
Sì, Miho è davvero tanto
dolce. E io devo togliermi dalla testa tutto il resto...
Togliersi dalla testa tutto il resto.
Certo. Il ragazzo sorrise facendo rientrare Saavedra's Mate nella
stalla. Certe cose non cambiano mai. Gli anni passano ma certe
cose restano uguali...
Lei gli era arrivata alle spalle senza
che lui se ne accorgesse.
"Amore, sei tornato!" aveva
gridato e poi lo aveva ignorato per dirigersi spedita verso il
cavallo. Il ragazzo la guardò stampare un affettuoso bacio sul
muso sudato dell'animale che immediatamente ricambiò il gesto
d'affetto leccandole il viso. "Ti ha fatto faticare, quel
cattivone, vero? Ma non preoccuparti. Adesso mammina ti striglierà
per bene e poi ti darà tante buone cose da mangiare..."
Il ragazzo sorrise a quella scena
familiare. Sempre la stessa. Quel suo finto ignorarlo faceva parte
della recita. "Ne farò bistecche di quel cavallo se non
la pianti..."
Lei si voltò a guardarlo con
un'espressione furba in quegli occhi pazzeschi. "Ciao, Seiya.
Non ti avevo visto."
Togliersela dalla testa. Una
volta aveva creduto davvero di poterlo fare. Quando flirtava con la
sua amica d'infanzia. Quando si era convinto di amare la sua dea. Ma
dall'incantesimo di Occhi di Giada non era riuscito a fuggire. L'aria
spavalda della ragazza, le mani infilate nelle tasche, il suo
bellissimo viso... Erano riapparsi un bel giorno quando lui si era
ormai convinto che fosse una faccenda chiusa. Erano riapparsi nel
modo più inaspettato. E più crudele.
"Cosa ti fa credere che io abbia
voglia di essere baciato da te, dopo che tu hai baciato lui?"
Lei gli si avvicinò sorridendo.
"Cosa ti fa credere che io abbia voglia di baciarti?" gli
domandò un attimo prima di catturargli le labbra con le sue.
Chi ci crederebbe? Siamo qui. A
migliaia di chilometri dal luogo in cui ci siamo conosciuti. E poi...
No, sembra tutto così assurdo... amore, odio, dolore,
vendetta, sacrificio. Davvero siamo sopravvissuti a tutto questo?
"Dio, Seiya, hai bisogno di un
bagno! Puzzi di sudore in maniera ammorbante!"
Ammorbante? "Sempre meno
di Saavy. E con lui non hai fatto storie" protestò il
ragazzo.
"Con lui non devo dormirci..."
"Vuoi dare una strigliata anche a
me?" Occhi di Giada. Ora è tutto diverso.
Adesso... adesso... Adesso sta con me...
Le cose vanno troppo in fretta. Non
riesco a controllarle.
Fra due giorni sarebbero partiti
per la Grecia. Lui, i suoi compagni e la Dea Athena. Per assaltare il
Santuario e spodestare l'assassino che vestiva i panni del Sommo
Sacerdote.
Troppo in fretta.
Un anno prima le cose erano state
molto più semplici. Aveva in testa solo la scomparsa di Seika.
Adesso, sua sorella era sempre al primo posto ma si era reso conto
che essere un Cavaliere prevedeva ben altro. Perché Saori Kido
era Athena. Athena rinata tra gli uomini. E non era affatto quel
mostro che lui aveva creduto, dopo il suo ritorno a Tokyo. Saori
Kido. Athena. Per lei, lui e i suoi compagni avrebbero combattuto.
Per restituirle il posto nel mondo che le spettava. Non importava a
quale prezzo e quanto fossero potenti i nemici che avrebbero dovuto
affrontare. Trovarsi di fronte alla forza di un Cavaliere d'Oro era
stata un'esperienza spaventosa. Seiya sapeva che sarebbe stata quasi
un'impresa suicida e loro avrebbero dovuto fare a meno di Shiryu che
si era accecato per sconfiggere Argor di Perseo...
I Cavalieri d'Oro... Aiolia, il suo
amico Aiolia, l'uomo che la sua Marin amava, non aveva esitato a
scagliarsi contro di lui.
Seiya aveva guardato oltre la
finestra della sua soffitta l'attività del porto ai suoi
piedi. Avrebbe fatto di tutto per tornare. Anche se i loro avversari
sarebbero stati tutti come Aiolia, Cavaliere d'Oro del Leone, che lo
avrebbe ucciso se le cose non avessero preso una piega inaspettata.
Se lei non si fosse messa in mezzo, proteggendolo con il suo corpo.
"Avere il Cavaliere del Leone
come alleato sarà un vantaggio per noi." La voce di Shun
gli era arrivata alle orecchie come se proveniente da un altro mondo.
Lui e Hyoga stavano facendo piani di battaglia, tentando di non
arrivare all'assedio impreparati.
Sì, Aiolia ora era dei loro.
Da quando aveva riconosciuto il potere sprigionato da Saori. Però...
c'era qualcos'altro che per lui era molto più importante.
Perché prima dell'arrivo di Aiolia lei era arrivata per
ucciderlo. La sua nemica di sempre. E si era tolta la maschera di
fronte a lui, spiegandogli le sue assurde motivazioni. Una donna
che serve Athena non può farsi vedere in volto da un uomo, per
questo devi morire, e cose del genere. E lui l'aveva di nuovo
guardata in faccia, dopo un anno da quella notte al Santuario,
durante la quale lei aveva tentato di sottrargli l'Armatura di Pegaso
che lui aveva appena conquistato. E allora, mentre lei aveva iniziato
a parlare, a parlare di un giorno di molti anni prima, lui era
riuscito ad elaborare solo due pensieri molto stupidi. Aveva i
capelli tinti, il giorno in cui ci siamo conosciuti. Per questo non
sono riuscito a rintracciarla, e soprattutto Un anno fa...
quando la sua maschera è caduta... era buio, ma... come
diavolo ho potuto pensare che i suoi occhi fossero grigi? La
ragazzina del coniglio...
"C'è anche quella
donna. Shaina." La voce di Hyoga lo aveva riportato alla realtà.
Era bastato che facesse il suo nome. Il nome di Occhi di Giada. Che
cosa devo fare, adesso? "Era priva di sensi, ma era ancora
viva, vero, Seiya?"
"Sì, viva."
Nonostante fosse stata colpita al posto suo. Per proteggerlo da
Aiolia. Parlandogli di un amore taciuto per troppo tempo e celato
dietro una cortina di odio. Crollando fra le sue braccia come una
bambola di pezza.
No, no, no... Non adesso... Non adesso
che ti ho trovata...
Era stato il dolore. E la rabbia.
Una rabbia assurda, come non l'aveva mai provata. Quella rabbia lo
aveva spinto a colpire Aiolia. E non con uno dei suoi colpi. Un pugno
dritto sul viso, come in una rissa da bar. Aiolia non si era difeso.
Lo aveva lasciato sfogare. Probabilmente aveva capito benissimo cosa
gli stesse passando per la testa in quel momento. E poi aveva guarito
le ferite di Shaina.
"Allora dovremo preoccuparci
anche per lei" aveva continuato Hyoga. "È davvero
fastidiosa, quella donna. Non sarebbe piacevole se continuasse ad
attentare alla tua vita durante uno scontro con uno dei pezzi grossi
del Santuario..."
Attentare alla mia vita... No, lei non
lo farà più. Ha scelto di amarmi, non di uccidermi.
Adesso, adesso che so chi è io... questo cambia tutto. Mio
Dio, questo cambia tutto...
Avrebbe dovuto spiegare a Shun e
Hyoga come erano andate davvero le cose. E come era iniziato tutto,
sei anni prima, quando la sua vita per pochi attimi aveva sfiorato
quella di una ragazzina dal cuore tenero che accarezzava un coniglio
spaventato. Ma quella storia era solo sua. E di Occhi di Giada.
"Shaina non è un
problema" aveva risposto alla fine. Non importava che loro
capissero. Né che avessero i dettagli della faccenda. "Mi
ha salvato la vita. Adesso sta con noi."
Il ragazzo la trascinò fuori
dalla stalla, nonostante le sue proteste.
"Ho promesso a Saavy di
strigliarlo!"
"Se aspetta cinque minuti non
muore. Raccontami cosa avete combinato oggi."
La ragazza tirò fuori un'aria
rassegnata, sopportando pazientemente il peso del suo braccio intorno
alle spalle. "Abbiamo lavorato anche per te. Lavativo."
"Niente film?" chiese il
ragazzo con gli occhi incollati al suo viso. Non era cambiata poi
molto da quando la loro storia era iniziata in quel modo spettacolare
e decisamente violento.
Mi ha salvato la vita. Adesso...
"Ehi" La ragazza gli lanciò
una lunga occhiata di rimprovero. "Solo un malfidato come te può
pensare che io e tua sorella ci diamo ai bagordi non appena tu hai
girato l'angolo."
Il ragazzo le sorrise. Trovava molto
bello che certe cose rimanessero uguali. I suoi occhi, le sue labbra,
la finta ombrosità del suo carattere. Tutto quello che amava
in lei. Da quando era solo un ragazzino a caccia di conigli.
Adesso...
"Chi cucina stasera?" le
chiese sentendo lo stomaco brontolare. I panini ingurgitati erano già
scomparsi da un pezzo nei meandri delle sue cellule.
"Sarebbe il tuo turno. Ma ci sta
pensando Seika. Credo che voglia sperimentare qualcosa di nuovo."
Il ragazzo trattenne una smorfia. Sua
sorella era la più negata tra loro tre. Ma lui avrebbe fatto
buon viso a cattivo gioco. Perché anche quello faceva parte
della piccola, meravigliosa vita che condivideva con la ragazza
vicino a lui.
Adesso sta con noi... Adesso...
La ragazza si liberò dal suo
braccio. "Vai a lavarti, essere fetido e repellente."
"Quanto sei bella quando mi
insulti." Il ragazzo le strizzò l'occhio, prima di
dirigersi verso la casa. L'idea di un bagno non era affatto male.
Tutto in quel posto non era affatto male. I suoi affetti, il suo
amore, la vita che conduceva. Quello che contava davvero, nonostante
gli Dei, i Cavalieri e tutto il resto. In un certo senso era proprio
a lei che doveva tutto questo.
Mi ha salvato la vita. Adesso sta
con me.